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Indice città sostenibili: Torino fanalino di coda italiano

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Torino da tempo ha avviato la svolta green, tuttavia nell’indice delle città sostenibili è in fondo alla graduatoria, ultima italiana.

Gli sforzi della Giunta Comunale diretta da Chiara Appendindo di rendere la Città della Mole più sostenibile sono tanti, ma ancora non abbastanza per entrare nell’elité europea in materia.

Il capoluogo piemontese sta investendo in bus elettrici e piste ciclabili, tuttavia il confronto per le metropoli del vecchio continente è impietoso.

La torinese Lavazza ha avviato un piano di sostenibilità condotto in simbiosi con il Politecnico di Torino.

La sostenibilità è sempre più un fattore decisivo per la grande industria, soprattutto per città ambiziose come Torino, seria candidata al nuovo polo produttivo del colosso statunitense Intel.

Torino nelle retrovie dell’indice delle Città sostenibili: i dettagli

L’azienda di management economico Schroders ha stilato il Sustainable European Cities Index, dove raccoglie le maggiori metropoli europee.

La graduatoria comprende 59 città del vecchio continente, con in testa le metropoli che più di tutte hanno effettuato operazioni virtuose per salvaguardare il clima.

La classifica tuttavia tiene conto esclusivamente delle metropoli, con una popolazione superiore al milione di persone. Nei parametri figurano tutti i target degli obiettivi di sviluppo stanziati dalla Organizzazione delle Nazioni Unite.

Ogni città è valutata sulla base di tredici parametri che tengono conto di politiche ambientali e di investimenti sostenibili. Inoltre figurano come requisito la qualità dell’aria, i trasporti pubblici, i piani climatici e l’utilizzo della plastica monouso.

L’Italia è in coda, con una sola città nella top 25: Milano, in 22esima posizione. Seguono Napoli e Roma, rispettivamente alla posizione 44 e 45.

Torino è l’ultima italiana nella top 59, stanziandosi soltanto in posizione numero 50.

Guida la classifica la capitale dei Paesi Bassi, Amsterdam, seguita a ruota da Londra e Parigi. Subito dopo si stanziano i paesi nordici, mentre l’est Europa è nelle retrovie, con le sole eccezioni di Praga e Sofia.

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