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Alla scoperta della case più folli di Torino con l’associazione Caus

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In programma domani e il 25 aprile l’extrarchitectura tour

Città esoterica o non, Torino è sicuramente la culla di alcune delle strutture architettoniche più particolari del design contemporaneo, e non solo.

Sappiamo bene quanto il capoluogo piemontese sia ben noto per il suo patrimonio liberty e barocco, ma a distogliere lo sguardo dagli stili più canonici ci sono anche stravaganti costruzioni sparse in tutta la città, che spesso l’occhio esclude.

Per quest’ultima ragione infatti, l’associazione Caus propone nei prossimi giorni un tour guidato per andare alla scoperta degli edifici più curiosi di Torino.

Il programma prenderà piede domani, con un primo incontro che farà tappa in alcuni edifici contemporanei lungo il fiume Po, raccontando al contempo le storie dei progetti e degli architetti visionari che gli hanno realizzati.

Sarà proprio il caso di Enzo Venturelli che nel 1953 ha progetto la casa studio dello scultore Umberto Mastroianni sulla strada che porta a Cavoretto.

Una struttura spaziale che richiama lo stile dell’artista e che presenta su entrambi i lati forme geometriche bianche e nere.

Lo scopo dell’edificio era ovviamente quello di lasciare il segno e allo stesso tempo canalizzare l’entusiasmo dell’epoca per la scoperta dello spazio.

Alla scoperta della case più folli di Torino con l'associazione Caus

Venturelli è stato anche il progettista del rettilario neo impressionista al Parco Michelotti

Inaugurato nel 1960, il progetto è nato proprio con l’intento di presentare al pubblico che cosa si sarebbe trovato all’interno dell’edificio che assomiglia alla bocca spalancata di un rettile.

In piazza Crimea 2 troviamo invece il neoliberty con la casa dell’Obelisco, le cui forma rimandano alle opere di Antoni Gaudi per un complesso residenziale che riflette il periodo del boom economico in cui è stato creato.

Frutto del lavoro di Sergio Jaretti ed Elio Luzi, il progetto è un messaggio provocatorio per i codici linguistici dell’epoca.

La casa infatti richiama a uno scenario marittimo, con linee in movimento che sembrano prima un castello di sabbia e poi le onde che si infrangono sul bagnasciuga, con un atrio che dà la sensazione di trovarsi all’interno di una conchiglia.

Andando in via Monti 48 invece, troviamo il villino Kind, realizzato nel 1904 sulla base del progetto di Michel Frapoli.

L’edificio prende il nome dal suo primo proprietario e presenta uno stile prettamente austriaco e “hoffmaniano”, sulla base dell’architetto austriaco Josef Hoffman.

Ma fuori dagli schemi troviamo anche la casa studio dell’artista Ezio Gribaudo in via Biamonti, progettata da Andrea Bruno.

Tra gli esempi più all’avanguardia, negli anni si è affermato il condominio 25 Verde di Luciano Pia, una casa-foresta non molto distante dal fiume Po che si trova in via Chiabrera 25.

Da non perdere anche Casa Verona in corso Moncalieri 23 e i balconi asimmetrici di corso Dante 103.

Le architetture particolari di Torino lungo il Po si riveleranno sicuramente una bella scoperta per tutti i partecipanti dell’extrarchitectura tour dell’associazione Caus.

Le tappe saranno numerose e dalla prima all’ultima daranno un assaggio di una Torino novecentesca, fatta di design all’avanguardia, stili e provocazioni tutti raccolti nello stesso territorio.

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