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Alghe e liquami: peggiora l’inquinamento del fiume Po

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La situazione dell’abbandono dei rifiuti nel fiume Po diventa sempre più preoccupante, le analisi dell’acqua confermano la presenza di sostanze inquinanti

Se tutti i torinesi provano una sensazione di “sgiai” a guardare le acque del fiume Po, evitando volentieri la possibilità di fare in bagno al suo interno, forse c’è davvero una ragione.

I tempi delle rive affollate di gente in costume da bagno, ombrelloni piantati e barche a remi sono ormai un lontano ricordo.

La balneazione delle acque del fiume più lungo d’Italia è ormai tanto vietata quanto sconsigliata e la causa è facilmente individuabile.

L’inquinamento delle acque del fiume Po è diventato un dato di fatto e basta posare l’occhio sul suo percorso per notare distese di alghe, liquami e rifiuti che mettono a rischio la sua salute.

A distanza di 4 anni dall’ultima emergenza, le alghe sono tornate a crescere rigogliose in mezzo al corso d’acqua.

Soprattutto all’altezza dei Murazzi, dove riescono quasi ad affiorare intralciando il passaggio delle canoe del circolo.

Questa volta però non si tratta di nuovo della temutissima Myriophyllum, bensì di un’altra specie, simile alla Millefoglio ma non dannosa per il fiume.

Le nuove piante infestanti infatti rappresentano un’ottima fonte di nutrimento per la fauna marina ma allo stesso tempo ingombrano il percorso fluviale.

Tuttavia, non sono solo le alghe a preoccupare le associazioni di protezione ambientale.

Nelle ultime settimane infatti sono state molte le segnalazioni che indicavano la presenza di chiazze nocive e versamenti di liquami nel fiume.

A partire proprio nei pressi del ponte Vittorio Emanuele I, in direzione Moncalieri, dove sono stati trovati anche diversi rifiuti.

Tra cui residui di melma e legname portati durante le ultime piene, ma anche termosifoni e residui di vario genere che si bloccano alla prima diga che incontrano.

Il materiale ovviamente viene poi “ripescato” dagli operatori del fiume, che una volta l’anno smuovono i macchinari per recuperare i detriti.

Alghe e liquami: peggiora l'inquinamento del fiume Po

Ma rimane ancora il problema delle schiume

Nelle ultime settimane ormai, nel tratto di corso Regina Margherita vengono rilasciati eccessivi quantitativi di “tensioattivo sintetico”.

Ovvero, tutti quei detersivi, saponi e sostanze chimiche prodotte dall’uomo che attraverso il sistema idrico della città si riversano nell’ “Eridano“.

Specialmente in quel tratto del fiume in zona Vanchiglia, dove vivono diverse specie di animali del Po che ormai nuotano nell’inquinamento.

Al momento l’Arpa è al lavoro per verificare l’origine di queste perdite, ma non solo.

Dai diversi controlli effettuati, le cause potrebbero risiedere nel versamento illecito di queste sostanze nei tombini della città.

Un errore ad appannaggio di pochi trasgressori che però compromette allo stesso modo la salute del corso d’acqua.

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