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Il rapporto Rota su Torino mostra una città inadeguata e incapace di raggiungere gli obiettivi

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Il XXI rapporto Rota su Torino racconta una città in palese declino, incapace di raggiungere gli obiettivi di crescita e lasciando il territorio cittadino in grave difficoltà.

L’ente, che si occupa dello sviluppo delle città, mostra una Torino inadeguata a raggiungere gli scopi fissati per il 2020.

Il Covid, tuttavia, non è l’artefice di tale racconto disastroso.

Il rapporto Rota su Torino mostra una città inadeguata e incapace di raggiungere gli obiettivi
Il rapporto Rota su Torino mostra una città inadeguata e incapace di raggiungere gli obiettivi

Cosa racconta il Rapporto Rota su Torino

Il XXI rapporto sulla città della Mole mostra l’inadeguatezza della giunta comunale di raggiungere gli obiettivi di sviluppo fissati per il 2020.

La stima, poco rassicurante, per la ripartenza è fissata in dieci anni.

Due lustri per riportare nel capoluogo piemontese investitori, laureati e turisti.

Ripartire dalle università, che malgrado il il Covid registrano il record di iscrizioni.

Tuttavia, a destare maggiori preoccupazioni è lo stato in cui versa la città: un vero e proprio cantiere a cielo aperto, con 70 cantieri attivi.

A preoccupare, inoltre, ci sono i lavori interminabili di alcune aree, come Piazza Bengasi, che dopo anni di abbandono ha visto solo di recente il progresso dei lavori.

Ciò che gli esperti lamentano, oltre alla lunghezza della burocrazia, è la scarsezza di programmazione.

La città, com’è ben noto, dispone di moltissime risorse e monumenti, ma senza programmazione resta impossibile sfruttarle.

Infatti, nei prossimi cinque anni, in Piemonte, specie a Torino, verranno girati milioni di euro di fondi per la promozione della cultura, ma ad oggi manca un piano di sfruttamento.

Ma non mancheranno gli eventi di culto, come le ATP Finals di tennis, e le fasi finali della UEFA Nations League, che vedrà partecipare l’Italia di Roberto Mancini come nazione ospitante.

Tali eventi hanno aperto ulteriori cantieri per contenere la mole di appassionati.

Tuttavia, ad oggi, malgrado l’imponente carico di lavoro sulla città, dirsi ottimisti è difficile.

Ad aumentare il pessimismo c’è il complicato rapporto con le zone periferiche della città lasciate fuori dai grandi progetti di riqualificazione.

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