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Capire “ciòca per bròca” o “Roma per toma”: perché si dice così? I Modi di dire Piemontesi

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Capire “ciòca per bròca” o “Roma per toma”: perché si dice così? I Modi di dire Piemontesi

Si sa, ogni lingua ha le sue sfumature, la sua cultura e la sua storia. E ancor più queste particolarità le ritroviamo nei dialetti, culla delle nostre origini e della nostra territorialità.

Nell’espressione dialettale è condensato tutto un mondo nascosto che viene fuori grazie ai modi di dire. Il dialetto Piemontese, ad esempio, ha dei modi di dire tutti suoi. Richiamano per una certa misura quelli italiani, ma utilizzano termini ad hoc.

I modi di dire Piemontesi che di danno del “tardo di comprendonio”

Prendiamo la locuzione italiana “prendere lucciole per lanterne” oppure “capire fischio per fiasco” che, sfruttando le assonanze o la somiglianza tra due oggetti, significa “scambiare una cosa per un’altra”. Bene, in piemontese non si mettono in mezzo né lucciole né lanterne tanto meno i fischi e i fiaschi.

Il Piemontese doc per esprimersi usa i chiodi e dice “capì ciò për bròca“, o la variante “capì ciòca për bròca“.

Quest’ultima espressione significa “confondere una campana con un chiodo“. Nonostante l’assonanza, indicano due oggetti che stanno agli antipodi, e confonderli potrebbe generare malintesi, anche quando l’equivoco deriva da un difetto di udito.

“Capì ciò për bròca”, invece, mette a confronto due tipi diversi di chiodi. Il Ciò è quello a piccola capocchia, mentre il Bròca è quello a grande capocchia. Insomma, confonderli, sarebbe come scambiare un chiodo da calzolaio con un chiodo da carpentiere. Un vero artigiano sa distinguere le due tipologie di chiodi, chi non percepisce la differenza o non è del mestiere oppure è uno sprovveduto. In poche parole, non capisce niente.

Modi di dire Piemontesi
Capire “ciòca per bròca” o “Roma per toma”: perchè si dice così? I Modi di dire Piemontesi

Ma c’è ancora un modo di dire piemontese che riguarda l’equivoco tra due persone: è la pittoresca espressione “capì Roma për toma”. Questa volta niente artigiani o carpentieri, ma semplici golosi. Nella locuzione entra uno dei formaggi tipici piemontesi, la toma, ingrediente fondamentale della cucina alpina.

A quanto pare, l’origine dell’espressione è legata propri all’origine della parola “toma”, derivata dal detto latino “promittere Romam et omnia” che significa “promettere Roma e tutto il resto, promettere Mari e Monti”. Nel corso del tempo, l’uso popolare ha distorto la pronuncia della terminologia di “et omnia”, trasformandola in “toma”.

Alla fine, è facile scambiare una cosa per l’altra.