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23 gennaio 1824: l’inaugurazione del Museo Egizio

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23 gennaio 1824 avveniva l’inaugurazione del Museo Egizio, già all’epoca situato in via Accademia delle Scienze

Il 23 gennaio 1824 è una data storica per la cultura torinese: in questa data, infatti, ci fu l’inaugurazione del Museo Egizio.

Quasi 200 anni fa vedeva la luce uno dei pilastri del turismo dei giorni nostri. Un’attrazione che, negli anni, ha riscosso un successo sempre maggiore, arrivano ad accogliere centinaia di migliaia di visitatori da ogni parte del mondo.

Un gioiello che affonda le sue radici in una storia molto interessante.

Il 23 gennaio del 1824, re Carlo Felice acquistò le collezioni egizie di Bernardino Drovetti. Quest’ultimo, proveniente da Barbania, dipende console di Francia in Egitto dove ha l’occasione di collezionare manufatti egizi di ogni genere.

Gli oggetti di proprietà di Drovetti furono acquisti dai Savoia, che si assicurarono questi cimeli di inestimabile valore con una cifra pari a 300 mila lire piemontesi.

Una somma enorme, che fu bruciata nel giro di tre decenni da Drovetti.

Nel frattempo, re Carlo Felice riuscì a far allestire un museo di grande fascino. Il suo intervento e il suo acquisto tempestivo evitò che quadri, scritti e manufatti finissero in Francia.  Qui sarebbe stato il Louvre ad ospitarli.

Papiro esposto al Museo Egizio di Torino

Inaugurazione e grandi eventi

L’inaugurazione del Museo Egizio fu seguita dell’apertura ufficiale del Museo, avvenuta l’8 novembre del 1824

Tutti gli oggetti furono trasportati da Livorno (dove si trovavano all’epoca) e furono disposti nella struttura di via Accademia delle Scienze

La sede dell’epoca è rimasta ancora quella di oggi, nel centro storico di Torino, dopo quasi duecento anni di attività.

Tra i grandi episodi della storia del Museo Egizio troviamo la visita Jean Francois Champollion. Il francese, che decifrò la Stele di Rosetta, giunse nel capoluogo piemontese per decifrare il Papiro Reale.

Nel 1832, inoltre, la collezione di Drovetti fu unita a quella dell’Università di Torino, composta dagli averi di Vitaliano Donati. Quest’ultimo, proveniente da Padova, visse in Egitto nel Settecento e portò in Italia tantissimi reperti.

Dunque, il Museo Egizio compie gli anni e si avvicina alle duecento primavere. Un patrimonio che Torino esporta nel mondo e che deve essere protetto gelosamente.

 

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