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Il Politecnico di Torino guida un progetto da 5,6 milioni per rendere più sostenibile la ricerca nell’Artico

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Da Alessandro Maldera

Ottobre 04, 2026

Ridurre l’impatto ambientale delle basi scientifiche proprio nelle regioni più esposte agli effetti del cambiamento climatico.

È l’obiettivo del Progetto SUSTAIN-ARCTIC Politecnico Torino 2026, finanziato dall’Unione europea con 5,6 milioni di euro e coordinato dall’ateneo torinese per i prossimi tre anni.

Il programma coinvolge 11 istituzioni di sei Paesi e prevede anche due installazioni dimostrative in Norvegia e Finlandia.

SUSTAIN-ARCTIC: i dati principali

Finanziamento europeo: 5,6 milioni di euro
Durata: 3 anni
Coordinamento: Politecnico di Torino
Istituzioni coinvolte: 11
Paesi: Italia, Norvegia, Danimarca, Finlandia, Polonia e Francia
Siti dimostrativi: Svalbard e Finlandia
Obiettivo: ridurre l’impatto climatico delle infrastrutture scientifiche artiche e subartiche

Un progetto europeo coordinato dal Politecnico di Torino

SUSTAIN-ARCTIC significa Advancing Climate-Neutral Research in the Arctic and Sub-Arctic Regions.

Il progetto nasce dalla necessità di conciliare due esigenze: continuare a studiare le trasformazioni climatiche dell’Artico e, allo stesso tempo, ridurre l’impatto prodotto dalle attività necessarie alla ricerca.

Il coordinamento sarà affidato per tre anni al Politecnico di Torino.

Il programma mette insieme 11 istituzioni provenienti da Italia, Norvegia, Danimarca, Finlandia, Polonia e Francia.

Perché le basi scientifiche dell’Artico devono diventare più sostenibili

Le attività di ricerca nelle regioni polari richiedono energia, trasporti, strutture e approvvigionamenti in territori particolarmente fragili.

Molte basi dipendono ancora dal trasporto di grandi quantità di carburante destinato ai generatori diesel.

SUSTAIN-ARCTIC punta a ridurre questa dipendenza attraverso sistemi energetici più sostenibili e una diversa organizzazione delle attività sul campo.

Il lavoro si concentrerà su tre aree principali: logistica sostenibile, ottimizzazione della ricerca sul territorio e digitalizzazione.

Fotovoltaico ed eolico per produrre energia direttamente nell’Artico

Uno degli obiettivi principali riguarda la produzione locale di energia.

Il progetto prevede sistemi basati su fonti rinnovabili, con particolare attenzione a fotovoltaico ed eolico.

A queste tecnologie saranno affiancati sistemi di accumulo e strumenti per una gestione più efficiente delle risorse.

L’obiettivo è garantire l’approvvigionamento delle basi durante tutto l’anno riducendo la necessità di trasportare carburante dall’esterno.

Due installazioni dimostrative tra Svalbard e Finlandia

Le soluzioni sviluppate saranno testate concretamente attraverso due installazioni dimostrative.

Una sarà realizzata nelle isole Svalbard, in Norvegia, mentre la seconda sarà collocata in Finlandia.

In questi siti verranno sperimentati sistemi energetici costruiti attorno alle risorse rinnovabili disponibili localmente.

Le installazioni serviranno quindi a verificare sul campo il funzionamento delle tecnologie in condizioni climatiche particolarmente difficili.

Più ricerca da remoto e meno spostamenti

Un altro asse del progetto riguarda la digitalizzazione.

Connessioni avanzate dovrebbero consentire di svolgere un numero maggiore di operazioni da remoto, riducendo alcune necessità logistiche legate alla presenza fisica dei ricercatori.

Il progetto punta inoltre a migliorare la gestione delle risorse utilizzate dalle basi.

Le infrastrutture saranno progettate anche per favorire il recupero di rifiuti e acque reflue.

Energia, logistica e gestione dei materiali vengono quindi affrontate all’interno dello stesso modello.

Il Politecnico parte dall’esperienza del progetto REMOTE

Il coordinamento di SUSTAIN-ARCTIC si inserisce in un percorso già avviato dal Politecnico nell’ambito dei programmi europei.

Tra le esperienze precedenti viene indicato REMOTE, progetto sviluppato tra il 2018 e il 2022.

L’iniziativa aveva portato alla realizzazione di un sistema energetico ibrido basato sull’idrogeno nel fiordo di Rye, nel Mare di Norvegia.

SUSTAIN-ARCTIC prosegue quindi una linea di ricerca dedicata alla produzione e alla gestione sostenibile dell’energia in contesti isolati.

Nel progetto anche il CNR e le comunità locali

Tra i partner italiani figura anche l’Istituto di Scienze Polari del CNR.

Il contributo riguarda competenze multidisciplinari e tecnologie dedicate allo studio e alla protezione degli ecosistemi artici.

Il programma prevede inoltre il coinvolgimento delle comunità locali e delle popolazioni indigene.

L’obiettivo è arrivare a modelli di ricerca sostenibili che possano essere applicati anche in altri contesti.

Una proposta attesa per l’Arctic Circle Assembly 2026

Tra i primi risultati previsti c’è anche la definizione di una proposta da presentare all’Arctic Circle Assembly 2026.

L’appuntamento si svolge ogni anno a Reykjavík ed è dedicato al futuro delle regioni artiche.

Il progetto europeo potrà quindi portare nel confronto internazionale le soluzioni elaborate per rendere meno impattanti le attività scientifiche nelle aree polari.

FAQ – Progetto SUSTAIN-ARCTIC Politecnico Torino 2026: le domande più frequenti

Quanto vale il finanziamento di SUSTAIN-ARCTIC?

Il progetto è finanziato dall’Unione europea con 5,6 milioni di euro.

Chi coordina il progetto?

Il coordinamento per i prossimi tre anni è affidato al Politecnico di Torino.

Quante istituzioni partecipano?

Sono coinvolte 11 istituzioni di sei Paesi europei.

Quali Paesi fanno parte del progetto?

Italia, Norvegia, Danimarca, Finlandia, Polonia e Francia.

Qual è l’obiettivo di SUSTAIN-ARCTIC?

Ridurre l’impatto ambientale delle attività di ricerca nelle regioni artiche e subartiche, puntando verso infrastrutture scientifiche climaticamente neutre.

Dove saranno testate le nuove soluzioni?

Sono previste due installazioni dimostrative, una alle Svalbard e una in Finlandia.

Quali tecnologie saranno utilizzate?

Il progetto punta soprattutto su fotovoltaico, eolico, accumulo energetico, gestione intelligente delle risorse e connessioni digitali per aumentare le attività da remoto.

Quali sono gli altri obiettivi ambientali?

Sono previsti anche sistemi per favorire il recupero di rifiuti e acque reflue e una logistica più sostenibile.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende