Chiusura Forte Chaberton 2026: accesso vietato per rischio crolli

Da Alessandro Maldera
Settembre 06, 2026

La Chiusura Forte Chaberton 2026 riguarda l’accesso alle strutture interne della celebre fortificazione che domina il confine alpino tra Italia e Francia.
Da fine agosto il Comune di Monginevro ha vietato a tempo indeterminato l’ingresso in gallerie, casermette, torrette e locali sotterranei a causa delle condizioni di sicurezza.
Le escursioni in vetta restano invece consentite, purché vengano rispettate le aree interdette.
Forte Chaberton: cosa cambia
Durata: fino a nuova disposizione
Escursioni in vetta: consentite
Aree vietate: gallerie, casermette, torrette, sotterranei e costruzioni annesse
Motivo: rischio di cedimenti e condizioni di sicurezza insufficienti
Prossimo passo: studio sulla sicurezza ed eventuali interventi di consolidamento
Cosa prevede la chiusura del Forte Chaberton
Il provvedimento non vieta di raggiungere la cima dello Chaberton.
Il divieto riguarda invece l’ingresso nelle strutture della fortificazione, comprese:
- gallerie
- casermette
- torrette
- locali sotterranei
- costruzioni annesse
Sono inoltre vietati l’arrampicamento sui muri, il superamento delle recinzioni, l’asportazione di reperti militari o architettonici e l’organizzazione di visite all’interno dell’opera, soprattutto se a pagamento.
Perché il Forte Chaberton è stato chiuso
La decisione nasce dalle condizioni di sicurezza della fortificazione.
Da tempo sono segnalati murature indebolite, zone già crollate o considerate instabili e un progressivo deterioramento di accessi, scale e gallerie.
La posizione a oltre 3.000 metri di quota espone inoltre la struttura alle condizioni particolarmente severe dell’ambiente alpino.
Secondo il provvedimento, l’ingresso negli ambienti interni e sotterranei può comportare rischi molto gravi per i visitatori.
Prima di una possibile riapertura sarà quindi necessario uno studio complessivo sulla sicurezza, seguito eventualmente da consolidamenti o dall’installazione di sistemi capaci di consentire una fruizione controllata.
Secondo quanto riferito da frequentatori della zona, a precedere il divieto ci sarebbe stato anche un grave episodio nella polveriera.
Un escursionista si sarebbe avventurato in un’area resa pericolosa dal ghiaccio e, dopo una caduta, sarebbe rimasto bloccato sul fondo della ripida scala che scende per circa 80 metri nel cuore della montagna.
Il recupero avrebbe richiesto l’intervento del soccorso alpino francese.
L’episodio non viene però indicato nel provvedimento come causa ufficiale della chiusura.
Per conoscere meglio la storia della fortificazione, dalla costruzione militare alla sua posizione strategica sulle Alpi, approfondisci la storia della Batteria dello Chaberton
Degrado e problemi di conservazione del Forte
Il Forte Chaberton è stato riconosciuto nel 2021 come monumento storico francese, ma le condizioni dei ruderi restano delicate.
Chi si occupa da anni della sua memoria segnala problemi legati non soltanto al deterioramento strutturale, ma anche ai comportamenti dei visitatori.
Alcune aree sarebbero state utilizzate impropriamente come latrine o punti di abbandono dei rifiuti. Sono stati inoltre segnalati graffiti e asportazioni di reperti storici.
Le temperature più elevate avrebbero anche fatto riaffiorare materiali precedentemente nascosti, esponendoli ulteriormente al rischio di essere prelevati.
Secondo Roberto Guasco, che frequenta lo Chaberton dagli anni Ottanta, non è mai stato realizzato un intervento complessivo capace di mettere in sicurezza l’intera fortificazione.
Il Museo del Monte Chaberton e il recupero del bivacco
La memoria della fortezza viene portata avanti anche dal Museo del Monte Chaberton, inaugurato nel 2021 nel sottochiesa di Claviere.
A occuparsene sono Roberto Guasco e Dario Maddio, impegnati da circa 25 anni nella valorizzazione della storia del cosiddetto Forte delle Nuvole.
Nel giugno 2026 è stato inaugurato anche un bivacco ad accesso libero.
La struttura è stata ricavata dopo due anni di lavori da una vecchia caserma ottocentesca situata a circa 2.200 metri di quota, sul versante meridionale del Petit Vallon.
L’intervento dimostra che il recupero di alcune strutture è possibile, ma richiede opere specifiche e una preventiva messa in sicurezza.
Le Olimpiadi possono aiutare il recupero dello Chaberton?
La chiusura riapre anche il tema del futuro della fortezza.
Monginevro rientra tra i comuni coinvolti nei prossimi Giochi Olimpici invernali e gli appassionati sperano che l’attenzione legata all’evento possa favorire nuovi investimenti sul territorio.
L’ipotesi è che il contesto olimpico possa diventare un’occasione per affrontare la messa in sicurezza e la valorizzazione del Forte.
Al momento, però, non risulta definito un progetto di recupero collegato alle Olimpiadi.
Si tratta quindi di una possibilità auspicata da chi si occupa dello Chaberton, non di un intervento già approvato.
Quando potrà riaprire il Forte Chaberton
Non esiste al momento una data per la riapertura.
La Chiusura Forte Chaberton 2026 resterà in vigore fino a nuova disposizione e il futuro degli accessi dipenderà dai risultati delle verifiche tecniche.
Solo dopo lo studio delle condizioni di murature, gallerie, scale e locali sotterranei sarà possibile stabilire quali interventi siano necessari.
Nel frattempo è ancora possibile raggiungere la vetta dello Chaberton, ma senza entrare nelle strutture interdette.
FAQ – Forte Chaberton 2026: accessi, divieti e futuro
Sì. Le escursioni in vetta restano consentite.
Gallerie, casermette, torrette, sotterranei e costruzioni annesse.
Per il deterioramento delle strutture e il possibile rischio di crolli e incidenti gravi.
Il divieto resta valido fino a nuova disposizione.
Al momento sono previsti studi sulla sicurezza ed eventuali interventi successivi, ma non risulta ancora definito un progetto complessivo.
È una possibilità auspicata dagli appassionati, ma non risulta ancora un progetto ufficiale collegato ai Giochi.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



