Elezioni Torino 2027 sondaggio: Lo Russo vicino al 51%, centrodestra al 35%

Da Alessandro Maldera
Settembre 04, 2026

L’Elezioni Torino 2027 sondaggio fotografa Stefano Lo Russo nettamente avanti nella corsa verso Palazzo Civico, ma restituisce contemporaneamente una città molto meno soddisfatta della sua amministrazione di quanto lascerebbe pensare l’intenzione di voto.
La rilevazione riservata circolata nell’agosto 2026 colloca il sindaco uscente poco sopra il 50%, contro il 35% attribuito a un generico candidato del centrodestra e il 14% alle altre forze. Numeri che, se confermati alle urne, potrebbero consentire una vittoria già al primo turno. Ma a molti mesi dal voto lo scenario resta aperto, soprattutto perché il centrodestra non ha ancora scelto lo sfidante.
Elezioni Torino 2027: i numeri principali del sondaggio riservato
Candidato di centrodestra: 35%
Altri candidati: 14%
Giudizio positivo sull’operato di Lo Russo: 42%
Giudizio negativo: 58%
Torino va nella direzione giusta: 31%
Torino va nella direzione sbagliata: 31%
Nessuna direzione definita: 38%
Prima priorità: sicurezza, indicata dal 50%
Elezioni Torino 2027 sondaggio: Lo Russo parte sopra il 50%
La simulazione sul voto assegna a Stefano Lo Russo un risultato poco superiore alla maggioranza assoluta.
Il sindaco uscente viene collocato vicino al 51%.
Un ipotetico candidato unitario del centrodestra si fermerebbe invece al 35%, mentre il restante 14% sarebbe distribuito tra le altre forze politiche.
Con percentuali di questo tipo Lo Russo potrebbe teoricamente evitare il ballottaggio.
È però un dato da interpretare con prudenza.
Il centrodestra non ha ancora individuato il proprio candidato e la stessa rilevazione segnala che la scelta dello sfidante potrebbe modificare sensibilmente gli equilibri attuali.
Il paradosso: Lo Russo viene votato più di quanto sia apprezzato
Il dato politicamente più interessante emerge confrontando intenzioni di voto e giudizio sull’amministrazione.
- Soltanto il 42% degli intervistati considera molto o abbastanza efficace l’operato del sindaco.
- Il 58% esprime invece una valutazione poco o per nulla positiva.
Il giudizio sull’amministrazione comunale nel suo complesso è leggermente migliore e raggiunge il 47%.
Lo Russo potrebbe quindi partire sopra il 50% nelle intenzioni di voto pur ricevendo una valutazione positiva da meno della metà degli intervistati.
Questo scarto suggerisce che una parte del vantaggio dipenda anche dall’attuale debolezza dell’alternativa.
Cosa contestano gli elettori al sindaco
Tra chi valuta negativamente l’operato di Lo Russo, la critica principale riguarda la quantità delle iniziative realizzate.
- Quasi la metà dei giudizi negativi sostiene che il sindaco abbia fatto troppo poco.
- Circa un terzo individua invece il problema nella mancanza di una visione strategica.
Pesano inoltre, in misura inferiore, il giudizio su alcune decisioni e sulla capacità di comunicare con i cittadini.
Non emerge quindi soltanto una contestazione su singoli provvedimenti.
Una parte degli intervistati sembra chiedere soprattutto una direzione più riconoscibile per la città.
Solo il 31% pensa che Torino stia andando nella direzione giusta
Lo stesso elemento emerge quando agli intervistati viene chiesto di valutare il futuro complessivo della città.
Il 31% considera positiva la direzione intrapresa da Torino.
Un altro 31% ritiene che sia sbagliata.
La quota maggiore, pari al 38%, non individua invece una direzione precisa.
Tra gli indecisi questa percentuale arriva fino al 50%.
Più che una città nettamente divisa tra soddisfatti e contrari, il sondaggio descrive quindi una larga area di cittadini incerti sul percorso intrapreso.
Sicurezza prima priorità per un torinese su due
Il tema che emerge con maggiore forza è la sicurezza.
La lotta alla criminalità viene indicata come priorità dal 50% degli intervistati.
Il dato attraversa gli schieramenti.
La sicurezza viene considerata prioritaria da circa il 40% degli elettori di centrosinistra e arriva vicino al 60% tra centrodestra e indecisi.
Al secondo posto compare la sanità, indicata da circa quattro cittadini su dieci.
Trasporto pubblico, lavoro e sviluppo economico interessano invece circa un terzo del campione.
L’immigrazione divide più della sicurezza
La differenza tra sicurezza e immigrazione è significativa.
- La prima riesce a raggiungere fasce elettorali molto diverse.
- L’immigrazione mostra invece una maggiore polarizzazione politica.
È considerata una priorità da circa quattro elettori di centrodestra su dieci, mentre tra gli elettori di sinistra la quota scende sotto uno su cinque.
Per il centrodestra la sicurezza potrebbe quindi rappresentare un tema più efficace per cercare consenso al di fuori del proprio elettorato tradizionale.
Il centrodestra deve ancora scegliere il candidato
Il principale elemento di incertezza riguarda proprio lo sfidante di Lo Russo.
All’inizio di settembre 2026 non esiste ancora una candidatura unitaria ufficiale del centrodestra.
Maurizio Marrone è il nome politicamente più avanzato, ma Lega e Forza Italia stanno valutando anche soluzioni differenti.
All’interno della coalizione è emersa infatti l’ipotesi di puntare su un profilo civico o moderato capace di conquistare elettori che normalmente non votano per il centrodestra.
La scelta è decisiva perché il 35% indicato dal sondaggio riguarda un candidato generico e non misura necessariamente il potenziale di un nome specifico.
Maurizio Marrone è il nome più conosciuto
Tra le personalità testate dalla rilevazione, Maurizio Marrone presenta la notorietà maggiore.
- Il vicepresidente della Regione Piemonte è conosciuto almeno superficialmente da quasi la metà degli intervistati.
- Il suo punto di forza è l’elettorato di centrodestra.
- Tra gli elettori di quell’area la fiducia raggiunge il 65%.
- La situazione cambia però fuori dal proprio schieramento.
- Il gradimento scende al 28% tra gli elettori di centrosinistra e soltanto al 4% tra gli indecisi.
Il suo profilo appare quindi molto competitivo all’interno della coalizione ma più polarizzante quando occorre allargare il consenso.
Gli elettori chiedono soprattutto un civico o un imprenditore
Proprio questo dato spiega perché nel centrodestra continui la ricerca di possibili alternative.
Alla domanda sul profilo ideale dello sfidante, nell’intero campione il 39% preferisce una personalità proveniente dalla società civile.
- Tra gli elettori di centrodestra il 37% indica invece un imprenditore.
- Il 32% preferirebbe una figura civica.
- Il politico di professione raccoglie soltanto il 24%.
È un segnale che alimenta l’ipotesi di cercare fuori dai partiti una candidatura capace di intercettare anche moderati e indecisi.
I nomi civici valutati per Palazzo Civico
La rilevazione prende in considerazione diversi profili provenienti dal mondo economico, professionale e culturale.
| Nome | Profilo | Cosa emerge |
|---|---|---|
| Maurizio Marrone | Vicepresidente Regione Piemonte | Molto conosciuto e forte a destra, più debole tra gli indecisi |
| Patrizia Sandretto Re Rebaudengo | Arte e cultura | Profilo con capacità di ottenere consenso anche fuori dal centrodestra |
| Licia Mattioli | Imprenditoria | Figura manageriale meno conosciuta ma con gradimento più trasversale |
| Luca Asvisio | Commercialisti | Profilo professionale e civico |
| Andrea Ganelli | Notariato | Figura della società civile con notorietà più contenuta |
| Enzo Ghigo | Ex presidente della Regione e presidente del Museo Nazionale del Cinema | Nome moderato evocato negli ambienti del centrodestra |
Questa tabella non rappresenta una lista di candidature ufficiali.
Sono profili testati o discussi nell’ambito della ricerca dello sfidante.
Sandretto Re Rebaudengo e Mattioli tra i profili trasversali
Tra le figure civiche, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo emerge per la possibilità di ottenere apprezzamento anche tra persone che oggi non votano centrodestra ma non escluderebbero di sostenerne il candidato.
Anche Licia Mattioli, imprenditrice ed ex vicepresidente nazionale di Confindustria, rientra nella categoria delle personalità meno conosciute rispetto a Marrone ma potenzialmente meno divisive.
Lo stesso ragionamento riguarda Luca Asvisio e Andrea Ganelli.
Il nodo per la coalizione è capire se una notorietà iniziale più bassa possa essere compensata dalla capacità di allargare il bacino elettorale.
Nel toto-nomi compare anche Enzo Ghigo
Tra i nomi circolati negli ambienti moderati compare anche Enzo Ghigo.
L’ex presidente della Regione Piemonte è oggi alla guida del Museo Nazionale del Cinema.
Non risulta una sua candidatura ufficiale e il suo nome non compare tra quelli misurati nelle tabelle del sondaggio.
Viene però indicato come possibile figura di esperienza istituzionale e profilo moderato.
Per ora deve quindi essere considerato esclusivamente come uno dei nomi discussi, non come uno sfidante già in corsa.
L’affluenza potrebbe diventare decisiva
Il sondaggio mette in evidenza anche un altro elemento: la debole propensione al voto.
Poco più del 40% degli intervistati dichiara un’elevata probabilità di recarsi alle urne.
Tra gli elettori di centrosinistra la percentuale sale al 53%.
La mobilitazione risulta invece più debole nell’area del centrodestra.
Il dato è coerente con un’altra rilevazione SWG pubblicata nel febbraio 2026, realizzata su 800 torinesi, nella quale soltanto il 42% dichiarava di pensare di andare a votare alle Comunali del 2027.
L’astensionismo potrebbe quindi diventare una delle variabili più importanti della campagna.
Il 23% degli elettori 2021 di Lo Russo oggi è incerto
Esiste anche una fascia potenzialmente decisiva all’interno dell’elettorato che aveva sostenuto Lo Russo nel 2021.
Secondo il sondaggio, circa il 23% di quegli elettori oggi risulta deluso, indeciso oppure orientato verso l’astensione.
Pochissimi sarebbero invece già passati direttamente al centrodestra.
Per l’opposizione la sfida non consiste quindi soltanto nel convincere gli elettori del proprio campo.
Deve riuscire a trasformare il malcontento verso l’amministrazione in un voto alternativo.
Per il centrosinistra vale il ragionamento opposto: recuperare quella parte di elettorato potrebbe consolidare ulteriormente il vantaggio.
La campagna elettorale è già iniziata
Anche se alle Comunali mancano ancora diversi mesi, la macchina politica ha già iniziato a muoversi.
Per il centrosinistra l’11 settembre è previsto un passaggio importante alla Festa dell’Unità di Torino, dove Lo Russo dovrebbe rilanciare il percorso verso il 2027, dalla costruzione del programma alla definizione della coalizione.
Resta aperto anche il perimetro delle alleanze, compreso il rapporto con le forze centriste e il Movimento 5 Stelle.
Nel centrodestra, invece, il primo problema rimane la scelta del candidato.
Lega e Forza Italia hanno già manifestato interesse per la ricerca di un nome alternativo o civico, mentre Marrone resta l’esponente politico più concretamente in campo.
Un sondaggio favorevole a Lo Russo, ma non una previsione del voto
L’Elezioni Torino 2027 sondaggio consegna dunque a Stefano Lo Russo un vantaggio importante.
Ma il dato vicino al 51% non deve essere interpretato come risultato già acquisito.
La rilevazione è stata diffusa come sondaggio riservato e non consente, dalle informazioni pubblicate, di valutare nel dettaglio campione, metodo e margine d’errore.
Inoltre manca ancora una variabile fondamentale: il nome dello sfidante del centrodestra.
Il quadro politico è quindi molto meno definito di quanto suggerisca il semplice 51 a 35.
Lo Russo parte avanti, ma soltanto il 42% giudica positivamente il suo operato. La sicurezza domina le priorità, molti elettori non vedono una direzione chiara per Torino e l’astensionismo resta elevato.
Sono proprio queste contraddizioni a rendere le Comunali del 2027 ancora aperte, nonostante l’attuale vantaggio del sindaco uscente.
FAQ – Lo Russo e le elezioni 2027: cosa emerge dal sondaggio
La rilevazione riservata colloca Stefano Lo Russo poco sopra il 50%, vicino al 51%.
Un candidato generico del centrodestra viene indicato intorno al 35%. Non si tratta però del risultato attribuito a uno specifico candidato.
Con un risultato superiore al 50% potrebbe teoricamente essere eletto senza ballottaggio. Si tratta però di una simulazione realizzata molti mesi prima del voto.
Al 2 settembre 2026 non è stato scelto un candidato unitario ufficiale. Maurizio Marrone è uno dei nomi più concreti, ma vengono valutati anche profili civici e moderati.
La sicurezza e il contrasto alla criminalità, indicati dal 50% degli intervistati.
Il 42% giudica molto o abbastanza efficace il suo operato, mentre il 58% esprime un giudizio negativo.
Il 31%. Un altro 31% ritiene che la direzione sia sbagliata, mentre il 38% non individua una direzione definita.
Sì. Poco più del 40% degli intervistati nella rilevazione riservata dichiara un’elevata probabilità di votare, rendendo la mobilitazione una delle principali incognite del 2027.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



