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Numeri in piemontese: come contare, formare i numeri e usarli nelle frasi

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Agosto 29, 2026

I numeri in piemontese seguono regole abbastanza regolari e, una volta capito il meccanismo, non è necessario imparare a memoria ogni forma. Si parte dai primi dieci numeri, si costruiscono decine e composti e si arriva facilmente a centinaia e migliaia.

Ci sono però alcune particolarità interessanti: uno e due possono cambiare secondo il genere, quatr modifica la propria forma in alcuni contesti e numeri come trantün e trantöt provocano la caduta della vocale finale della decina.

Le forme possono inoltre variare in base alla grafia adottata e alla varietà territoriale. In questa guida viene utilizzata una convenzione coerente per spiegare il sistema, segnalando quando esistono forme alternative.

Numeri in piemontese: le regole da ricordare

1 e 2: possono distinguere maschile e femminile
Da 30 a 90: quasi tutte le decine terminano in -nta
Con ün e öt: può cadere la vocale finale della decina: trantün, trantöt
Sotto 100: i numeri composti vengono normalmente scritti uniti
Da 100 in poi: la costruzione cambia e i diversi gruppi possono essere separati

I numeri piemontesi da 1 a 10

Le prime forme da imparare sono naturalmente quelle da uno a dieci.

NumeroPiemontese
1ün / üna
2dui / due
3tre
4quatr
5sinc
6ses
7set
8öt
9növ
10des

Quasi tutti i cardinali sono invariabili.

Le due principali eccezioni sono uno e due, che possono distinguere il genere.

Uno e due cambiano secondo il genere

Il numero 1 presenta:

  • ün al maschile
  • üna al femminile

Anche il numero 2 può distinguere:

dui al maschile
due al femminile

Per esempio:

  • dui amis
  • due amise

È una caratteristica utile da imparare subito perché il numerale può quindi accordarsi con il sostantivo al quale si riferisce.

Come si dicono i numeri da 11 a 19

Le forme tradizionali comprendono:

NumeroPiemontese
11ùndes
12dùdes
13terdes
14quatordes
15quìndes
16sëddes
17disset
18disdöt
19disnöv

Le grafie possono presentare leggere differenze secondo la convenzione adottata, ma la struttura generale rimane riconoscibile.

Le decine in piemontese

Dopo il venti il sistema diventa piuttosto regolare.

NumeroPiemontese
20vint
30tranta
40quaranta
50sinquanta
60sessanta
70stanta
80otanta
90novanta

Con l’eccezione di des e vint, le decine terminano generalmente in -nta.

Una volta memorizzate queste forme, è possibile costruire gran parte dei numeri inferiori a cento.

Come si formano i numeri composti

I numeri composti sotto il cento vengono normalmente scritti come un’unica parola.

Per esempio:

  • 44 → quarantequatr
  • 95 → novantesinc

Il procedimento consiste quindi nell’unire la decina con l’unità.

Ma esistono alcune regole particolari.

Perché si dice Trantün e Trantöt

Quando alla decina seguono ün oppure öt, la vocale finale della decina viene normalmente eliminata.

Per esempio:

  • tranta + ün → trantün
  • tranta + öt → trantöt

Lo stesso meccanismo compare con altre decine:

  • 31 → trantün
  • 38 → trantöt
  • 71 → stantün
  • 78 → stantöt

È una delle regole più utili da ricordare per costruire correttamente i numeri.

La regola di ün e öt

Quando ün o öt seguono una decina, la vocale finale può cadere:
tranta + ün → trantün
tranta + öt → trantöt
Lo stesso meccanismo si ritrova, per esempio, in stantün e stantöt

Che cosa succede quando il numero termina in Tre

Anche tre presenta una particolarità nei numeri composti.

Quando conclude il numero, riceve l’accento tonico, che viene indicato nella grafia.

Per esempio:

  • 43 → quarantetré

Lo stesso avviene all’interno di numeri più grandi:

  • 253 → dusent e sinquantetré

È quindi importante distinguere il semplice tre dalla forma finale accentata tré nei composti.

Quat o Quatr: come cambia il numero quattro

Il numero 4 presenta un’altra piccola variazione.

La forma quatr può perdere la r finale quando è seguita da una consonante.

Per esempio: quat pum

Davanti a vocale la r può invece rimanere:

  • quatr amis
  • quatr ure

Nei numeri composti la r tende a scomparire:

  • quatsent
  • quatmila

La scelta tra quat e quatr dipende quindi dalla parola o dall’elemento che segue.

Cento e le centinaia in piemontese

Il numero 100 è: sent

La forma rimane invariabile.

Le centinaia vengono costruite combinando il numero con sent:

NumeroPiemontese
100sent
200dusent
300terzent
400quatsent
500sincsent
600sessent
700setsent

Davanti a sent, il numero dui viene ridotto:

  • dui + sent → dusent

Non si utilizza quindi duisent.

Mille e le migliaia

La forma mila è invariabile.

Si trovano quindi:

  • mila
  • duimila
  • tremila
  • vintesincmila
  • sentmila

Anche numeri come 1100 e 1200 possono essere costruiti unendo gli elementi:

  • milasent
  • miladusent
  • milaterzent

Il principio rimane quello della composizione progressiva.

Milioni e miliardi

Con miliun e miliard cambia invece il comportamento grafico.

Questi elementi vengono normalmente scritti separati dal numero che li precede.

Si passa quindi da forme unite come duimila a costruzioni nelle quali milioni e miliardi mantengono maggiore autonomia.

È una differenza utile soprattutto quando si devono scrivere numeri molto grandi.

Come si scrivono i numeri piemontesi

Sotto il cento, i composti vengono generalmente uniti:

  • quarantequatr
  • novantesinc
  • trantün

Con le centinaia e le migliaia la struttura diventa più articolata.

Per esempio:

  • 152 → sent e sinquantedui
  • 452 → quatsent e sinquantedui
  • 2743 → duimila setsent e quarantetre

Non è quindi necessario memorizzare ogni numero: basta imparare come vengono combinati i diversi blocchi.

I numeri ordinali in piemontese

I numeri ordinali indicano una posizione all’interno di una successione.

Le principali forme sono:

NumeroOrdinale
prim
scund
ters
quart
quint
sest
sétim
otav
noven
10ºdécim

A differenza dei cardinali generalmente invariabili, gli ordinali possono variare secondo genere e numero.

Perché gli ordinali dopo il dieci sono particolari

Oltre il decimo, il piemontese tradizionale non utilizza necessariamente ordinali costruiti esattamente come quelli italiani.

Forme moderne equivalenti a “undicesimo” o “dodicesimo” esistono, ma possono avere un carattere più dotto.

Nell’uso tradizionale si trovano invece costruzioni equivalenti a:

  • “quello che fa undici”
  • “quello che fa dodici”

È documentata, per esempio, una costruzione equivalente a “l’incontro che fa tredici” per indicare il tredicesimo incontro.

Questo mostra ancora una volta che il sistema piemontese non deve essere ricostruito semplicemente traducendo le forme italiane.

Come si leggono i numeri di re e papi

Un caso curioso riguarda i numeri romani utilizzati dopo i nomi di sovrani e pontefici.

Per numeri relativamente bassi può comparire l’ordinale:

  • Vittorio Emanuele II → secondo

Oltre l’ottavo, invece, è documentato anche l’uso del numero cardinale.

Per esempio:

  • Luigi XIV → Lüis quatordes
  • Luigi XV → Lüis quìndes

È una particolarità della tradizione linguistica piemontese molto diversa dall’uso italiano moderno.

Come si esprimono le frazioni

Anche le frazioni utilizzano numerali e forme ordinali.

Tra gli esempi:

  • 1/2 → un mes / na metà
  • 2/3 → dui ters
  • 1/5 → un quint
  • 3/100 → tre sentésim

Quando manca una forma ordinale tradizionale di uso comune, possono essere utilizzate costruzioni basate sul cardinale.

Come si dicono le ore in piemontese

L’orario presenta alcune costruzioni particolarmente caratteristiche.

Tradizionalmente si trovano:

  • un bot = l’una
  • dui bot = le due
  • tre bot = le tre

A partire dalle quattro:

  • quatr ure
  • sinc ure
  • ses ure

Quando vengono aggiunti i minuti, bot e ure possono anche essere omessi.

Per esempio:

  • A l’é un bot e un quart
  • A l’é tre bot e mes
  • Is trovuma a öt e vint

Una differenza interessante rispetto all’italiano è che davanti all’ora non viene normalmente utilizzato l’articolo.

Come si dicono date e giorni del mese

Per indicare i giorni del mese vengono normalmente utilizzati i numeri cardinali, con l’eccezione abituale del primo giorno.

Per esempio:

El 6 ëd gené = il 6 gennaio

Il sistema permette quindi di utilizzare direttamente il numero per collocare una data all’interno del mese.

Come si dicono gli anni

Anche gli anni vengono espressi attraverso numeri cardinali.

Davanti all’anno può comparire l’articolo.

Per esempio: el 1999

È una costruzione molto utile perché permette di passare immediatamente dai numeri astratti alla conversazione quotidiana.

Come si dice l’età in piemontese

Per indicare l’età possono essere costruite frasi come:

un fiöl ëd quìndes ani

cioè “un ragazzo di quindici anni”.

Per un’età approssimativa è documentata anche una costruzione con sü + articolo + numero.

Per esempio:

  • sij vint ani = sui vent’anni
  • an sij sessanta = sulla sessantina

Il numero non serve quindi soltanto a esprimere un valore esatto, ma può indicare anche una fascia di età.

Come si indicano le temperature

Anche le temperature utilizzano direttamente il cardinale.

Per esempio:

  • des grad sota zero

oppure:

  • tre grad

Il meccanismo è semplice e non richiede una forma speciale del numero.

Come si dicono le percentuali

Per le percentuali si utilizza una costruzione con për sent / per sent.

Per esempio:

  • el vint per sent = il 20%
  • des per sent = 10%

È una delle espressioni numeriche più utili nella lingua contemporanea, insieme a prezzi, quantità, date e orari.

Decine, dozzine e quantità approssimative

Il piemontese permette anche di costruire numeri collettivi.

Con il suffisso -ena si formano espressioni come:

  • desena = una decina
  • vintena = una ventina
  • trantena = una trentina

È inoltre documentata dusena, “dozzina”.

Secondo il contesto può indicare esattamente dodici elementi oppure una quantità approssimativa.

La stessa grafia dei numeri non si trova ovunque

Leggendo testi differenti si possono incontrare forme come:

  • ün / un
  • öt / eut
  • növ / neuv

Questo non significa automaticamente che una delle due forme sia sbagliata.

Le differenze possono dipendere dalla convenzione ortografica adottata oppure dalla varietà linguistica rappresentata.

Per chi sta imparando è però importante non mescolare sistemi differenti all’interno dello stesso testo.

La soluzione migliore è scegliere una grafia di riferimento e utilizzarla con coerenza.

Come cambiano i numeri nelle varianti piemontesi

Anche la pronuncia e la forma dei numerali possono cambiare geograficamente.

Differenze sono documentate già per numeri elementari come uno, due, tre, otto e undici tra piemontese comune, varietà biellesi-vercellesi, valsesiane e altre parlate.

Per questo le tabelle di questa guida non devono essere interpretate come l’unica forma possibile in qualsiasi area del Piemonte.

Il riferimento è una forma piemontese comune, mentre le parlate locali conservano varianti proprie.

I numeri piemontesi da conoscere subito

Per iniziare non serve memorizzare cento parole.

È sufficiente imparare:

  • 1-10
  • le forme 11-19
  • le decine da 20 a 90
  • sent
  • mila

A quel punto è il sistema stesso a permettere di costruire numeri nuovi.

Per esempio, conoscendo tranta, ün e öt, diventa facile riconoscere:

  • trantün
  • trantöt

E imparando sent e mila si possono progressivamente costruire anche centinaia e migliaia.

FAQ – Numeri in piemontese: come si contano e si usano

Come si dice uno in piemontese?

La forma può distinguere il genere: ün al maschile e üna al femminile, nella convenzione utilizzata in questa guida.

Come si dice due in piemontese?

Può comparire dui con il maschile e due con il femminile.

Come si forma 31 in piemontese?

Tranta e ün si uniscono con la caduta della vocale finale della decina: trantün.

Come si dice cento in piemontese?

Cento è sent. Duecento diventa dusent, trecento terzent e quattrocento quatsent.

I numeri piemontesi sono uguali in tutta la regione?

No. Grafia, pronuncia e alcune forme possono cambiare tra il piemontese comune e le diverse varianti territoriali.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende