The Phair lascia Torino dopo sette edizioni: la fiera fotografica guarda a Napoli

Da Alessandro Maldera
Agosto 18, 2026

La fiera fotografica The Phair lascia Torino dopo sette edizioni e un rapporto ormai consolidato con le OGR. La decisione segna una perdita significativa per il sistema culturale cittadino dedicato alla fotografia contemporanea.
Il futuro della manifestazione è orientato verso Napoli, dopo che il confronto per rafforzare e proseguire la collaborazione torinese non ha portato a un accordo definitivo. Il cambio di scenario arriva pochi mesi dopo l’edizione del maggio 2026, quando era ancora previsto un ritorno della fiera a Torino nel 2027.
The Phair lascia Torino dopo sette edizioni
The Phair era riuscita negli anni a costruirsi un ruolo specifico nel calendario culturale torinese.
La manifestazione non era una semplice mostra fotografica, ma una fiera dedicata alla fotografia d’autore e all’immagine contemporanea, capace di mettere insieme gallerie, collezionisti, artisti e operatori del settore.
Le OGR erano diventate la sede più riconoscibile dell’appuntamento e avevano contribuito a inserirlo all’interno di un sistema cittadino sempre più attento alla fotografia.
Dopo sette edizioni, però, quel percorso sembra arrivato alla conclusione.
Il mancato accordo per restare alle OGR
Il nodo riguarda soprattutto il rapporto con le OGR Torino e con il sistema culturale collegato alla Fondazione CRT.
Negli ultimi mesi erano state valutate soluzioni per rendere ancora più stabile e strutturata la presenza della fiera negli spazi torinesi.
Il confronto non ha però raggiunto un punto d’incontro definitivo.
Da qui la scelta di prendere in considerazione una nuova città e interrompere il percorso sviluppato fino a oggi nel capoluogo piemontese.
Pochi mesi prima era stato annunciato il 2027 a Torino
La decisione sorprende soprattutto per la velocità con cui è cambiato lo scenario.
Alla conclusione dell’edizione di maggio 2026, il futuro della manifestazione sembrava ancora legato a Torino e si era parlato del ritorno nell’anno successivo.
Durante l’estate le condizioni sono però cambiate.
Le trattative sul futuro della fiera non hanno prodotto l’accordo auspicato e l’ipotesi di trasferimento ha progressivamente preso il sopravvento.
Napoli verso la nuova sede di The Phair
La destinazione indicata per il futuro è Napoli.
Il trasferimento consentirebbe alla manifestazione di aprire una nuova fase dopo le sette edizioni torinesi.
Restano da definire tutti gli aspetti organizzativi della nuova esperienza, a partire dalla sede e dal calendario della prossima edizione.
Per Torino, invece, si apre il tema di come sostituire una manifestazione che aveva acquisito una posizione precisa nel panorama cittadino.
Torino perde la componente fieristica della fotografia
L’uscita di The Phair non significa che Torino smetta di essere una città importante per la fotografia.
Il capoluogo piemontese dispone di un ecosistema particolarmente ricco, composto da musei, centri specializzati, gallerie e manifestazioni.
The Phair svolgeva però una funzione differente.
La sua dimensione fieristica introduceva il rapporto con il mercato dell’arte, le gallerie e il collezionismo, completando un’offerta che comprende anche esposizioni e festival.
È soprattutto questo tassello a venire meno.
Il rapporto tra The Phair ed Exposed
Negli ultimi anni la fiera aveva trovato una naturale collaborazione con Exposed Torino Photo Festival.
Le due manifestazioni mantenevano identità differenti, ma contribuivano insieme a rafforzare il periodo primaverile dedicato alla fotografia.
The Phair rappresentava la componente commerciale e fieristica.
Exposed sviluppava invece un programma diffuso di mostre, installazioni, incontri e progetti culturali.
La prospettiva era quella di rendere il rapporto tra i due appuntamenti ancora più stretto.
L’idea era avvicinare The Phair all’apertura di Exposed
Una delle possibilità considerate riguardava anche il calendario.
Nell’ultima edizione The Phair era arrivata quando Exposed era già entrato nella fase conclusiva.
Per il futuro si immaginava invece una maggiore sovrapposizione, con la fiera inserita più vicino alla settimana inaugurale del festival.
Questo avrebbe permesso di concentrare in pochi giorni una parte rilevante dell’offerta fotografica torinese, aumentando potenzialmente il richiamo della città per appassionati e operatori del settore.
Il trasferimento della fiera interrompe questo possibile sviluppo.
Exposed continuerà anche senza The Phair
L’uscita di The Phair non mette comunque in discussione il futuro di Exposed.
Il festival fotografico torinese proseguirà regolarmente anche nella primavera 2027.
La perdita della fiera modifica quindi la composizione dell’offerta, ma non cancella il principale appuntamento diffuso dedicato alla fotografia contemporanea.
Torino continuerà a ospitare una programmazione importante, anche se con un elemento in meno.
Due manifestazioni con funzioni diverse
La differenza tra i due eventi permette di comprendere meglio cosa cambia.
Exposed è costruito come un festival distribuito in numerose sedi, con esposizioni e iniziative culturali.
The Phair è invece una fiera nella quale il rapporto tra opera, galleria e collezionista assume un ruolo centrale.
La presenza contemporanea delle due realtà permetteva alla città di coprire segmenti differenti dello stesso settore.
Per questo la continuità di Exposed non elimina completamente gli effetti dell’addio della fiera.
Torino resta un polo importante per la fotografia
Il capoluogo piemontese mantiene comunque una struttura culturale difficilmente paragonabile a quella di molte altre città italiane.
La fotografia è presente attraverso centri specializzati, istituzioni museali, fondazioni, gallerie e festival.
Negli ultimi anni questa rete ha assunto una dimensione sempre più riconoscibile.
L’uscita di The Phair rappresenta quindi una battuta d’arresto all’interno di un sistema che rimane comunque molto articolato.
Il problema della concentrazione degli eventi
Un’altra questione riguarda il calendario.
Le principali manifestazioni italiane dedicate alla fotografia tendono spesso a concentrarsi nello stesso periodo dell’anno.
Questo può creare sovrapposizioni e rendere più difficile organizzare una stagione capace di attirare operatori e visitatori da altre città.
Anche a Torino il rapporto temporale tra Exposed e The Phair era diventato un elemento da migliorare.
Una programmazione più coordinata avrebbe potuto rafforzare ulteriormente la posizione cittadina.
Cosa perde Torino con l’addio di The Phair
La perdita principale riguarda una manifestazione che, pur relativamente giovane, era riuscita a costruire una propria identità.
The Phair aveva introdotto a Torino un appuntamento specificamente rivolto alla fotografia da collezione e alle gallerie.
Nel tempo era diventata una parte del mosaico culturale cittadino.
La sua partenza riduce quindi la varietà del sistema, anche se non ne mette in discussione l’intera struttura.
Una nuova fase per la fotografia torinese
Il trasferimento apre ora due percorsi differenti.
The Phair dovrà costruire una nuova esperienza fuori da Torino, con Napoli indicata come destinazione del prossimo capitolo.
Torino dovrà invece capire se la componente fieristica lasciata libera verrà sostituita da un nuovo progetto o se il sistema fotografico cittadino continuerà a svilupparsi prevalentemente attraverso festival, musei e centri espositivi.
Dopo sette edizioni, la fiera fotografica The Phair lascia Torino proprio nel momento in cui sembrava possibile rendere ancora più stretto il rapporto con il resto dell’offerta cittadina. Ed è questo, più del semplice cambio di sede, a rendere significativo l’addio.
FAQ – The Phair dopo Torino: destinazione Napoli
Il trasferimento nasce dal mancato accordo per proseguire e rafforzare la collaborazione con le OGR.
La fiera ha raggiunto sette edizioni nel capoluogo piemontese prima della decisione di cambiare città.
La destinazione indicata per il futuro è Napoli, dove potrebbe iniziare una nuova fase della manifestazione.
No. Exposed continuerà regolarmente a Torino, mantenendo il proprio ruolo nel panorama fotografico cittadino.
Soprattutto una fiera specializzata nella fotografia d’autore, legata a gallerie, collezionismo e mercato dell’arte.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



