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Piazza Rebaudengo testerà i semafori con IA per ridurre traffico e smog

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Da Alessandro Maldera

Agosto 15, 2026

I semafori con IA in piazza Rebaudengo a Torino saranno una delle prime applicazioni del nuovo Piano regionale per la qualità dell’aria. La progettazione partirà a settembre 2026, mentre il primo prototipo dovrebbe diventare operativo nell’inverno 2026-2027.

Il sistema userà l’intelligenza artificiale per analizzare traffico e qualità dell’aria. L’obiettivo è adattare i tempi semaforici, limitare le code e ridurre le emissioni prodotte dai veicoli fermi.

Come funzioneranno i semafori con IA in piazza Rebaudengo

Il progetto non prevede semplicemente l’installazione di nuovi semafori. L’idea è sviluppare un sistema centralizzato capace di coordinare più incroci e modificare la durata delle diverse fasi in base alle condizioni della circolazione.

Gli algoritmi potranno elaborare dati storici e informazioni raccolte in tempo reale. Il sistema valuterà il numero dei veicoli, la formazione delle code, i tempi di attesa e i dati relativi alla qualità dell’aria.

In base alle informazioni ricevute, l’intelligenza artificiale potrà intervenire sulla regolazione semaforica per:

  • rendere più regolare il flusso dei veicoli;
  • diminuire le fermate e le ripartenze;
  • ridurre i tempi trascorsi in coda;
  • favorire il passaggio dei mezzi pubblici;
  • contenere le emissioni collegate alla congestione.

La regolazione dovrà comunque rispettare i tempi minimi di sicurezza degli incroci, la capacità delle strade e le esigenze di pedoni, trasporto pubblico e traffico privato.

Quando partirà la sperimentazione a Torino

La progettazione del sistema con IA inizierà a settembre 2026. Il primo prototipo sarà successivamente attivato nell’inverno 2026-2027 nella zona di piazza Rebaudengo.

Non si tratta quindi di semafori già operativi da settembre. I primi mesi serviranno alla progettazione, alla raccolta dei dati e alla preparazione dell’infrastruttura tecnologica.

La sperimentazione consentirà di verificare se la regolazione intelligente riesca davvero a migliorare la circolazione e a produrre una riduzione misurabile delle emissioni.

Semafori con IA a Torino: le informazioni essenziali

Avvio della progettazione: settembre 2026
Primo prototipo: inverno 2026-2027
Zona della sperimentazione: piazza Rebaudengo
Territorio interessato dal sistema: Torino e prima cintura
Investimento complessivo: 11,6 milioni di euro
Obiettivo: ridurre traffico, code ed emissioni

Un sistema da 11,6 milioni per Torino e la prima cintura

L’investimento previsto ammonta a 11,6 milioni di euro, ma la cifra non riguarda un singolo incrocio o soltanto piazza Rebaudengo.

Le risorse saranno utilizzate per progettare un sistema più ampio, destinato a monitorare i flussi veicolari e la qualità dell’aria a Torino e nei Comuni della prima cintura. Piazza Rebaudengo ospiterà il primo prototipo attraverso il quale verificare il funzionamento della tecnologia.

Se la sperimentazione darà risultati positivi, il modello potrà essere esteso progressivamente ad altre zone urbane e ai principali centri piemontesi con più di 30 mila abitanti.

Perché l’intelligenza artificiale può ridurre l’inquinamento

Una parte delle emissioni prodotte dal traffico deriva dai veicoli che rimangono fermi con il motore acceso o che continuano ad alternare frenate e ripartenze.

Una gestione più coordinata degli incroci può rendere la circolazione più regolare. L’intelligenza artificiale dovrebbe permettere al sistema di prevedere l’evoluzione del traffico e modificare i tempi semaforici prima che la congestione diventi eccessiva.

Il collegamento tra sensori, dati sulla qualità dell’aria e regolazione dei semafori consentirà inoltre di misurare gli effetti della sperimentazione.

Il risultato, tuttavia, non è automatico. L’efficacia dovrà essere dimostrata attraverso il confronto tra i dati raccolti prima e dopo l’attivazione del prototipo.

Il progetto rientra nel Piano regionale per la qualità dell’aria

I semafori intelligenti fanno parte dell’aggiornamento del Piano regionale per la qualità dell’aria, approvato definitivamente dal Consiglio regionale.

Il provvedimento introduce misure alternative al blocco dei veicoli diesel Euro 5, inizialmente previsto durante la stagione autunnale e invernale. Le azioni sono state valutate per ottenere una riduzione delle emissioni equivalente a quella attesa dalle limitazioni alla circolazione.

L’aggiornamento comporta una variazione della spesa regionale di circa 43,3 milioni di euro. Considerando anche i bandi e gli interventi già finanziati o programmati, il complesso delle attività supera invece i 100 milioni.

La definizione del piano ha coinvolto strutture regionali, enti locali, organismi ambientali, istituti di ricerca e università piemontesi.

Il blocco dei diesel Euro 5 viene sostituito da misure alternative

Il nuovo piano supera il blocco stagionale dei veicoli diesel Euro 5, che avrebbe interessato la circolazione dal 1° ottobre al 31 marzo.

In Piemonte risultano oltre 307 mila veicoli diesel Euro 5, comprendendo automobili private, autocarri leggeri e mezzi pesanti. La maggiore concentrazione si trova nella provincia di Torino.

La sperimentazione dei semafori con IA rappresenta soltanto una delle azioni previste. Il mancato blocco non dipende quindi esclusivamente dal progetto di piazza Rebaudengo, ma dall’effetto combinato di più interventi ambientali.

Incentivi per i biocarburanti HVO

Il piano stanzia 14 milioni di euro in due anni per promuovere l’impiego di carburanti diesel di origine rinnovabile, tra cui l’HVO.

Il primo bando dovrebbe partire nell’inverno 2026-2027 nell’area metropolitana di Torino e nel territorio di Novara. La misura riguarderà il trasporto pubblico e una parte dei veicoli diesel privati.

Per i possessori dei mezzi interessati è previsto un contributo annuale compreso tra 50 e 100 euro, erogato attraverso una carta dedicata all’acquisto del biocarburante.

L’obiettivo è ampliare la disponibilità dell’HVO nella rete di distribuzione e favorirne l’utilizzo sui motori compatibili.

Il bando per le Città rigenerative

Un’altra parte del piano riguarda il bando da 44 milioni di euro per le Città rigenerative.

Quattordici milioni sono destinati alla mobilità ciclistica, ai percorsi casa-lavoro e alla realizzazione di velostazioni sicure. Altri 30 milioni finanziano interventi di trasformazione urbana.

I Comuni potranno presentare progetti per:

  • nuove aree pedonali;
  • piste e percorsi ciclabili;
  • Zone 30;
  • corsie preferenziali;
  • scuole senza automobili;
  • forestazione urbana;
  • riduzione delle superfici asfaltate;
  • sistemi di filtrazione o aspirazione degli inquinanti;
  • utilizzo di vernici fotocatalitiche su edifici e infrastrutture.

Le vernici fotocatalitiche sono materiali studiati per favorire la trasformazione di alcune sostanze inquinanti in residui meno dannosi.

Gli aiuti per imprese, agricoltura e riscaldamento

Prosegue anche la misura da 13,5 milioni di euro per aiutare le piccole e medie imprese piemontesi a rinnovare i propri veicoli.

Per il comparto agricolo sono previsti più di 10 milioni di euro. Le risorse finanzieranno la copertura delle vasche dei liquami e l’acquisto di attrezzature per interrare più rapidamente i reflui zootecnici, riducendo la dispersione di ammoniaca.

Dall’autunno 2027 partiranno inoltre gli incentivi per le colture di copertura autunno-vernine. Queste coltivazioni mantengono i terreni coperti nei mesi più freddi e aumentano la capacità del suolo e della vegetazione di assorbire gli inquinanti.

Sul fronte del riscaldamento saranno messi a disposizione 12,4 milioni di euro per mettere a norma le canne fumarie, sostituire stufe e camini obsoleti e installare generatori o sistemi filtranti più efficienti.

Altri 1,9 milioni saranno destinati alla manutenzione professionale degli impianti e alla riduzione dei consumi energetici degli edifici riscaldati con biomasse.

La sperimentazione dovrà dimostrare risultati concreti

Il progetto di piazza Rebaudengo rappresenta uno degli interventi più innovativi del piano, ma la sua efficacia dovrà essere verificata attraverso dati misurabili.

Il sistema dovrà dimostrare di saper diminuire le code senza trasferire il traffico sulle strade vicine. Sarà inoltre necessario stabilire quanto la fluidificazione della circolazione riesca a incidere realmente sulle concentrazioni di ossidi di azoto e polveri sottili.

Le opposizioni hanno giudicato il piano regionale poco incisivo. La valutazione definitiva dipenderà quindi dai risultati ambientali ottenuti e dalla capacità di attuare tutte le misure nei tempi annunciati.

Semafori intelligenti in piazza Rebaudengo: cosa sapere

I semafori con IA sono già attivi in piazza Rebaudengo?

No. A settembre 2026 partirà la progettazione. Il primo prototipo dovrebbe entrare in funzione nell’inverno 2026-2027.

Come funzioneranno i semafori intelligenti?

Il sistema analizzerà i flussi di traffico e i dati sulla qualità dell’aria. Gli algoritmi potranno modificare i tempi semaforici per ridurre code, attese ed emissioni.

Il progetto costa 11,6 milioni di euro?

Gli 11,6 milioni finanziano il sistema previsto per Torino e la prima cintura. La cifra non riguarda soltanto un semaforo o l’area di piazza Rebaudengo.

Perché è stata scelta piazza Rebaudengo?

La zona è stata individuata come sede del primo prototipo. Non sono ancora stati pubblicati tutti i criteri tecnici che hanno portato alla scelta.

I semafori con IA evitano da soli il blocco degli Euro 5?

No. Rappresentano una delle misure alternative inserite nel Piano regionale per la qualità dell’aria, insieme a biocarburanti, mobilità sostenibile, rigenerazione urbana, agricoltura e riscaldamento.

La sperimentazione sarà estesa ad altre città?

L’estensione dipenderà dai risultati ottenuti. Il Piano regionale indica come possibile sviluppo futuro l’applicazione del sistema nei Comuni con più di 30 mila abitanti.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende