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Solfiti nel vino e sicurezza alla guida: lo studio su velocità e distanza dai veicoli

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Agosto 13, 2026

I solfiti nel vino possono incidere su alcuni comportamenti alla guida, anche quando il livello di alcolemia resta sostanzialmente equivalente. È quanto emerge da una ricerca condotta a Torino attraverso prove effettuate con un simulatore.

Lo studio ha confrontato due vini con caratteristiche analoghe ma differenti concentrazioni di anidride solforosa. Le differenze più significative sono emerse nelle situazioni urbane più complesse, soprattutto per velocità e distanza mantenuta dagli altri veicoli.

Solfiti nel vino e guida: lo studio in sintesi

– Partecipanti al test: 32 conducenti
– Due vini Barbera con caratteristiche analoghe
– Solfiti: 86 mg/l e 126 mg/l
– Quantità consumata: 190 ml
– Tre sessioni di guida per ciascun partecipante
– Differenze maggiori negli scenari urbani complessi
– Con più solfiti rilevati aumento della velocità e minore distanza dai veicoli

Solfiti nel vino rischio per la guida: cosa è stato studiato

La ricerca ha provato a distinguere gli effetti dell’alcol da quelli legati ad alcune caratteristiche specifiche della bevanda.

Per farlo sono stati prodotti due vini Barbera convenzionali con caratteristiche sostanzialmente identiche, ma con quantità differenti di solfiti.

Il primo conteneva 86 milligrammi per litro di anidride solforosa, mentre il secondo ne conteneva 126 milligrammi per litro.

Entrambi rientravano comunque nei limiti previsti dalla normativa.

Cosa sono i solfiti presenti nel vino

Con il termine solfiti si indica comunemente l’anidride solforosa utilizzata nella produzione vinicola.

Queste sostanze vengono impiegate soprattutto per le proprietà antimicrobiche e antiossidanti. Inoltre aiutano a preservare stabilità e qualità del prodotto durante la conservazione.

La normativa europea prevede limiti differenti a seconda della tipologia di vino.

Per i vini rossi il limite indicato è di 150 milligrammi per litro, mentre per i bianchi con meno di 5 grammi di zucchero per litro può arrivare a 200 milligrammi.

Quando la concentrazione supera i 10 milligrammi per litro, la presenza dei solfiti deve essere indicata in etichetta.

Cosa sono i solfiti nel vino
I solfiti vengono utilizzati per le loro proprietà antimicrobiche e antiossidanti e contribuiscono a mantenere qualità e stabilità del vino durante la produzione e la conservazione

Il test effettuato su 32 conducenti

Alla sperimentazione hanno partecipato 32 conducenti, divisi in modo equilibrato tra uomini e donne.

Ogni partecipante ha affrontato tre differenti sessioni di guida in giorni separati.

La prima prova è stata effettuata senza aver consumato alcol.

Nelle altre due sessioni i volontari hanno bevuto 190 millilitri di vino, una volta con la concentrazione più bassa di solfiti e una volta con quella più elevata.

La quantità è stata stabilita in modo da mantenere l’alcolemia intorno al livello indicato come limite previsto dalla normativa italiana.

Le prove con il simulatore di guida

Gli effetti sono stati analizzati attraverso un simulatore di guida dedicato alla sicurezza stradale.

Questo sistema ha permesso di osservare il comportamento dei conducenti in situazioni differenti, mantenendo sotto controllo le principali variabili dell’esperimento.

L’obiettivo era verificare se, a parità di quantità consumata e con livelli comparabili di alcolemia, la diversa concentrazione dei solfiti producesse variazioni misurabili.

Negli scenari semplici domina l’effetto dell’alcol

Nelle situazioni di guida meno impegnative non sono emerse differenze significative direttamente riconducibili alla quantità di solfiti.

In questi casi, l’effetto più evidente resta quello dell’alcol.

I partecipanti hanno infatti mostrato un peggioramento del controllo laterale del veicolo durante le curve.

La composizione specifica del vino sembra quindi avere un peso limitato quando il compito di guida richiede un livello relativamente basso di attenzione.

Le differenze aumentano nella guida urbana

Il quadro cambia negli scenari urbani più complessi.

Quando il conducente deve controllare contemporaneamente traffico, pedoni e altri veicoli, alcune differenze tra i due vini diventano più evidenti.

Dopo il consumo del vino con una maggiore concentrazione di solfiti, i partecipanti hanno adottato un comportamento più prudente nell’interazione con i pedoni.

Il risultato è stato però differente nei confronti degli altri mezzi presenti sulla strada.

Più velocità e minore distanza dagli altri veicoli

Con il vino contenente 126 milligrammi per litro di solfiti, i test hanno rilevato una tendenza a viaggiare a velocità maggiore.

Allo stesso tempo, diminuiva la distanza mantenuta rispetto agli altri veicoli.

Si tratta di due parametri importanti per la sicurezza stradale, soprattutto nelle situazioni urbane dove gli eventi imprevisti richiedono tempi di reazione molto rapidi.

Gli effetti osservati non sono però uniformi in ogni situazione di guida.

I risultati devono essere interpretati con cautela

Lo studio non dimostra che i solfiti rendano automaticamente pericolosa la guida.

I risultati mostrano invece che, in alcune situazioni complesse, il comportamento può variare anche in relazione alla composizione della bevanda consumata, oltre che alla presenza dell’alcol.

Gli effetti individuati risultano limitati e dipendenti dal contesto.

Inoltre, l’esperimento è stato condotto su un campione di 32 persone attraverso un simulatore, elementi che rendono necessari ulteriori approfondimenti prima di trarre conclusioni generali.

Non conta soltanto il tasso alcolemico

L’aspetto più interessante della ricerca riguarda proprio questo punto.

Tradizionalmente, il rapporto tra consumo di bevande alcoliche e sicurezza stradale viene valutato principalmente attraverso il tasso alcolemico.

Il nuovo studio suggerisce invece che alcune caratteristiche della bevanda potrebbero contribuire a modificare il comportamento del conducente, soprattutto quando la guida richiede una gestione contemporanea di più stimoli.

Questo apre un nuovo campo di ricerca sulla relazione tra composizione delle bevande alcoliche, percezione del rischio e comportamento al volante.

Un nuovo tema per la sicurezza stradale

I risultati non modificano il principio fondamentale secondo cui l’alcol rappresenta il principale elemento di rischio per chi guida dopo aver bevuto.

La ricerca aggiunge però una variabile da approfondire.

A parità di condizioni alcoliche, differenti livelli di solfiti hanno coinciso con alcuni cambiamenti misurabili nella guida, in particolare negli scenari urbani.

Saranno necessari studi più ampi per capire quanto questi effetti siano riproducibili, quali meccanismi li provochino e se possano avere conseguenze concrete sulla sicurezza stradale.

FAQ – Cosa sapere sui solfiti nel vino prima di guidare

I solfiti nel vino possono influenzare la guida?

Lo studio ha rilevato alcune variazioni comportamentali negli scenari urbani complessi. Gli effetti osservati sono però limitati e devono essere interpretati con cautela.

Cosa succede con un vino che contiene più solfiti?

Nel test, con il vino a maggiore concentrazione di solfiti i conducenti tendevano ad aumentare la velocità e a ridurre la distanza dagli altri veicoli.

Quanti conducenti hanno partecipato allo studio?

La sperimentazione ha coinvolto 32 partecipanti, equamente distribuiti tra uomini e donne.

Quanti solfiti contenevano i due vini analizzati?

I due Barbera utilizzati nello studio contenevano rispettivamente 86 e 126 milligrammi per litro di anidride solforosa.

I risultati significano che un vino con più solfiti è più pericoloso?

Non è possibile arrivare a questa conclusione. La ricerca ha rilevato effetti circoscritti ad alcuni scenari e indica la necessità di ulteriori studi.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende