Punta Vevera, continuano i bagni nel tratto vietato nonostante i rischi

Da Alessandro Maldera
Agosto 12, 2026

Il divieto di balneazione ad Arona nell’agosto 2026 torna al centro dell’attenzione per la situazione di Punta Vevera, sul Lago Maggiore.
Nonostante la presenza di cartelli e le indicazioni sui pericoli, durante l’estate alcuni bagnanti continuano a entrare in acqua nel tratto interdetto vicino alla foce del torrente Vevera.
La zona ha fondali insidiosi ed è stata teatro di diversi incidenti mortali. A poca distanza esistono invece aree attrezzate dove la balneazione è consentita e sorvegliata.
Divieto di balneazione ad Arona: cosa sapere
Lago: Lago Maggiore
Motivo principale del divieto: sicurezza dei bagnanti
Pericoli segnalati: correnti, fondali scivolosi e repentini cambi di profondità
Cartelli: presenti anche in più lingue
Sanzioni riportate: da 100 a 1.000 euro
Alternativa vicina: Spiaggia del Sorriso con servizio di assistenza ai bagnanti
Divieto balneazione ad Arona agosto 2026: cosa sta succedendo
Il problema si ripresenta puntualmente durante i mesi più caldi.
Domenica 19 e lunedì 20 luglio 2026 sono stati osservati gruppi di persone e famiglie entrare in acqua nel tratto vietato di Punta Vevera, nella zona alta dell’area e in prossimità della foce del torrente.
I cartelli erano presenti e visibili.
La situazione ha riaperto il tema della sicurezza lungo uno dei punti più delicati del lungolago aronese.
Il divieto non riguarda tutte le spiagge di Arona
È importante evitare un equivoco.
Non esiste nell’agosto 2026 un generico divieto di fare il bagno in tutto il Lago Maggiore davanti ad Arona.
Il problema descritto riguarda un tratto preciso di Punta Vevera.
Il Comune indica tra le aree sottoposte a monitoraggio della qualità delle acque il Lido e la zona Nautica-Rocchette, mentre ARPA Piemonte aggiorna settimanalmente durante la stagione estiva le condizioni delle acque destinate alla balneazione.
Prima di entrare in acqua è quindi necessario verificare la segnaletica presente nella singola spiaggia e gli eventuali aggiornamenti delle autorità.
Perché Punta Vevera è considerata pericolosa
Il problema non è soltanto la profondità dell’acqua.
Nella zona vietata sono segnalati diversi elementi di rischio:
- correnti
- possibili mulinelli
- fondali scivolosi
- buche
- dislivelli improvvisi
- forte pendenza del fondale
- assenza di sorveglianza nel tratto interdetto
Già un’ordinanza adottata nel 2016 descriveva il fondale di Punta Vevera come caratterizzato da buche, dislivelli improvvisi e pendenza accentuata, tanto da vietare anche l’accesso alla spiaggia e alla scogliera interessate dal provvedimento.
In pochi metri il fondale può cambiare rapidamente
Uno degli aspetti più insidiosi di questo tratto del lago è proprio la conformazione del fondale.
Chi entra in acqua può trovarsi rapidamente in una zona molto più profonda rispetto a quella appena attraversata.
A questo si aggiungono le correnti presenti vicino alla foce del torrente.
Il rischio può essere sottovalutato soprattutto quando il lago appare tranquillo in superficie.
È proprio questa apparente calma a rendere necessaria la presenza di una segnaletica molto evidente.
Una zona segnata da diversi incidenti mortali
La lunga storia di incidenti spiega perché il divieto venga considerato particolarmente importante.
Nel 2012 perse la vita nella zona un uomo di 54 anni originario dello Sri Lanka.
Nel 2016 si verificarono due tragedie a poche settimane di distanza. Le vittime furono un giovane originario della Costa d’Avorio e un uomo pakistano di 29 anni.
A Ferragosto del 2017 morì un giovane ivoriano di 27 anni.
Il 2 giugno 2019 nelle stesse acque perse invece la vita un ragazzo di appena 14 anni.
Sono episodi avvenuti in anni diversi, ma concentrati nello stesso tratto particolarmente delicato del Lago Maggiore.
Cartelli in più lingue per segnalare il pericolo
Nel corso degli anni la segnaletica è stata progressivamente rafforzata.
Nell’area sono presenti cartelli che indicano il divieto di balneazione e richiamano i rischi collegati alle caratteristiche del fondale.
Le indicazioni sono state predisposte anche in più lingue per raggiungere i numerosi turisti stranieri che frequentano Arona e il Lago Maggiore durante l’estate.
Nonostante questo, il problema delle persone che ignorano i divieti continua a ripetersi.
Le sanzioni possono arrivare fino a 1.000 euro
Il mancato rispetto del divieto può comportare anche conseguenze amministrative.
Le informazioni riportate nell’estate 2026 indicano sanzioni comprese tra 100 e 1.000 euro per chi entra in acqua violando le disposizioni presenti nell’area.
Negli anni passati sono stati utilizzati anche transenne, controlli e presidi durante le giornate caratterizzate da maggiore afflusso.
La difficoltà principale rimane garantire una sorveglianza continua lungo tutto il tratto.
A poca distanza c’è la Spiaggia del Sorriso
La presenza di bagnanti nella parte interdetta appare ancora più evidente considerando che nelle vicinanze esiste una zona destinata alla balneazione.
La Spiaggia del Sorriso si trova infatti a poca distanza ed è stata attrezzata anche con un servizio di assistenza ai bagnanti.
La distinzione tra le due zone è fondamentale.
Punta Vevera comprende infatti spazi con caratteristiche e condizioni di balneabilità differenti: la presenza di una spiaggia autorizzata nelle vicinanze non significa che sia possibile entrare in acqua in qualunque punto della costa.
Attenzione: Punta Vevera non è tutta uguale
Sicurezza e qualità dell’acqua sono due questioni diverse
Un altro punto importante riguarda il motivo per cui può essere vietata la balneazione.
Un tratto di lago può essere interdetto per problemi di sicurezza, come nel caso di fondali particolarmente pericolosi.
Esistono però anche divieti temporanei determinati dalla qualità microbiologica dell’acqua.
Sono due situazioni differenti e non devono essere confuse.
ARPA Piemonte controlla durante la stagione balneare le aree riconosciute e, in caso di superamento dei limiti microbiologici, il Comune può disporre temporaneamente il divieto di balneazione.
Dal Lago Maggiore ai piccoli specchi d’acqua alpini, scopri quali sono i laghi balneabili in Piemonte e dove fare il bagno in sicurezza
Nel luglio 2025 il Lido fu vietato per la presenza di batteri
È quanto accadde ad Arona nel luglio 2025.
A seguito di un campionamento effettuato il 14 luglio, ARPA rilevò valori superiori ai limiti consentiti nella zona del Lido di Arona.
Il risultato determinò un divieto temporaneo di balneazione per la presenza eccessiva di batteri.
In particolare furono rilevati 1.120 MPN/100 ml di enterococchi intestinali, rispetto a un limite di 500 MPN/100 ml.
Quel provvedimento riguardava però il 2025 e il Lido.
Non deve quindi essere utilizzato per affermare che nell’agosto 2026 tutte le acque di Arona siano inquinate o vietate.
Anche nell’agosto 2025 ci furono problemi alle Rocchette
Sempre nell’estate 2025 si verificò un’altra criticità.
Il 6 agosto venne disposto temporaneamente il divieto alla spiaggia delle Rocchette e della Nautica dopo che i controlli avevano rilevato una concentrazione elevata di enterococchi intestinali.
In quel momento il Lido e la Spiaggia del Sorriso risultavano invece balneabili.
È un esempio utile per capire come lo stato delle diverse spiagge possa cambiare anche rapidamente.
I controlli continuano per tutta l’estate
La stagione balneare piemontese 2026 è iniziata il 15 maggio e terminerà il 30 settembre.
Durante questo periodo ARPA Piemonte pubblica aggiornamenti periodici sulle acque monitorate.
Ad Arona i controlli riguardano le zone riconosciute per la balneazione e diventano più frequenti durante luglio e agosto, quando aumenta il numero di persone che frequentano le spiagge.
Per questo la situazione microbiologica deve sempre essere valutata attraverso i dati più recenti e non utilizzando automaticamente i divieti degli anni precedenti.
Nell’agosto 2026 si torna anche a parlare del futuro di Punta Vevera
Il tema potrebbe cambiare nei prossimi anni.
Il 4 agosto 2026 una emittente locale ha riportato nuovamente il progetto di rendere Punta Vevera balneabile.
L’ipotesi di intervenire sull’area non è nuova: già negli anni precedenti erano state discusse modifiche per aumentare la sicurezza e consentire in futuro la balneazione.
Questo, però, non equivale a una revoca immediata del divieto nel tratto oggi segnalato.
Fino a eventuali nuovi provvedimenti ufficiali, chi frequenta la zona deve quindi rispettare la segnaletica presente sul posto.
Il problema torna ogni estate
Il nodo di Punta Vevera non riguarda soltanto il posizionamento dei cartelli.
Negli anni sono stati sperimentati anche transennamenti, presidi e controlli da parte di volontari, soccorritori e forze dell’ordine.
Quando questi controlli non sono continui, però, alcuni bagnanti continuano a raggiungere l’acqua.
È una situazione che si ripete nonostante la memoria degli incidenti avvenuti proprio in quella zona.
Dal Lago Maggiore ai piccoli specchi d’acqua alpini, scopri quali sono i laghi balneabili in Piemonte e dove fare il bagno in sicurezza
Divieto di balneazione ad Arona: cosa sapere
Nell’estate 2026 il caso riguarda il tratto interdetto di Punta Vevera, vicino alla foce dell’omonimo torrente. Il divieto non deve essere esteso automaticamente a tutte le spiagge di Arona.
Nella zona sono segnalati fondali irregolari, dislivelli improvvisi, correnti e altri elementi che possono rendere pericolosa la balneazione.
Sì. A poca distanza si trova la Spiaggia del Sorriso, attrezzata e dotata di assistenza ai bagnanti.
Le informazioni diffuse nell’estate 2026 indicano sanzioni amministrative comprese tra 100 e 1.000 euro.
No. Lo stato deve essere verificato zona per zona. Il divieto descritto riguarda un tratto specifico di Punta Vevera.
Nel caso di Punta Vevera esistono soprattutto problemi legati alla sicurezza del tratto. In passato ad Arona sono stati adottati anche divieti temporanei per valori microbiologici oltre i limiti, ma si tratta di provvedimenti distinti.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



