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La popolarità dello Spritz può aver favorito l’export di Prosecco

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Da Alessandro Maldera

Agosto 08, 2026

Uno studio sullo Spritz dell’Università di Torino ha analizzato il rapporto tra la diffusione internazionale del cocktail e la crescita delle esportazioni di Prosecco. La ricerca è stata condotta insieme all’Università di Verona e pubblicata sulla rivista scientifica Applied Economics.

I risultati mostrano un’associazione statisticamente significativa tra l’aumento dell’interesse per lo Spritz e la domanda di Prosecco sui mercati esteri. Il legame rimane visibile anche considerando la crescita dei flussi turistici verso l’Italia.

Focus sullo Spritz e l’export

– Lo studio è stato realizzato dalle Università di Torino e Verona
– La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Applied Economics
– Dal 2011 lo Spritz è inserito nella lista ufficiale dei cocktail internazionali
– La sua popolarità risulta associata a una crescita dell’export di Prosecco
– L’effetto resta significativo anche considerando il turismo verso l’Italia
– Non è stato rilevato un risultato analogo per il Cava spagnolo

Lo studio dello Spritz dell’Università di Torino

La ricerca si intitola The Spritz Effect: Impact of Informal, Cultural Channels on Sparkling Wine Trade.

Il lavoro analizza in che modo un’abitudine culturale e sociale possa influenzare gli scambi commerciali internazionali.

Al centro dello studio c’è lo Spritz, uno dei cocktail italiani più conosciuti all’estero. La sua diffusione potrebbe aver contribuito a rafforzare la notorietà del Prosecco, ingrediente fondamentale della preparazione.

La ricerca non si limita quindi al settore della ristorazione o delle bevande. Il suo obiettivo è comprendere se la popolarità di un prodotto culturale possa modificare in modo misurabile la domanda di un bene collegato.

Il riconoscimento internazionale arrivato nel 2011

Un momento centrale nell’evoluzione dello Spritz risale al 2011.

In quell’anno il cocktail venne inserito nell’elenco ufficiale dell’International Bartenders Association, l’organizzazione che raccoglie e codifica le ricette delle bevande più conosciute al mondo.

Il riconoscimento contribuì a definire ingredienti, quantità e modalità di preparazione.

Lo Spritz divenne così un formato di consumo facilmente riconoscibile e replicabile anche fuori dall’Italia.

Bar, ristoranti e locali di altri Paesi potevano proporre una bevanda identificata da un nome, una ricetta e un’immagine ormai standardizzate.

Questa codificazione avrebbe favorito anche la visibilità del Prosecco, presente nella preparazione tradizionale del cocktail.

Perché lo Spritz può aver aiutato il Prosecco

La diffusione di un cocktail può creare nuova domanda per gli ingredienti necessari alla sua preparazione.

Nel caso dello Spritz, il Prosecco occupa un ruolo centrale. La crescita del numero di locali e consumatori interessati alla bevanda può quindi aumentare anche gli acquisti del vino spumante italiano.

Il fenomeno non dipenderebbe soltanto dalle campagne pubblicitarie dei produttori.

Lo Spritz viene infatti consumato come esperienza sociale, legata all’aperitivo, alla convivialità e a un’immagine dello stile di vita italiano.

In questo modo, la bevanda può funzionare come un canale culturale informale per la promozione del Prosecco.

Il consumatore non acquista necessariamente il vino perché conosce una specifica cantina. Può sceglierlo perché vuole preparare o ordinare un cocktail diventato popolare a livello internazionale.

Come è stata condotta la ricerca

Lo studio ha combinato strumenti di analisi digitale e modelli econometrici utilizzati nelle ricerche sul commercio internazionale.

Per misurare la popolarità dello Spritz nei diversi Paesi è stato utilizzato Google Trends.

La piattaforma permette di osservare come cambia nel tempo l’interesse degli utenti per una determinata parola o argomento.

I dati sulle ricerche online sono stati poi confrontati con quelli relativi alle esportazioni di Prosecco.

In questo modo è stato possibile verificare se i Paesi nei quali aumentava l’attenzione verso il cocktail registrassero anche una crescita della domanda del vino italiano.

L’analisi ha preso in considerazione il periodo successivo al riconoscimento internazionale ottenuto nel 2011.

Una crescita statisticamente significativa

Dai risultati emerge un’associazione statisticamente significativa tra la popolarità dello Spritz e l’aumento delle esportazioni di Prosecco.

Questo significa che il rapporto osservato difficilmente può essere spiegato soltanto dal caso.

La ricerca non dimostra però che ogni bottiglia esportata in più sia stata venduta esclusivamente grazie al cocktail.

Il commercio del vino dipende infatti da numerosi fattori:

  • prezzo;
  • qualità;
  • distribuzione;
  • reddito dei consumatori;
  • campagne di marketing;
  • accordi commerciali;
  • mode e abitudini sociali.

Lo studio mostra tuttavia che la diffusione dello Spritz può aver rappresentato un fattore aggiuntivo, capace di sostenere la domanda del Prosecco sui mercati esteri.

Il possibile ruolo del turismo in Italia

Una spiegazione alternativa riguarda la crescita del turismo internazionale verso l’Italia.

Chi visita il Paese può conoscere lo Spritz durante il viaggio e continuare a consumarlo una volta tornato a casa.

Allo stesso modo, l’aumento dei turisti può rafforzare la notorietà dei prodotti italiani nei mercati di provenienza.

Per evitare di attribuire allo Spritz un effetto che dipendeva in realtà dal turismo, i ricercatori hanno inserito anche i flussi turistici nei modelli statistici.

Il collegamento tra l’interesse per il cocktail e le esportazioni di Prosecco rimane significativo anche dopo questo controllo.

La diffusione dello Spritz potrebbe quindi aver prodotto un effetto autonomo, pur agendo insieme al turismo e ad altri fattori economici.

<div style=”background:#e9f6ff;border:1px solid #b7ddff;border-left:6px solid #2a8fd4;padding:14px 16px;margin:18px 0;border-radius:10px;”> <strong>Come leggere il risultato</strong><br> Lo studio individua una relazione statistica robusta tra la popolarità dello Spritz e l’export di Prosecco. Non significa però che il cocktail sia l’unica causa della crescita delle vendite internazionali </div>

Nessun effetto simile per il Cava spagnolo

La ricerca ha confrontato il fenomeno anche con altri vini spumanti presenti sul mercato internazionale.

In particolare, non è stato osservato un effetto analogo per il Cava spagnolo.

Questo risultato rafforza l’ipotesi che l’aumento della domanda non riguardi indistintamente tutti gli spumanti.

Il legame sembra invece concentrarsi sul Prosecco, proprio perché è associato in modo diretto alla ricetta e all’immagine internazionale dello Spritz.

La crescita non sarebbe quindi spiegata soltanto da un interesse generale verso le bollicine.

La riconoscibilità del cocktail avrebbe favorito soprattutto il prodotto collegato alla sua preparazione.

Il ruolo della standardizzazione dello Spritz

La definizione di una ricetta ufficiale può sembrare un passaggio secondario, ma ha conseguenze importanti.

Quando una bevanda viene standardizzata, diventa più semplice riprodurla in Paesi e contesti differenti.

Il nome indica una preparazione riconoscibile. I gestori dei locali sanno quali ingredienti acquistare, mentre i consumatori sanno cosa aspettarsi al momento dell’ordine.

La standardizzazione riduce quindi le differenze tra una versione e l’altra e rafforza l’identità del prodotto.

Nel caso dello Spritz, questo processo avrebbe contribuito a creare una domanda internazionale stabile anche per il Prosecco.

Cultura e abitudini possono influenzare il commercio

Il valore dello studio supera il caso specifico dello Spritz.

La ricerca mostra che i flussi commerciali non dipendono soltanto da elementi tradizionali come prezzo, qualità e pubblicità.

Anche pratiche sociali, abitudini culturali e rituali di consumo possono incidere sulla domanda.

Un cocktail può diventare un simbolo condiviso. Una ricetta può diffondersi attraverso i viaggi, i social network, i locali e il racconto dello stile di vita associato al Paese d’origine.

Questi canali non sono sempre organizzati direttamente dalle aziende produttrici. Tuttavia, possono generare effetti economici concreti.

La cultura diventa così uno strumento informale di promozione commerciale.

Lo Spritz come simbolo dello stile italiano

Lo Spritz non viene percepito soltanto come una miscela di ingredienti.

È legato all’aperitivo, alla socialità e a un momento della giornata trascorso insieme ad altre persone.

Questa immagine può rendere il cocktail particolarmente efficace sui mercati internazionali.

Chi consuma uno Spritz acquista anche un’esperienza collegata all’Italia, alle sue città e alle sue abitudini.

Il Prosecco beneficia di questa associazione perché diventa parte necessaria del rito.

La forza commerciale del vino può quindi essere sostenuta non soltanto dalle sue caratteristiche, ma anche dal contesto culturale nel quale viene utilizzato.

Le conseguenze per i prodotti legati ai territori

I risultati possono essere applicati anche ad altri settori.

Prodotti alimentari, bevande e specialità locali possono ottenere maggiore visibilità quando vengono inseriti in esperienze riconoscibili e facili da condividere.

La promozione di un territorio non passa quindi soltanto attraverso campagne pubblicitarie tradizionali.

Può essere favorita anche dalla diffusione di:

  • ricette;
  • abitudini sociali;
  • rituali di consumo;
  • eventi;
  • esperienze turistiche;
  • simboli culturali;
  • contenuti condivisi online.

Quando una pratica diventa internazionale, può trascinare con sé anche i prodotti necessari per riprodurla.

Una nuova prospettiva sul commercio internazionale

Lo studio propone un modo più ampio di interpretare gli scambi tra Paesi.

I modelli economici tradizionali considerano fattori come distanza, prezzi, dazi, reddito e dimensione dei mercati.

La ricerca sullo Spritz aggiunge un altro elemento: la capacità della cultura di creare domanda.

Un comportamento nato in un territorio può diffondersi all’estero e modificare le scelte dei consumatori.

La standardizzazione internazionale accelera questo processo, perché rende il prodotto culturale riconoscibile e replicabile.

Nel caso dello Spritz, la trasformazione da aperitivo locale a cocktail globale avrebbe così sostenuto la crescita del Prosecco.

Cosa può insegnare lo “Spritz effect”

Il cosiddetto Spritz effect mostra come una bevanda possa diventare un canale commerciale per un prodotto più ampio.

La lezione riguarda in particolare le imprese e i territori che puntano sull’identità culturale.

Promuovere soltanto un prodotto può non essere sufficiente. Inserirlo in un’esperienza sociale riconoscibile può invece aumentare la capacità di raggiungere nuovi consumatori.

L’obiettivo non è costruire artificialmente una tradizione, ma rendere comprensibile e condivisibile un’abitudine già legata al territorio.

Lo Spritz è diventato globale perché è semplice da preparare, immediatamente riconoscibile e associato a un momento piacevole della giornata.

Il Prosecco avrebbe beneficiato proprio di questa combinazione.

FAQ – Come lo Spritz influenza i mercati esteri

Chi ha realizzato lo studio sullo Spritz?

La ricerca è stata condotta dalle Università di Torino e Verona ed è stata pubblicata sulla rivista scientifica internazionale Applied Economics.

Cosa ha scoperto la ricerca?

Lo studio ha rilevato un’associazione statisticamente significativa tra la crescita della popolarità dello Spritz e l’aumento delle esportazioni di Prosecco.

Perché il 2011 è un anno importante?

Nel 2011 lo Spritz è entrato nella lista ufficiale dei cocktail dell’International Bartenders Association, ottenendo una ricetta riconosciuta a livello mondiale.

Il turismo spiega da solo l’aumento dell’export?

No. Il rapporto tra interesse per lo Spritz ed esportazioni di Prosecco rimane significativo anche tenendo conto dei flussi turistici verso l’Italia.

Lo stesso effetto è stato trovato per altri spumanti?

Non è stato rilevato un effetto analogo per il Cava spagnolo. Il fenomeno sembra quindi particolarmente legato al Prosecco e allo Spritz.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende