Cappella di Sant’Antonio Abate di Corio: la cappella isolata sulla strada per Ritornato

Da Alessandro Maldera
Giugno 19, 2026

La Cappella di Sant’Antonio Abate di Corio si trova nella frazione omonima, lungo la strada che collega Corio a Ritornato. È un edificio piccolo, ma ben riconoscibile, perché sorge isolato e si presenta con facciata rivolta a est e portico frontale. Inoltre, dentro conserva una struttura semplice ma ordinata, con due campate e un’abside usata come sacrestia.
Segni “veri” di vita di frazione
Posizione e com’è inserita nel paesaggio
La cappella è nella frazione Sant’Antonio Abate, affacciata direttamente sulla strada Corio–Ritornato. L’edificio è separato dalle altre costruzioni e ha tutti i lati liberi: di conseguenza si legge bene “a colpo d’occhio”, senza ostacoli visivi. La facciata è orientata verso est, quindi la luce del mattino la valorizza più facilmente.
Struttura e pianta: due campate e abside semicircolare
La cappella ha pianta rettangolare ad aula unica, suddivisa in due campate coperte da volta a botte. Sul fondo, poi, si apre un’abside semicircolare coperta da una semicupola a tre spicchi. Davanti all’aula è presente un portico, che fa da filtro tra strada e interno.
La struttura portante è in muratura di pietra. Internamente e in facciata l’intonaco è presente, mentre sui fronti laterali la pietra rimane in parte a vista. Il tetto è a doppia falda, con copertura tradizionale in lose.
La facciata: timpano, dipinti e dettagli “di frazione”
La facciata, rivolta a est, ha fronte a capanna con paraste angolari e un timpano triangolare. Al centro si apre il portone in legno a due battenti, affiancato da due finestre rettangolari. Sopra il portone, inoltre, c’è una terza finestra rettangolare e, ai suoi lati, due dipinti: Madonna col Bambino (tra angeli) a sinistra e Sant’Antonio Abate a destra.
Sulle paraste laterali sono presenti anche due lapidi commemorative. La facciata è intonacata e tinteggiata in tonalità giallina, mentre il timpano è decorato in ocra e al centro mostra una croce tra l’edera: un dettaglio semplice, però molto caratteristico.
Il portico antistante è sostenuto da due grandi pilastri a base quadrata in mattoni a vista, con bassi muretti di delimitazione. Inoltre, sul pilastro destro è fissata una targa con il nome della frazione e l’altitudine: è uno di quei particolari “da comunità”, che raccontano subito che non sei in un edificio anonimo.
Lati e aperture: pietra a vista e finestre lunettate
I prospetti laterali sono scanditi da riquadrature che segnano le campate. Qui la struttura in pietra è più leggibile, perché resta a vista. Nella seconda campata, poi, su entrambi i lati si aprono due finestre a lunetta, che portano luce senza rompere troppo la compattezza dell’aula.
Interni: archi, cantoria e nicchie con statue
Dentro, le due campate sono segnate da archi impostati su cornice perimetrale e lesene parietali, appoggiate su piede basamentale. Sulla controfacciata è presente una cantoria lignea, elemento tipico delle cappelle di frazione.
Nella seconda campata, oltre alle finestre, si aprono due nicchie con teche contenenti statue: Madonna col Bambino a destra e Sant’Andrea a sinistra. Le superfici sono intonacate e tinteggiate in tonalità crema. Inoltre, compaiono leggere decorazioni floreali lungo il perimetro e negli angoli delle volte. La pavimentazione è in lastre di pietra, quindi essenziale e resistente.
Presbiterio, altare e abside usata come sacrestia
Il presbiterio si trova nella seconda campata ed è rialzato di un gradino rispetto all’aula. È separato da una balaustra lignea dipinta di grigio chiaro. L’altare, in muratura dipinta, è collocato a separazione tra navata e abside. Ai lati dell’altare, però, ci sono due passaggi con tende che permettono l’accesso all’abside, utilizzata come sacrestia.
Sopra i due passaggi sono collocate due statue: Sant’Antonio Abate a sinistra e Madonna col Bambino a destra. Sulla parete absidale, invece, è presente la pala d’altare raffigurante la Madonna col Bambino, Sant’Antonio Abate e San Giuseppe.
Campanile: due registri e monofore ad arco
Il campanile si eleva sul lato sinistro, in continuità con la facciata. Ha base quadrata e struttura in pietra, in parte coperta da un leggero strato d’intonaco. È diviso in due registri: quello inferiore presenta tre sfondati riquadrati, mentre una cornice in mattoni separa la base dalla cella campanaria. La cella, intonacata al grezzo, è aperta su tutti i lati con monofore ad arco e archi in mattoni a vista. In alto, infine, una copertura a quattro falde in lastre di pietra chiude la silhouette.
Stato di conservazione: cosa si nota oggi
L’edificio è in discreto stato, tuttavia i fenomeni di umidità parietale sono evidenti sia all’esterno sia all’interno. Inoltre, nella prima campata sono visibili tracce di vecchie infiltrazioni dal tetto: segni che non distruggono la cappella, ma ricordano che la manutenzione qui è sempre una lotta concreta, non un’idea.
Una storia coerente con le cappelle pastorali del Canavese
Le caratteristiche tipologiche e costruttive rimandano alle cappelle pastorali diffuse nelle Valli del Canavese tra Seicento e Settecento. La cappella è citata nella visita pastorale dell’arcivescovo Arborio Gattinara (1727–1731) con l’intitolazione a Sant’Antonio Abate in regione Villa. Nel 1853 l’edificio venne ampliato, arrivando sostanzialmente alle forme attuali. Negli anni Trenta del Novecento, una relazione pastorale la descrive in buono stato e fornita del necessario per le funzioni, con un reddito intestato alla cappella. Tra metà e fine Novecento, infine, furono i borghigiani a occuparsi di manutenzioni e interventi: una parte venne ridipinta e ristrutturata internamente.
Risposte utili prima della sosta
Si trova nella frazione omonima, lungo la strada che collega Corio a Ritornato. Inoltre è prospiciente la strada e appare isolata rispetto alle altre costruzioni.
Ha aula unica con due campate voltate a botte e abside semicircolare coperta da una semicupola a tre spicchi. Davanti, inoltre, c’è un portico.
Il fronte a capanna con timpano triangolare, le tre finestre rettangolari e i dipinti della Madonna col Bambino e di Sant’Antonio Abate ai lati della finestra superiore.
Ci sono una cantoria lignea sulla controfacciata, nicchie con statue (Madonna col Bambino e Sant’Andrea) e un presbiterio rialzato con balaustra lignea e pala d’altare.
Lo stato è discreto, però sono evidenti fenomeni di umidità parietale e, nella prima campata, tracce di vecchie infiltrazioni dal tetto.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



