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Torre Canavese: storia del borgo tra torre romana, castello arduinico e ricetto medievale

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Da Alessandro Maldera

Aprile 29, 2026

La storia di Torre Canavese attraversa epoche molto diverse, ma mantiene una continuità forte tra territorio, difesa e identità locale. Prima arrivano le tracce più antiche, che riportano all’età del Bronzo e poi al mondo romano. In seguito emergono il castello di età arduinica, il ricetto, la lunga presenza dei conti di San Martino e i cambiamenti amministrativi del Novecento. Per questo, raccontare Torre Canavese significa leggere insieme archeologia, Medioevo, architettura e memoria civile.

Torre Canavese attraverso i secoli

Età del Bronzo: l’area su cui sorge Torre Canavese risulta già abitata, come indicano i reperti trovati nelle vicine torbiere

143 a.C. dopo: i Romani occupano la zona dopo la vittoria sui Salassi e costruiscono una torre presso il bivio tra la via Romea e la strada per la Valchiusella

901: compare il nome Canava in un atto con cui Ludovico III conferma alla chiesa di Vercelli alcune terre del feudo canavesano

XI secolo: il borgo è attestato in un documento con la forma Turre Canepitii

1018: secondo la tradizione locale, Guidone, figlio di Arduino, vive nel castello fino alla sua elezione a marchese d’Ivrea

1152: un documento legato a Federico Barbarossa ricorda un Castellum Turris nel territorio

XIII secolo: il feudo passa stabilmente sotto i conti di San Martino, vassalli di Casa Savoia

XIII-XIV secolo: prende forma la torre del ricetto, struttura difensiva collettiva del borgo

1386-1391: la comunità partecipa al Tuchinaggio, la rivolta rurale contro i soprusi feudali

Metà XVI secolo: viene costruito il Palazzo, dimora nobiliare voluta da un ramo dei San Martino

1425: risale la cappella originaria su cui sorgerà la futura parrocchiale di San Giovanni Evangelista

XVI secolo: la chiesa parrocchiale viene ampliata e assume la dedicazione attuale

1929: Torre viene unita al comune di Bairo e perde la propria autonomia amministrativa

30 maggio 1955: un decreto stabilisce il ritorno all’autonomia comunale con il nome di Torre Bairo

2 agosto 1961: il comune assume la denominazione definitiva di Torre Canavese

21 settembre 2011: vengono concessi ufficialmente stemma e gonfalone del comune

Le origini del territorio tra età del Bronzo e presenza romana

L’area su cui sorge Torre Canavese era abitata già nell’età del Bronzo. A confermarlo sono alcuni reperti rinvenuti nelle vicine torbiere, che mostrano come la zona morenica fosse frequentata molto prima dell’età storica pienamente documentata.

Successivamente arrivarono i Romani, che occuparono il territorio dopo la guerra vittoriosa contro i Salassi, popolazione gallica insediata nel Canavese. Proprio all’epoca romana viene fatta risalire la costruzione di una torre collocata al bivio tra la via Romea e la strada diretta verso la Valchiusella. Ed è da questa struttura, secondo la ricostruzione tradizionale, che il paese avrebbe tratto il proprio nome.

Questa origine è importante, perché lega Torre Canavese non solo a una funzione difensiva, ma anche a una posizione viaria strategica, posta lungo un nodo di transito significativo.

Il significato del nome Torre Canavese

Il toponimo del borgo si compone di due elementi distinti. Da una parte c’è Torre, che rimanda appunto alla torre edificata in età romana presso il crocevia stradale. Dall’altra c’è Canavese, termine che viene ricondotto a Canava, interpretato come “capoluogo presso l’acqua” e non, secondo questa lettura, alla canapa.

Il nome Canava compare già nel 901, quando Ludovico III confermò alla chiesa di Vercelli una donazione di terre già fatta da Carlo il Grosso nell’882. Tra queste proprietà compare anche il feudo di Canava. Il riferimento serve a chiarire il quadro territoriale più ampio dentro cui si inserisce poi la storia del borgo.

Per quanto riguarda Torre, una delle prime attestazioni documentarie risale all’XI secolo, quando in un testo citato da Giovanni Benvenuti nella Storia d’Ivrea compare la forma De Turre Canepitii oppure Turre Canepitii. Quindi il paese era già riconoscibile nel pieno Medioevo come realtà insediata e nominata.

Il castello di età arduinica e la presenza dei San Martino

Nella parte più alta del paese sorge un castello la cui edificazione viene ricondotta all’età di re Arduino. Secondo la tradizione storica locale, il secondogenito di Arduino, Guidone, visse nel castello fino al 1018, anno in cui fu eletto marchese d’Ivrea.

Questo legame con la stagione arduinica conferisce al borgo un rilievo particolare, perché lo inserisce nella storia politica del Canavese dell’XI secolo. Tuttavia, il quadro feudale si definisce con maggiore chiarezza più tardi, quando Torre entra stabilmente nell’orbita dei conti di San Martino, una delle famiglie che hanno inciso più profondamente sulle vicende del territorio.

Le fonti ricordano anche un documento del 1152, legato a Federico I Barbarossa, che cita un Castellum Turris concesso alla chiesa di Vercelli. In seguito, tra XII e XIII secolo, il feudo passò formalmente ai conti di San Martino, vassalli di Casa Savoia. Da quel momento la loro presenza segnò per secoli la storia politica e signorile del paese.

Torre Canavese nel Medioevo tra feudo e Tuchinaggio

Come altri centri canavesani, anche Torre Canavese attraversò le tensioni del tardo Medioevo. La comunità partecipò infatti al Tuchinaggio, la rivolta che tra il 1386 e il 1391 coinvolse molte realtà rurali del Canavese contro i soprusi feudali.

In questo contesto ebbe un ruolo anche il marchese del Monferrato Teodoro II Paleologo, che fomentò l’opposizione contro i conti di Savoia. La partecipazione del borgo al Tuchinaggio mostra quindi che Torre non fu una realtà passiva, ma un centro pienamente inserito nelle dinamiche politiche e sociali della zona.

Nonostante questi contrasti, il feudo rimase per lungo tempo sotto la reggenza dei conti di San Martino. Le ramificazioni familiari diedero origine a due linee ricordate nelle fonti feudali: quella del Palazzo e quella del Castello.

La torre del ricetto e il sistema difensivo del borgo

Il monumento storico più significativo di Torre Canavese è la torre del ricetto, struttura difensiva collettiva databile tra XIII e XIV secolo. Non si tratta di un elemento isolato, ma del punto di accesso alla parte fortificata attorno al castello, destinata a custodire i beni della comunità e a offrire difesa in caso di attacco.

La torre presenta una pianta quadrangolare e conserva caratteristiche architettoniche tipiche delle strutture militari medievali, tra cui muratura in pietra locale, feritoie e tracce degli antichi apparati difensivi. La sua funzione era quindi concreta e comunitaria: proteggere derrate, persone e organizzazione interna del borgo.

Ancora oggi la torre del ricetto rappresenta il simbolo più immediato del passato medievale di Torre Canavese. Inoltre, il fatto che sia collocata all’inizio di Vicolo San Martino e tutelata come bene culturale ne conferma il valore storico e identitario.

Il Palazzo e la presenza nobiliare in età moderna

A uno dei cadetti della dinastia dei San Martino si deve anche la costruzione, verso la metà del XVI secolo, di una dimora nobiliare chiamata il Palazzo, situata nei pressi del castello.

Questo edificio testimonia bene il prolungarsi del ruolo aristocratico nel borgo anche oltre la fase strettamente medievale. In altre parole, Torre Canavese non smette di essere un centro legato a famiglie signorili con il tramonto del castello come fulcro difensivo, ma continua a esprimere una presenza nobiliare attraverso nuove forme abitative e di rappresentanza.

Le chiese di Torre Canavese e il patrimonio religioso

Anche il patrimonio religioso del paese ha una storia stratificata. La parrocchiale di San Giovanni Evangelista venne costruita nei primi decenni del Cinquecento su una cappella preesistente dedicata alla Madonna delle Grazie.

Secondo la cronologia ricordata nelle fonti, la cappella originaria risalirebbe al 1425 e sarebbe stata proprietà della famiglia Antonioni-Stria. La navata di sinistra, ancora oggi più ampia dell’altra, deriverebbe proprio da quella fase più antica. Nel corso del XVI secolo l’edificio fu ampliato e assunse la dedicazione attuale a San Giovanni Evangelista.

Nel 2007, durante lavori di restauro, emersero anche affreschi quattrocenteschi, segno di una stratificazione artistica importante. Accanto alla parrocchiale, la documentazione ricorda anche altri luoghi di culto: la chiesa di San Giovanni Battista nella frazione Marconanno, già attestata nel 1329; la cappella di San Giacomo, ricordata nel XV secolo; e la cappella di San Martino, di origine medievale e citata in atti del XVI secolo.

Da Torre di Bairo a Torre Canavese: i cambi di nome e l’autonomia

La storia amministrativa moderna del comune è segnata da diversi cambi di denominazione. In passato il paese era noto come Torre di Bairo, da cui derivava anche il nome piemontese La Tur ad Ber, poi semplificato in La Tur.

Nel 1929 il comune di Torre venne unito a quello confinante di Bairo, e i due centri assunsero il nome unico di Bairo. In seguito, però, un decreto del 30 maggio 1955 stabilì che dal 1° luglio dello stesso anno Torre tornasse a essere un comune autonomo con la denominazione di Torre Bairo.

L’ultimo passaggio arrivò il 2 agosto 1961, quando il nome fu modificato definitivamente in Torre Canavese, denominazione ancora oggi in uso. Questo percorso conta molto, perché mostra come l’identità amministrativa del borgo sia stata ridefinita più volte prima di raggiungere l’assetto attuale.

Stemma e gonfalone del comune

Anche i simboli civici sono relativamente recenti. Lo stemma e il gonfalone del comune sono stati concessi con decreto del Presidente della Repubblica del 21 settembre 2011.

Lo stemma è partito: nella prima metà, azzurra, compaiono le lettere maiuscole T e C d’argento, accompagnate da due fasce dello stesso colore; nella seconda metà, rossa, appare una torre d’argento murata di nero, con crocetta sulla sommità, fondata su una campagna verde. Il gonfalone, invece, è un drappo di bianco.

Sono simboli istituzionali moderni, ma richiamano con chiarezza la memoria storica del paese, soprattutto attraverso il riferimento diretto alla torre.

FAQ – Domande frequenti sulla storia di Torre Canavese

Da dove deriva il nome Torre Canavese?

Il nome Torre viene collegato alla torre costruita in epoca romana presso il bivio tra la via Romea e la strada verso la Valchiusella. Il termine Canavese, invece, viene ricondotto a Canava, documentata già nel 901.

Qual è la prima attestazione storica del borgo?

Una delle prime attestazioni note risale all’XI secolo, quando il paese compare con la forma Turre Canepitii in un documento ricordato dalla storiografia locale.

Che rapporto c’è tra Torre Canavese e re Arduino?

La tradizione storica locale collega il castello del paese all’età di re Arduino. Inoltre, si ricorda che il suo secondogenito Guidone vi avrebbe vissuto fino al 1018.

Qual è il monumento più importante di Torre Canavese?

Il monumento storico più significativo è la torre del ricetto, struttura difensiva medievale che segnava l’accesso al nucleo fortificato del borgo e alla zona del castello.

Quando Torre Canavese è tornata comune autonomo?

Dopo l’unione con Bairo nel 1929, Torre tornò comune autonomo nel 1955 con il nome di Torre Bairo. Nel 1961 assunse poi definitivamente la denominazione di Torre Canavese.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende