La chiesa di Richiardi dedicata a San Grato e Sant’Antonio di Padova: facciata dipinta, campanile e storia locale

Da Alessandro Maldera
Aprile 27, 2026

La Chiesa di San Grato e Sant’Antonio di Padova di Groscavallo si trova all’ingresso della frazione di Richiardi, proprio di fronte alla piazzetta e affacciata sulla strada provinciale. L’edificio sorge in posizione isolata rispetto alle altre case e presenta la facciata rivolta a sud. Inoltre, viene officiato durante il periodo estivo, quindi continua a mantenere un ruolo concreto nella vita religiosa della borgata. A colpire subito sono la facciata interamente dipinta e il campanile con orologio e meridiana.
Cosa rende riconoscibile questa chiesa
- Posizione: la Chiesa di San Grato e Sant’Antonio di Padova di Groscavallo si trova all’ingresso di Richiardi, di fronte alla piazzetta e lungo la strada provinciale
- Impianto: ha una pianta rettangolare, con una cappella laterale usata come sacrestia e coperture diverse tra aula, presbiterio e ambiente secondario
- Facciata: è interamente dipinta, con portone centrale, due finestre, lunetta superiore, false nicchie con San Grato e Sant’Antonio di Padova e una seduta in pietra lungo tutto il prospetto
- Campanile: è a pianta quadrata, presenta orologio e meridiana sul lato sud e una cella campanaria aperta su tutti i lati
- Interni: conservano una teca con la statua di Sant’Antonio di Padova e un pavimento in piastrelle di cemento grigie con disegno geometrico tridimensionale
- Presbiterio: è rialzato di un gradino e ospita un altare maggiore in marmo con tela della Madonna e dei santi titolari
- Condizioni attuali: l’esterno è ben mantenuto, mentre all’interno si notano lesioni e segni di schiacciamento nella zona del presbiterio
Dove si trova e perché conta nel racconto di Richiardi
La chiesa si incontra all’ingresso della frazione, in un punto molto leggibile del borgo. Proprio perché è prospiciente alla provinciale e alla piccola piazza, l’edificio entra subito nel campo visivo di chi arriva a Richiardi.
Tuttavia, pur essendo ben esposta, la chiesa resta separata dagli altri fabbricati. Questa posizione isolata le dà una presenza precisa e riconoscibile. Inoltre, dentro il cluster Cosa vedere a Groscavallo, funziona bene come satellite perché racconta una delle architetture religiose più visibili e più identitarie della frazione.
Com’è fatta la Chiesa di San Grato e Sant’Antonio di Padova
La chiesa ha una pianta rettangolare e presenta, sul lato sinistro del presbiterio, una cappella laterale usata come sacrestia. L’impianto, quindi, è semplice ma non rigido, perché accanto all’aula principale compare un ambiente secondario che modifica la lettura del volume interno.
La struttura è realizzata in pietra, intonacata sia all’interno sia all’esterno. Il tetto è a falde, con struttura lignea e copertura in lose, quindi perfettamente coerente con il lessico edilizio alpino della zona.
Dal punto di vista delle coperture, l’aula e il presbiterio sono entrambi coperti da una volta a botte lunettata, separata da un arco impostato su due pilastri laterali. La cappella laterale, invece, ha una volta a crociera. Dentro l’arco è inoltre presente un tirante in legno, dettaglio che aiuta a leggere la storia strutturale dell’edificio.
La facciata dipinta: il dettaglio che la rende subito riconoscibile
La facciata principale è rivolta a sud ed è il tratto più caratteristico della chiesa. Infatti è interamente dipinta e combina decorazioni figurative e motivi geometrici dentro una composizione ordinata ma vivace.
Al centro si trova il portone ligneo a doppio battente, affiancato da due finestre. Sopra l’ingresso si apre una finestra a lunetta. Alla base del prospetto corre uno zoccolo grigio dipinto, dal quale parte tutta la decorazione della facciata.
Il fronte è incorniciato da false lesene e risulta diviso in tre parti grazie a due cornici marcapiano. La prima è dipinta e separa visivamente la zona inferiore da quella superiore. La seconda, invece, è plastica e definisce la sommità, dipinta a formare un timpano con cielo e angioletti.
Nella parte bassa, porta e finestre sono contornate da cornici con motivi geometrici. Più in alto, attorno alla lunetta compaiono cordoni floreali e due false nicchie: dentro queste sono raffigurati San Grato e Sant’Antonio di Padova. Inoltre, una seduta in pietra corre per tutta la larghezza della facciata, interrompendosi solo in corrispondenza della porta.
Le facciate laterali e il campanile con orologio e meridiana
I prospetti laterali sono intonacati e tinteggiati di bianco. Sul lato destro si trovano due finestre rettangolari e un accesso secondario, mentre il resto dell’edificio mantiene un aspetto semplice e compatto.
Il campanile, a pianta quadrata, è collocato sul lato destro, vicino al muro nord della chiesa. Presenta finitura a intonaco sul fronte e sul retro, mentre sui lati est e ovest lascia a vista la tessitura in pietra. Sul lato sud si vedono sia il quadrante dell’orologio sia una meridiana.
La cella campanaria è aperta sui quattro lati con monofore ad arco. La copertura è a quattro falde, con manto in lose. Insomma, anche il campanile tiene insieme funzionalità e forte carattere locale.
Gli interni tra semplicità e dettagli decorativi
All’interno le superfici verticali e le volte sono intonacate e tinteggiate. Un cornicione modanato corre lungo il perimetro e funge da imposta alle volte, interrompendosi solo in corrispondenza delle aperture e della pala d’altare.
La parete sinistra ospita una teca con la statua di Sant’Antonio di Padova, mentre il pavimento è uno degli elementi più interessanti dell’aula. Infatti è formato da piastrelle di cemento in tre diverse gradazioni di grigio, composte in modo da creare un disegno geometrico tridimensionale con greche.
L’assemblea è disposta in panche a battaglione, secondo l’orientamento e il volume della chiesa. Quindi, nonostante l’impianto contenuto, l’aula mantiene una sua chiarezza liturgica.
Il presbiterio e l’altare maggiore
Il presbiterio è rialzato di un gradino rispetto all’aula. L’altare maggiore, a sua volta, è sopraelevato su una pedana ed è in marmo, addossato alla parete di fondo.
Sopra l’altare si trova una tela raffigurante la Madonna con i santi titolari. Questo dettaglio è importante, perché lega l’apparato iconografico all’identità stessa della chiesa. Il presbiterio, inoltre, è la parte che oggi mostra le criticità più serie sul piano statico.
Una storia fatta di ricostruzioni, archi, decorazioni e restauri
Le notizie più antiche riportano che già nel 1730 esisteva qui un edificio interamente in muratura e intonacato. Tuttavia, la chiesa attuale risale al 1750. Un registro della cappellania laicale ricorda infatti la demolizione della cappella precedente e la ricostruzione della nuova chiesa con campanile nello stesso luogo.
Nel 1834 vennero rifatti il solaio e la scala del campanile. Tra 1880 e 1881, grazie all’offerta di Bartolomeo Rapelli, furono realizzati l’arco tra cappella e sacrestia e l’arco ribassato della navata. In sostanza, fu una fase importante per la definizione dell’assetto interno che leggiamo ancora oggi.
Un passaggio decisivo arriva nel 1896, quando la facciata viene abbellita con i due dipinti ai lati della finestra a lunetta. In quell’occasione, su iniziativa del priore Vittorio Girardi, vennero ridipinti e decorati sia l’interno sia il prospetto esterno dell’edificio.
Nel 1910 i coniugi Rapelli fecero rifare l’intera pavimentazione con piastrelle di cemento colorate. Nel 1940 fu sostituito il vecchio orologio del campanile. Invece nel 1949, ancora per iniziativa dei coniugi Rapelli, il vecchio altare in legno venne sostituito con l’attuale altare in marmo, corredato da una doppia balaustra a colonnine poi riutilizzata come altare, in seguito alle nuove disposizioni liturgiche per la celebrazione frontale della messa.
La facciata venne restaurata nel 1981 dal pittore Codoni, mentre nel 1987 si intervenne sulla copertura, rifatta mantenendo le caratteristiche originarie. Tra il 1998 e il 2000, invece, il campanile richiese un intervento urgente: dopo una perizia statica dell’architetto Franco Musso, il Comune impose un consolidamento strutturale. Raccolti i fondi, nel 2000 furono posate 15 catene passanti a diverse altezze della torre e vennero rivisti gli intonaci. Infine, nel 2016 è stato autorizzato un progetto di restauro e risanamento conservativo dell’interno, con consolidamento delle volte.
Stato di conservazione oggi
All’esterno la chiesa presenta un buono stato manutentivo. Tuttavia, la situazione interna è più delicata. Infatti sono visibili evidenti lesioni e fenomeni di schiacciamento nella zona del presbiterio.
Questa differenza tra esterno e interno è il punto più onesto da dire. Da fuori l’edificio regge bene e si presenta con dignità. Dentro, invece, emergono fragilità che raccontano quanto siano delicati questi piccoli edifici di borgata, anche quando continuano a essere vissuti.
FAQ – Chiarimenti su questa chiesa di Groscavallo
Si trova all’ingresso della frazione di Richiardi, di fronte alla piazzetta e prospiciente la strada provinciale.
Sì, la Chiesa di San Grato e Sant’Antonio di Padova di Groscavallo viene officiata durante il periodo estivo.
La facciata è interamente dipinta e presenta due false nicchie con le figure di San Grato e Sant’Antonio di Padova, oltre a una decorazione geometrica molto evidente.
Il campanile è a pianta quadrata, ha il quadrante dell’orologio e una meridiana sul lato sud, mentre la cella campanaria è aperta sui quattro lati con monofore ad arco.
All’esterno l’edificio si presenta in buono stato manutentivo. All’interno, invece, sono visibili lesioni e segni di schiacciamento nella zona del presbiterio.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



