Adalberto Migliorati nel Torinese: dalle stanze dipinte a Carignano al ciclo delle Leggende Alpine sulla collina di Torino

Da Alessandro Maldera
Aprile 26, 2026

Adalberto Migliorati è un pittore e disegnatore del Novecento che lavora tra pittura, decorazione e cartellonistica. Tuttavia, se lo vuoi “capire” davvero, Torino e provincia sono un passaggio chiave. Infatti nel Torinese firma cantieri importanti legati alla famiglia Bona, tra Carignano e la collina torinese. E proprio lì emergono i suoi temi più riconoscibili: religione, mito e racconto figurativo.
Torino e provincia: le due “tracce forti” di Migliorati
Le origini: Perugia, l’Accademia e le prime mostre
Nato a Roma l’11 ottobre 1902 e morto a Perugia il 28 novembre 1953, Migliorati cresce in una famiglia di pittori. Il padre è Angelo Elladio Migliorati, mentre i fratelli seguono strade diverse, con Viero che diventerà a sua volta pittore. La famiglia, originaria di Montone, si sposta a Perugia tra 1910 e 1912.
Dal 1914 Adalberto frequenta l’Accademia di Belle Arti di Perugia, studiando ornato, prospettiva, architettura e pittura. Inoltre nel 1919 ottiene il primo premio in pittura, e nel 1920 esordisce alla Prima Mostra Umbra d’Arte Moderna. Poco dopo arriva la partecipazione alla Prima Biennale Romana, dove espone un dipinto intitolato Campane.
La parentesi a Gubbio: ceramica e mestiere (1922–1923)
Tra 1922 e 1923 lavora a Gubbio presso la manifattura ceramica “Vasellari Mastro Giorgio”, insieme ad Antonino Traverso, compagno di studi. Però quella fase resta un passaggio: terminata l’esperienza, Migliorati si concentra soprattutto su pittura e decorazione, senza lasciare la grafica. In quegli anni, infatti, realizza anche manifesti pubblicitari, tra cui un manifesto per il Sindacato Costruttori Edili, e partecipa alla prima Mostra del Fascio artistico di Perugia.
Decorazioni e committenze: dal centro Italia al salto “industriale”
Arrivano incarichi importanti già a metà anni Venti. Nel 1924 decora Casa Mazzi a Perugia e, ad Assisi, interviene per l’ufficio Poste e Telegrafi e per il Palazzo del Capitano del Popolo. L’anno dopo lavora a Todi e poi, vicino a Imperia, nella chiesa di San Sebastiano a Coldirodi, chiamato da padre Giovanni Semeria.
Rientrato a Perugia, decora il Teatro Turreno ed espone alla Mostra del Sindacato Artistico. Quindi, nel 1927, firma anche la decorazione interna di Villa Lemmi a Montegabbione. È un percorso coerente: cantieri, pareti, committenze, e un linguaggio figurativo che punta alla chiarezza.
Milano e “L’Eroica”: la rete che apre la strada a Torino
Quando Adalberto e Viero si trasferiscono a Milano, entrano nell’orbita della rivista L’Eroica diretta da Ettore Cozzani. E questo conta, perché Cozzani diventa una cassa di risonanza e un facilitatore di contatti. Tra 1928 e 1931 Migliorati realizza quattro tele per Arnaldo Fontana-Roux, lavora ai decori per la sede Montecatini con Ciro Cancelli e Viero, e disegna l’agenda della Rinascente per il 1930. In altre parole: non è solo “pittore da cavalletto”, ma un professionista che sa stare dentro progetti complessi.
Il nodo torinese: Carignano e il Palazzo Provana del Sabbione (1930–1932)
Il punto più “piemontese” della sua biografia arriva grazie a Cozzani, che lo mette in contatto con l’industriale tessile Lorenzo Valerio Bona. Tra 1930 e 1932, con l’aiuto del fratello, Migliorati decora alcune stanze nel Palazzo Provana del Sabbione (Villa Bona) di Carignano nel Torinese.
Qui il lavoro è doppio, e proprio per questo è interessante. Da un lato compaiono soggetti religiosi; dall’altro entrano le storie del mito dei Nibelunghi, cioè un immaginario “wagneriano” che riflette gusti musicali e inclinazioni culturali del committente. Inoltre è molto probabile che Migliorati fornisca anche i disegni per le porte intagliate dello studio, con il tema del “Ciclo della Lana”: un dettaglio perfetto per un industriale tessile, quindi tutt’altro che casuale.
Stile e iconografie: il neoquattrocento “controllato”
In questi dipinti il tono è neoquattrocentesco. Si riconosce bene, per esempio, nello Sposalizio della Vergine, ispirato al Perugino. Però Migliorati inserisce anche un elemento concreto: nella scena compaiono rappresentanti della famiglia Bona. E così, senza urlare, l’opera diventa insieme devozione, prestigio e autorappresentazione.
Roma, poi ancora Piemonte: Villa Primosole e le “Leggende Alpine” (1939–1940)
Nel 1934 Migliorati sposta la residenza a Roma. Tuttavia, alla vigilia della guerra, torna nel Torinese per un altro cantiere legato ai Bona. Tra 1939 e 1940 lavora infatti a una villa sulla collina torinese, indicata come Villa Primosole, realizzando un ciclo di dipinti dedicato alle Leggende Alpine.
Questo passaggio è importante perché sposta l’asse: dal mito “nordico” dei Nibelunghi si entra in un immaginario di montagna, più vicino alle Alpi e quindi più coerente con il paesaggio del Piemonte. Inoltre conferma una cosa semplice: quando una committenza è soddisfatta, richiama.
Gli anni difficili: guerra, incisioni e perdita del fratello
Con la guerra cambia tutto. Migliorati, per necessità, si concentra sul lavoro disegnativo e illustrativo. Con il fratello realizza xilografie per Tersite di Vittorio Locchi, illustra opere come Il Romanzo di Michelangelo di Luigi Ugolini e Publio Valerio in Gallia con Giulio Cesare di Daria Banfi Malaguzzi. Scrive anche, con Silvio Gabrielli, un manuale per le scuole medie: Il disegno nel lavoro e nell’arte.
Nel 1943 arriva la notizia più dura: la morte del fratello Viero, durante i bombardamenti di Milano. E da lì, inevitabilmente, la ripartenza diventa più faticosa.
Gli ultimi lavori e la chiusura del percorso (1946–1953)
Nel dopoguerra riprende lentamente: dal 1946 sono documentati lavori a Mantignana e l’esposizione di opere alla Mostra Sociale della Galleria Nuova di Perugia. Tra 1948 e 1951 realizza dipinti murari per la chiesa di San Filastrio a Ludriano (Brescia), con cicli dedicati a La Passione di Cristo e La Gloria di Nostro Signore Gesù Cristo.
Nel 1951 apre uno studio a Perugia e poi torna in Liguria, a Millesimo, per concludere le pitture del santuario del Deserto, un ciclo avviato dal fratello e rimasto incompiuto. Dopo un ultimo periodo dedicato a pitture di storia, muore nel 1953.
Cosa resta in chiave Torino e Piemonte
Se lo inquadri “centrandolo” su Torino e provincia, Migliorati emerge per due ragioni nette. Prima di tutto, perché porta nel Torinese una decorazione colta e narrativa, dove religione e mito convivono senza caos. Inoltre, perché lega la committenza tessile dei Bona a un immaginario visivo coerente, fino al dettaglio del Ciclo della Lana. E poi c’è la collina torinese, con le Leggende Alpine, che spostano il racconto su un Piemonte più montano e identitario.
FAQ – Risposte sulle commissioni torinesi di Migliorati
Nel Palazzo Provana del Sabbione di Carignano (decorazioni per Lorenzo Valerio Bona) e, più tardi, in una villa sulla collina torinese indicata come Villa Primosole
È il tema dei disegni probabilmente forniti da Migliorati per porte intagliate dello studio, coerente con l’identità tessile del committente
Perché è un lavoro realizzato tra 1939 e 1940 sulla collina torinese, e sposta l’immaginario dall’epica mitologica a un racconto più vicino al mondo alpino
Un linguaggio neoquattrocentesco e controllato, evidente nello Sposalizio della Vergine ispirato al Perugino, ma capace di includere anche riferimenti “di committenza” come la famiglia Bona

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



