François de Bonne de Lesdiguières tra guerre di religione, Delfinato e trattato di Bruzolo

Da Alessandro Maldera
Aprile 22, 2026

François de Bonne de Lesdiguières fu uno dei personaggi militari più importanti della Francia tra Cinquecento e Seicento. Protestante per gran parte della sua vita, poi convertito al cattolicesimo, riuscì a salire fino ai vertici dello Stato francese, diventando maresciallo di Francia e infine ultimo connestabile di Francia. Inoltre il suo nome tocca da vicino anche l’area alpina e la Val di Susa, perché nel 1610 fu tra i protagonisti del trattato di Bruzolo, firmato proprio nell’omonimo castello.
Le tappe della vita del Maresciallo di Francia
Chi era François de Bonne de Lesdiguières
François de Bonne de Lesdiguières nacque a Saint-Bonnet-en-Champsaur il 1° aprile 1543 e morì a Valence il 28 settembre 1626. Fu un militare francese, poi divenuto maresciallo di Francia e ultimo connestabile di Francia.
Era figlio di Jean II de Bonne, signore di Lesdiguières e dei Diguières, morto nel 1548, e di Françoise de Castellane. Nel corso della sua vita fu signore del Glaizil, poi signore e duca di Lesdiguières. La sua traiettoria politica e militare si sviluppò dentro il quadro turbolento delle guerre di religione francesi, e proprio per questo la sua figura risulta centrale nella storia del Delfinato.
Gli inizi militari e l’ambiente protestante
Lesdiguières incontrò per la prima volta Enrico IV, che era di nove anni più giovane di lui, al collegio di Navarra a Parigi. Fin da giovane mostrò una forte inclinazione per la carriera militare. Per questo entrò al servizio del barone Bertrand III Raimbault de Siriane, luogotenente generale del Delfinato.
Quando nel Delfinato scoppiò la rivolta protestante, Lesdiguières, che aveva allora diciannove anni, raggiunse il cugino Antoine Rambaud de Furmeyer, schierato dalla parte degli ugonotti. Dieci anni dopo la morte di quest’ultimo, avvenuta nel 1566, venne scelto come capo dei protestanti del Champsaur. Fu in questa fase che iniziò a emergere agli occhi del re Enrico III.
A partire dal 1576 soggiornò regolarmente a Serres, piazza di sicurezza concessa ai protestanti. La sua presenza in città è attestata in particolare nel 1582 e nel 1588. Inoltre, quando nel 1584 Enrico III designò come successore il re di Navarra, l’autorità di Lesdiguières sugli ugonotti del Delfinato venne ufficialmente riconosciuta.
La presa di Grenoble e la trasformazione della città
Un passaggio decisivo della sua carriera avvenne il 24 dicembre 1590, quando, dopo numerosi scontri sanguinosi, riuscì a impadronirsi di Grenoble, allora controllata dai cattolici.
Da quel momento Lesdiguières promosse una lunga serie di interventi urbani e difensivi. Fece infatti fortificare la collina della Bastiglia sulla riva destra dell’Isère, costruire una cittadella presso la tour de l’Isle, rafforzare le fortificazioni della riva sinistra e realizzare un molo lungo l’Isère. Inoltre intervenne anche sull’assetto urbano con nuove strade, fognature pubbliche e intonaci alle facciate.
Tra le opere più rilevanti va ricordata la costruzione della tesoreria, poi diventata la sua residenza personale, nota come Hôtel de Lesdiguières. In più promosse la ricostruzione della diga Marceline lungo il Drac verso Claix e la realizzazione del celebre Pont Lesdiguières, o Pont de Claix, considerato in seguito una delle sette meraviglie del Delfinato.
Le guerre contro il duca di Savoia e il fronte alpino
Lesdiguières fu una figura chiave anche nello scontro tra Francia e Savoia nello spazio alpino. Con il sostegno del governatore cattolico del Delfinato, Alfonso d’Ornano, difese la provincia contro le ambizioni del duca di Savoia Carlo Emanuele I, che la Lega cattolica aveva proclamato conte di Provenza.
Il 17 settembre 1591 lo sconfisse a Pontcharra. Circa due anni dopo, il 7 giugno 1593, batté a Salbertrand un contingente composto da truppe savoiarde, spagnole e napoletane, che il 23 maggio precedente si erano impossessate del forte di Exilles. Quel forte era stato conquistato dallo stesso Lesdiguières nel settembre 1590.
Nella battaglia di Salbertrand morì anche il comandante nemico, lo spagnolo Rodrigue Alvarez de Toledo. Tuttavia il castello di Exilles tornò in mano francese soltanto nel gennaio 1595, dopo la resa del comandante savoiardo Gazzino.
Questo passaggio interessa molto anche in chiave territoriale, perché inserisce Lesdiguières dentro la storia militare della Val di Susa, non come figura lontana da manuale, ma come protagonista concreto di scontri che toccarono direttamente l’area alpina occidentale.
Altre imprese militari tra fine Cinquecento e primo Seicento
Nel 1597 Lesdiguières spinse Enrico IV a riprendere Amiens, caduta in mano spagnola. Inoltre diresse l’assedio del castello di Huile, fortezza che controllava la via verso il Col du Cucheron, riuscendo a conquistarla.
Il 15 marzo 1598 s’impadronì anche del fort Barraux, che Carlo Emanuele I di Savoia stava facendo costruire da circa un anno per difendere l’ingresso in Savoia dal Gévaudan.
Tra il 1600 e il 1619 fece poi costruire il celebre castello di Vizille, una delle opere più note legate al suo nome. Dunque non fu soltanto uomo di guerra, ma anche personaggio capace di lasciare un segno materiale nel territorio attraverso architetture, fortificazioni e residenze.
L’ascesa politica: governatore, consigliere, maresciallo e duca
Lesdiguières fu sempre fedele al suo sovrano e percorse per intero la scala del potere. Nel marzo 1591 venne nominato governatore di Grenoble. Nel settembre 1595 divenne consigliere di Stato. Entro la fine dello stesso anno assunse anche il comando in Provenza. Poi, nell’ottobre 1597, fu nominato luogotenente generale del Delfinato.
Il salto definitivo arrivò il 27 settembre 1609, quando ottenne il titolo di maresciallo di Francia. Nel 1611 venne nominato duca di Lesdiguières e Pari di Francia. Tuttavia poté fregiarsi pienamente di quest’ultimo titolo soltanto sotto Luigi XIII, quando, dopo il suo accoglimento nel Parlamento del Delfinato il 6 febbraio 1620, divenne ufficialmente il primo duca di Lesdiguières.
Le lettere che istituivano il ducato-paria prevedevano anche una particolarità importante: il feudo era configurato come paria femminile, quindi trasmissibile una volta anche per linea femminile. La scelta dipendeva dal fatto che Lesdiguières aveva soltanto due figlie superstiti, nate da due matrimoni diversi.
Il trattato di Bruzolo e il legame con la Val di Susa
. Il 25 aprile 1610, in qualità di rappresentante di Enrico IV di Francia, François de Bonne de Lesdiguières stipulò il trattato di Bruzolo con Carlo Emanuele I di Savoia, presso il castello di Bruzolo, in Val di Susa.
L’accordo prevedeva una alleanza militare e matrimoniale tra il Regno di Francia e il Ducato di Savoia, con una chiara funzione anti-spagnola. In sostanza il trattato mirava a riequilibrare i rapporti di forza in Italia e a costruire un asse tra Francia e Savoia contro l’influenza della Spagna.
Questo episodio rende Lesdiguières una figura che non riguarda solo la storia francese o del Delfinato, ma anche la storia diplomatica e strategica della Val di Susa.
Il soldato delle Alpi: soprannomi, reputazione e rapporto con Carlo Emanuele I
Lesdiguières godeva di grande prestigio tra i suoi uomini. I soldati lo chiamavano “il corsaro delle Alpi”, a conferma della reputazione conquistata sul campo. Fu a lungo una vera spina nel fianco di Carlo Emanuele I di Savoia, il duca che cercava di sfruttare le crisi francesi per allargare i confini sabaudi e inglobare il Marchesato di Saluzzo.
Lo stesso duca di Savoia, pur essendone rivale, ne riconobbe il valore e lo definì “le renard du Dauphiné”, cioè la volpe del Delfinato. È un dettaglio significativo, perché restituisce bene la fama di comandante astuto, rapido e difficile da battere.
I rapporti tra i due, però, non rimasero sempre di pura ostilità. Infatti si ritrovarono alleati proprio con il trattato di Bruzolo del 1610. Inoltre fu ancora Lesdiguières a intervenire con 7.500 uomini nel 1617 per aiutare Carlo Emanuele I a riconquistare la città di Alba, caduta in mano spagnola. La città venne ripresa per i Savoia il 6 marzo.
La conversione al cattolicesimo e gli ultimi grandi titoli
Pur essendo stato per decenni un campione protestante nella lotta contro i cattolici, Lesdiguières scelse di cambiare schieramento religioso negli ultimi anni della sua vita. Nel 1622 abiurò solennemente il protestantesimo e si convertì al cattolicesimo.
L’abiura venne formulata nella chiesa collegiata di Sant’Andrea di Grenoble il 22 luglio 1622. Poco dopo ottenne i massimi riconoscimenti della monarchia francese: divenne connestabile di Francia e cavaliere del Santo Spirito.
La sua conversione si inseriva anche in una logica politica più ampia. Lesdiguières cercava infatti una forma di conciliazione religiosa che rafforzasse la monarchia. Inoltre continuò a impegnarsi militarmente, confermandosi un vero maestro della guerra di montagna.
I matrimoni e la discendenza
François de Bonne si sposò due volte. Il primo matrimonio risale al 1566, con Claudine de Bérenger du Gua, morta nel 1608. Da questa unione nacquero cinque figli, ma una sola sopravvisse: Maddalena, morta nel 1623, che nel 1595 sposò Carlo II di Créquy. Da quel matrimonio nacquero due figlie e due figli.
Il secondo matrimonio fu celebrato nel luglio 1617 con Marie Vignon, marchesa di Treffort. Da questa unione nacquero:
- Françoise, che andò sposa nel 1612 a Charles René du Puy, dal quale ebbe una figlia, e che nel 1623, dopo la morte del marito e della sorellastra, sposò il cognato Carlo II di Créquy
- Caterina, morta nel 1621, che nel 1619 sposò il nipote François de Bonne de Créquy, figlio di Maddalena e Carlo II di Créquy, senza avere figli
Qui la genealogia si fa un po’ ingarbugliata, diciamolo. Però è importante perché spiega come il titolo e il patrimonio passarono poi ai Créquy-Blanchefort.
I successori del ducato di Lesdiguières
Dopo la morte di François de Bonne, il titolo passò al genero Carlo II di Créquy-Blanchefort, poi secondo duca di Lesdiguières e pari di Francia nel 1626. Era anche maresciallo di Francia e colonnello delle Guardie Francesi.
Successivamente il titolo passò a François de Bonne de Créqui (1596-1677), figlio di Maddalena de Bonne e di Carlo di Créquy-Blanchefort, che divenne terzo duca di Lesdiguières, governatore del Delfinato e pari di Francia.
Dopo di lui vennero:
- François Emmanuel de Bonne de Créqui (1645-1681), quarto duca di Lesdiguières
- Jean François Paul de Bonne de Créqui (1678-1703), quinto duca, morto in guerra senza discendenti
- Alfonso di Créquy (1628-1711), sesto e ultimo duca di Lesdiguières, subentrato nel 1703
Cosa sapere su François de Bonne de Lesdiguières
François de Bonne de Lesdiguières fu un militare francese, nato nel 1543 e morto nel 1626, che divenne maresciallo di Francia e poi ultimo connestabile di Francia.
È legato alla Val di Susa perché il 25 aprile 1610 partecipò al trattato di Bruzolo, firmato nel castello omonimo, e perché fu coinvolto anche nelle vicende militari di Salbertrand ed Exilles.
Per gran parte della sua vita fu un importante esponente protestante. Tuttavia nel 1622 abiurò il protestantesimo e si convertì ufficialmente al cattolicesimo.
Nel corso della carriera fu governatore di Grenoble, consigliere di Stato, luogotenente generale del Delfinato, maresciallo di Francia, duca di Lesdiguières e infine connestabile di Francia.
Perché fu protagonista nelle guerre di religione francesi, difese il Delfinato, sconfisse più volte le forze sabaude e si guadagnò fama di comandante abile, tanto da essere soprannominato “il corsaro delle Alpi” e “la volpe del Delfinato”.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



