Colle del Pis tra Val Troncea e Val Germanasca: itinerari, storia e consigli utili

Da Alessandro Maldera
Aprile 21, 2026

Il Colle del Pis è un valico alpino delle Alpi Cozie che collega due vallate molto diverse ma strettamente legate alla storia del territorio: la Val Troncea e la Val Germanasca. È una meta che unisce escursionismo, paesaggi d’alta quota e memoria storica. Inoltre, può essere raggiunto da due versanti principali, uno da Pragelato e uno da Massello. Proprio per questo, è una delle escursioni più interessanti per chi vuole conoscere meglio questa parte delle montagne torinesi.
I riferimenti essenziali del Colle del Pis
– La quota è indicata tra 2.613 e 2.614 metri
– Collega i territori comunali di Pragelato e Massello
– È legato al Glorioso Rimpatrio dei valdesi
– I punti di partenza principali sono Pattemouche e Balziglia
Dove si trova il Colle del Pis
Il Colle del Pis, chiamato in alcune fonti anche Col del Pis, si trova in Piemonte, nella Città Metropolitana di Torino, all’interno delle Alpi Cozie. Il valico segna lo spartiacque tra la Val Troncea, che rientra nel bacino del torrente Chisone, e la Val Germanasca, che invece appartiene al bacino del torrente Germanasca.
Dal punto di vista amministrativo, il colle mette in comunicazione il territorio di Pragelato con quello di Massello. Proprio questa posizione lo rende un punto di passaggio importante non soltanto per gli escursionisti, ma anche per la lettura geografica e storica dell’area.
L’altitudine viene indicata in modo molto simile dalle diverse fonti consultate e oscilla tra 2.613 e 2.614 metri sul livello del mare. Quindi la differenza è minima, mentre resta chiaro che si tratta di una meta di alta montagna.
Le caratteristiche del valico e il contesto geografico
Il Colle del Pis è un valico alpino che separa due valloni e due ambienti montani di grande interesse. Da un lato si apre la Val Troncea, dall’altro la Val Germanasca. Inoltre, il colle rientra pienamente nel sistema orografico delle Alpi Cozie e si colloca in una zona di confine tra due bacini idrografici rilevanti per questo settore alpino.
Anche il nome del luogo racconta qualcosa del territorio. Il toponimo “Pis” viene ricondotto alla tradizione linguistica occitana locale, mentre il termine “clot”, che compare in alcune aree vicine, indica un pianoro nel patouà del posto. Sono dettagli piccoli, ma aiutano a capire quanto questa montagna conservi ancora una forte identità culturale.
Tra i punti di riferimento nelle vicinanze si incontrano il Colle dell’Albergian, importante snodo per itinerari alternativi, il Gran Miuls, la Cascata del Pis sul versante della Val Germanasca e il Colle dell’Arcano, che compare in alcuni percorsi legati alla Val Troncea.
Il versante di Pattemouche: l’itinerario dalla Val Troncea
Uno degli accessi più noti al Colle del Pis parte da Pattemouche, nel territorio di Pragelato, a circa 1.500 metri di quota. Questo versante è tra i più interessanti perché attraversa la Val Troncea e consente di costruire anche un percorso parzialmente ad anello.
L’itinerario completo misura circa 22,9 chilometri, con un dislivello positivo intorno ai 1.134 metri, una quota massima di 2.614 metri e una durata media di circa 8 ore. Si tratta quindi di un’escursione impegnativa soprattutto per lunghezza e sviluppo, anche se non presenta caratteristiche alpinistiche vere e proprie.
Dal parcheggio di Pattemouche si segue inizialmente il corso del torrente Chisone fino alla borgata di Laval. Successivamente si svolta a sinistra in corrispondenza del Baracot ’d la Poump e si continua lungo la sterrata verso il Clot de la Soma. Da qui si prosegue sul sentiero SV/303 fino al colle.
Il rientro può avvenire per la stessa via, ma esistono anche varianti segnalate. Una delle più note passa dallo storico sentiero Biòl Mendìa, identificato come SP303B. Dopo circa mezz’ora si incontra un bivio: imboccando a sinistra il sentiero SP303C si raggiunge l’alpeggio Gemignan e poi si scende verso i campi da golf fino al punto di partenza.
Lungo questo itinerario si incontrano anche luoghi molto caratteristici, come la Conca del Sole, descritta come un anfiteatro naturale in cui si leggono ancora le tracce dei vecchi impianti sciistici. Inoltre, una volta raggiunto il Clot della Soma, il panorama si apre in modo più netto verso Sestriere e la Val Chisone. Restando in cresta, si raggiungono prima l’arrivo dell’ex sciovia Smeraldo e poi il Colle del Pis.
Il percorso da Balziglia: la salita dal versante di Massello
L’altro accesso classico al Colle del Pis parte da Balziglia, nel comune di Massello, a quota 1.370 metri. Questo è il versante più diretto dalla Val Germanasca ed è un itinerario ben leggibile, con difficoltà E, quindi escursionistica.
I dati tecnici indicano un dislivello di circa 1.243 metri e un tempo medio di percorrenza di circa 7 ore andata e ritorno. Anche in questo caso, dunque, serve un minimo di allenamento, soprattutto perché il guadagno di quota è consistente.
Dal villaggio di Balziglia si imbocca una stradina selciata che sale sulla destra e passa vicino a una fontana, utile già alla partenza. La mulattiera raggiunge le case del Clot del Mian a 1.491 metri e poi prosegue sfiorando le baite dell’Ortairè a 1.628 metri.
Più in alto, intorno a quota 1.920 metri, il sentiero piega verso est in direzione delle bergerie del Lauson. Dopo alcune svolte e superato un ruscello, si arriva a un bivio posto a circa 2.336 metri. Qui, sulla destra, si stacca il tracciato che sale al Colle dell’Albergian, mentre proseguendo dritti si continua verso il Colle del Pis, posto a 2.613 metri.
Questo itinerario si svolge lungo il vallone di Massello e, passo dopo passo, permette di osservare sempre meglio la Cascata del Pis, che diventa una presenza scenografica costante. Inoltre, superata la cascata, la parte alta del vallone si presenta come una grande prateria alpina, spesso punteggiata da piccoli fiori bianchi.
Natura, ambiente e panorami lungo il Colle del Pis
Il valore del Colle del Pis non è solo escursionistico. Infatti, tutto il contesto paesaggistico è di grande interesse naturalistico. Il versante nord ricade nell’area del Parco Naturale della Val Troncea, un’area protetta di 3.280 ettari istituita nel 1980.
L’ambiente è quello tipico dell’alta quota alpina: praterie, pietraie, vegetazione rupestre e tratti più aperti in cui il paesaggio si allarga in modo netto. Arrivando al colle, inoltre, si nota bene il cambiamento della vegetazione. In quota si possono osservare mirtilli, rododendri, timo serpillo, sempervivum e altri fiori resistenti alle condizioni più dure della montagna.
Sul versante di Balziglia, con un po’ di attenzione, è possibile imbattersi anche nella Salamandra lanzai, specie protetta che trova rifugio in questa zona alpina. Nelle praterie alte si possono incontrare anche fioriture molto particolari, tra cui tulipani alpini dai colori giallo-rossi.
Una volta raggiunto il colle, lo sguardo si apre sulla Val Chisone e sulle montagne che dividono i due valloni. Tra i riferimenti più evidenti compaiono il Morefreddo, il Ruetas, la Fea Nera, l’Albergian e la Cima del Vallonetto. Sono panorami ampi, severi e belli sul serio, senza bisogno di inventarsi effetti speciali.
Perchè il percorso colpisce
– Unisce natura alpina e memoria storica
– Offre scorci aperti sulla Val Chisone e sulla Val Germanasca
– Fa percepire con chiarezza il passaggio tra due mondi montani diversi
Il valore storico del Colle del Pis
Il Colle del Pis ha anche un forte significato storico, soprattutto per la comunità valdese. Il 26 agosto 1689, infatti, questo valico fu attraversato dai valdesi durante la Glorieuse Rentrée, cioè il Glorioso Rimpatrio, dopo tre anni di esilio in Svizzera.
In quell’anno circa 1.200 valdesi, rifugiati a Ginevra, intrapresero una lunga marcia di circa 250 chilometri per tornare nelle loro terre. A guidarli fu Henry Arnaud. Il percorso durò 14 giorni e si sviluppò attraverso diversi valichi della Savoia, con scontri vittoriosi contro le truppe francesi nella zona di Salbertrand.
Nella primavera dell’anno successivo, cioè nel 1690, fu inoltre respinto l’assedio di Balziglia, altro episodio fondamentale della storia valdese in queste valli. Per questo motivo il Colle del Pis non è soltanto una meta escursionistica: è anche un luogo di passaggio simbolico, che conserva il peso della memoria collettiva.
Oggi il Glorioso Rimpatrio dei Valdesi è ancora percorribile come itinerario di alta montagna e rientra nel progetto europeo Le strade degli Ugonotti e dei Valdesi, che collega il sud della Francia, la Svizzera e la Germania del Nord.
Punti di appoggio, acqua e riferimenti utili
Per chi sale dal versante di Pragelato, uno dei riferimenti più utili è il Rifugio Mulino di Laval, situato in Val Troncea, a circa 500 metri dal bivio per Seytes, nei pressi dell’ingresso del parco. È un punto di sosta comodo, utile per ristoro e informazioni.
Per quanto riguarda l’acqua, a Balziglia è presente una fontana alla partenza del percorso. Anche a Laval si possono trovare punti utili presso l’abitato. In quota, invece, non bisogna dare per scontata la presenza di fonti sicure lungo il tracciato principale. Quindi, conviene partire con una scorta adeguata.
Per l’itinerario da Balziglia viene consigliata la cartografia Fraternali n. 5 Val Germanasca-Val Chisone 1:25.000, utile per leggere bene bivi e sviluppo del percorso.
Quando andare e cosa portare
Il periodo migliore per raggiungere il Colle del Pis va in genere da giugno a settembre, quando i sentieri sono più facilmente liberi dalla neve e le condizioni risultano mediamente più stabili. In particolare, luglio e agosto sono i mesi di massima accessibilità.
L’equipaggiamento minimo consigliato comprende pedule o scarponi efficienti, pantaloni lunghi, pile, giacca a vento, mantella o ombrello in caso di maltempo, cappello, occhiali da sole, crema solare, zaino, borraccia e, se lo si ritiene utile, bastoncini telescopici.
Va ricordato, inoltre, che i tempi indicati per l’escursione sono sempre medi e orientativi. Possono infatti cambiare parecchio in base alla stagione, al fondo del sentiero, al meteo e alla preparazione fisica personale.
FAQ – Colle del Pis: informazioni pratiche in forma di domande
Il valico viene indicato generalmente tra 2.613 e 2.614 metri sul livello del mare. La differenza tra le due quote è minima e non cambia la sostanza: si tratta comunque di una meta di alta montagna.
I due accessi principali partono da Pattemouche, in territorio di Pragelato, e da Balziglia, nel comune di Massello. Il primo permette anche una variante ad anello, mentre il secondo è più diretto.
No, non proprio. Anche se la difficoltà escursionistica non è alpinistica, il dislivello è importante e i tempi sono lunghi. Quindi serve un minimo di allenamento e una buona gestione della giornata.
Perché il 26 agosto 1689 fu attraversato dai valdesi durante il Glorioso Rimpatrio, uno degli episodi più significativi della loro storia tra esilio, ritorno e resistenza.
Sì, ma non ovunque. Una fontana è presente a Balziglia e alcuni punti utili si trovano a Laval. In quota, invece, non bisogna contare su fonti certe, quindi è meglio partire già ben attrezzati.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



