Borgiallo nella storia: origini medievali, Tuchini, fratelli Temperino e identità della Valle Sacra

Da Alessandro Maldera
Aprile 19, 2026

La storia di Borgiallo mette insieme Medioevo, feudi, ribellioni contadine, memoria locale e perfino un capitolo sorprendente della storia automobilistica italiana. Il paese, piccolo centro della Valle Sacra, affonda infatti le sue radici nell’alto Medioevo e per molto tempo restò legato ai conti di San Martino. Tuttavia Borgiallo non è solo un borgo feudale: il suo nome torna anche nella vicenda dei Tuchini e nella storia della Temperino, una delle prime utilitarie italiane. Proprio per questo, il suo passato è più ricco di quanto le dimensioni del comune possano far immaginare.
Scheda rapida sulla storia di Borgiallo
Le origini di Borgiallo e i primi segni del borgo
Le origini di Borgiallo vengono collocate in un contesto altomedievale, anche se non esistono documenti certi anteriori al XII secolo capaci di fissare con precisione la nascita del paese. Questo, però, non significa che il borgo sia recente. Al contrario, alcuni elementi architettonici romanici presenti nella torre campanaria della parrocchiale fanno pensare a un insediamento stabile già nell’XI secolo.
Perciò Borgiallo va letto come un centro formatosi presto nella geografia storica della Valle Sacra, anche se la documentazione scritta arriva più tardi. Ed è proprio questa combinazione tra indizi materiali e scarsità di fonti più antiche a rendere interessante la sua fase iniziale.
Il periodo feudale e il ruolo dei conti di San Martino
Per una lunga parte della sua storia, Borgiallo fu feudo dei conti di San Martino, una delle famiglie feudali più rilevanti del Canavese. Il loro nome si lega a una tradizione nobiliare importante, fatta risalire agli Anscarici e alla figura di Arduino d’Ivrea, re d’Italia tra il 1002 e il 1014.
Questo legame feudale non fu marginale. Al contrario, definì per secoli l’inquadramento politico del borgo e lo collocò dentro il sistema di poteri locali che segnava il Canavese medievale. Inoltre, la memoria storica del paese resta fortemente intrecciata a quella dei San Martino, che esercitarono la loro influenza non solo sul territorio, ma anche sulla vita religiosa locale.
Borgiallo e la rivolta dei Tuchini
Uno degli episodi storici più significativi collegati a Borgiallo è la rivolta dei Tuchini, una sollevazione delle comunità canavesane contro i soprusi dei consortili feudali di San Martino e Valperga. La ribellione scoppiò tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento e si sviluppò dentro un contesto segnato da tensioni politiche, imposizioni economiche e guerre locali.
La rivolta ebbe inizio nell’agosto 1386 a Brosso e si estese rapidamente a tutto il Canavese. Le cause furono insieme sociali, economiche e politiche: le comunità locali si opponevano ai pesi del sistema feudale e alle continue lotte tra signorie. In questo scenario, anche Borgiallo, proprio perché feudo dei San Martino, partecipò al movimento di resistenza che attraversò la Valle Sacra.
I dettagli operativi della rivolta non sono sempre ricostruibili con assoluta precisione. Tuttavia il coinvolgimento delle comunità della zona viene confermato dagli studi storici. E questo basta a collocare Borgiallo dentro uno dei momenti più duri e simbolici della storia canavesana.
I fratelli Temperino e il capitolo più sorprendente del Novecento
Se il Medioevo racconta le radici del borgo, il Novecento mostra invece il volto più inatteso di Borgiallo. Il paese è infatti celebre per aver dato i natali ai fratelli Temperino, ricordati come pionieri dell’automobile italiana.
All’inizio del secolo scorso la loro famiglia rese Borgiallo protagonista di una pagina importante della storia industriale nazionale, producendo la Temperino, considerata la prima utilitaria italiana. Si tratta di un passaggio davvero notevole, perché collega un piccolo comune della Valle Sacra a una vicenda che supera di molto i confini locali.
In altre parole, Borgiallo non entra nella storia solo come borgo medievale o montano, ma anche come luogo che partecipa, in modo del tutto originale, alla nascita dell’industria automobilistica italiana.
Le vicende amministrative del Novecento
Anche il profilo amministrativo del comune ha conosciuto cambiamenti importanti. Durante il fascismo, Borgiallo fu infatti accorpato a Cuorgnè. È un passaggio che riguarda molte piccole realtà italiane del tempo, quando l’accentramento amministrativo cercava di ridurre il numero dei comuni autonomi.
Tuttavia, dopo la fine della guerra, Borgiallo riacquistò la propria autonomia comunale. Questo ritorno non fu solo formale. Al contrario, confermò la capacità del paese di mantenere una propria identità distinta nonostante le fusioni imposte dall’alto.
Frazioni storiche, chiesa di San Giacomo e cultura locale
Borgiallo conserva ancora oggi alcuni elementi che aiutano a leggere il proprio passato in modo concreto. Tra questi ci sono le antiche frazioni, come Purcel e Bastiglia, che testimoniano la struttura storica del territorio e il modo in cui il borgo si è organizzato nel tempo.
Inoltre, il paese conserva la chiesa seicentesca di San Giacomo, uno degli elementi più riconoscibili del patrimonio culturale locale. Non si tratta soltanto di un edificio religioso, ma di una traccia materiale che collega il presente alla lunga durata della comunità.
Per questo la storia di Borgiallo non passa solo dai grandi fatti o dai nomi più noti. Passa anche da questi segni più discreti, ma decisivi, che tengono insieme il tessuto del paese.
Stemmi, gonfalone e identità civica
Anche i simboli comunali raccontano qualcosa di importante. Lo stemma di Borgiallo è in uso al comune, pur senza un formale decreto di concessione. Viene descritto come uno stemma inquartato di rosso e d’azzurro, con gli ornamenti esteriori propri di un comune.
Il gonfalone, invece, è un drappo bianco. Sono dettagli apparentemente secondari, ma in realtà utili, perché mostrano come anche un piccolo borgo abbia costruito nel tempo una propria identità civica riconoscibile.
Borgiallo oggi tra memoria delle origini e turismo di valle
Oggi Borgiallo è conosciuto anche come luogo interessante per la riscoperta delle radici familiari, soprattutto nei percorsi legati alla cittadinanza iure sanguinis. Inoltre il paese viene letto come meta di interesse per il turismo legato ai paesaggi della Valle Sacra.
Questa dimensione contemporanea, però, ha senso solo se la si collega al passato. Il fascino del borgo non nasce infatti da una sola attrazione, ma dalla stratificazione della sua storia: feudalesimo, rivolta, industria, patrimonio locale e memoria civile convivono ancora nella percezione del paese
FAQ – Borgiallo: risposte rapide tra storia e identità
Le origini di Borgiallo vengono ricondotte all’alto Medioevo, anche se non esistono documenti certi anteriori al XII secolo. Tuttavia alcuni elementi romanici della parrocchiale fanno pensare a un insediamento stabile già nell’XI secolo.
Borgiallo fu a lungo feudo dei conti di San Martino, una delle famiglie feudali più importanti del Canavese.
Sì, il paese viene collegato alla rivolta dei Tuchini, la sollevazione contadina che investì il Canavese tra il 1386 e il 1391 contro gli abusi feudali.
Perché qui nacquero i fratelli Temperino, pionieri dell’automobile italiana e legati alla produzione della Temperino, ricordata come la prima utilitaria italiana.
Il paese conserva frazioni storiche come Purcel e Bastiglia, la chiesa seicentesca di San Giacomo, i simboli civici e una forte memoria del proprio passato medievale e novecentesco.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



