Carlo I di Savoia: chi era il duca guerriero che segnò il Piemonte tra Carignano, Torino e Saluzzo

Da Alessandro Maldera
Aprile 17, 2026

Carlo I di Savoia fu uno dei personaggi più intensi e brevi della storia sabauda. Nato a Carignano nel 1468, salì al potere giovanissimo e governò in una fase piena di tensioni, tra tutela francese, equilibri italiani fragili e lotte per il controllo del Piemonte. Inoltre il suo nome resta legato a una stagione di guerra vera, non solo di cerimonie di corte. Per questo raccontarlo significa entrare nel cuore del Piemonte di fine Quattrocento.
Profilo essenziale di Carlo I di Savoia
– 26 giugno 1476: viene rapito con la madre Iolanda di Francia e il fratello Giacomo Ludovico durante la crisi borgognona
– 22 aprile 1482: alla morte del fratello Filiberto I, diventa duca di Savoia
– 12 ottobre 1482: gli stati del Piemonte, riuniti a Torino, gli concedono un contributo per il rientro nei domini sabaudi
– 11 aprile 1483: fa il suo ingresso a Chambéry
– giugno 1483: raggiunge il Piemonte e inizia a governare più direttamente i territori sabaudi
– 31 marzo 1485: viene definito il contratto nuziale con Bianca di Monferrato
– 11 maggio 1485: si celebrano le nozze con Bianca di Monferrato a Moncrivello
– 1486-1487: conduce la guerra contro il Marchesato di Saluzzo, guadagnandosi il soprannome di Guerriero
– 23 marzo 1487: dopo l’assedio, Saluzzo capitola
– 2 aprile 1487: Carlo entra a Saluzzo
– 23 giugno 1489: nasce a Torino il figlio Carlo Giovanni Amedeo
– notte tra il 13 e il 14 marzo 1490: Carlo I muore a Pinerolo
Chi era Carlo I di Savoia
Carlo I di Savoia nacque a Carignano il 29 marzo 1468. Era il quintogenito, o forse il sestogenito secondo alcune tradizioni, dei nove figli del duca Amedeo IX e di Iolanda di Francia, sorella del re Luigi XI. Quindi, fin dall’inizio, la sua vita fu incastrata tra due mondi: quello sabaudo e quello francese.
La sua infanzia fu tutt’altro che tranquilla. Quando il padre era ancora vivo, Carlo dovette lasciare in fretta il castello di Chambéry con la famiglia per evitare di finire nelle mani degli inviati del duca di Borgogna. Poi, dopo la morte di Amedeo IX nel 1472, la situazione peggiorò ancora. Durante la reggenza della madre, nel 1476, Carlo venne rapito insieme a Iolanda e al fratello minore Giacomo Ludovico da agenti borgognoni e trattenuto prigioniero nel castello di Rouvres. Fu liberato grazie all’intervento di Luigi XI, ma da quel momento visse a lungo in Francia, affidato, insieme al fratello, allo zio Francesco d’Orléans conte di Dunois.
Educazione e primi anni tra Borgogna, Francia e Piemonte
Nella sua crescita ebbero un ruolo importante alcuni uomini di fiducia. Il suo governatore fu Antoine de la Forest, figura che gli fu molto utile soprattutto nei passaggi più difficili. Inoltre si conoscono anche due suoi istitutori: Niccolò da Tarsi, canonico di Vercelli, e Gabriele Ferrari da Chieri. Già questo dato mostra bene quanto il Piemonte fosse presente nella sua formazione, anche mentre viveva lontano.
Da bambino era stato promesso in sposo a Luisa, figlia di Giano conte del Genevese. Tuttavia, più avanti, Luigi XI avrebbe pensato perfino a un matrimonio con Bianca Sforza, vedova del fratello Filiberto I. Alla fine nessuno di questi progetti andò in porto in quella forma. Il primo fidanzamento sfumò, e Luisa venne destinata al fratello minore di Carlo, Giacomo Ludovico.
L’ascesa al ducato e la pesante tutela francese
Quando Filiberto I morì il 22 aprile 1482, Carlo si trovava a Châteaurenault. Era il legittimo erede del ducato, ma la successione non gli diede libertà immediata. Luigi XI lo fece convocare a Lione, lo riconobbe come nuovo duca di Savoia e, allo stesso tempo, si proclamò suo tutore, nonostante Carlo avesse già compiuto i quattordici anni ed fosse quindi giuridicamente maggiorenne.
Il re di Francia gli costruì attorno un consiglio ducale scelto da lui e mantenne in carica gli zii di Carlo, Filippo di Bresse come governatore della Savoia e Giovanni Ludovico, vescovo di Ginevra, come governatore del Piemonte. Inoltre il giovane duca non poté rientrare subito nei suoi Stati. Per quasi un anno governò da fuori, e solo quando gli stati del Piemonte, riuniti a Torino il 12 ottobre 1482, gli concessero un contributo di 50.000 fiorini, poté organizzare il ritorno. Entrò a Chambéry l’11 aprile 1483 e raggiunse il Piemonte nel giugno dello stesso anno.
I primi contrasti interni e il controllo del Piemonte
Nei primi anni di governo Carlo dovette imparare in fretta a regnare. Il problema non era solo la sua età, ma anche la divisione politica interna ai domini sabaudi. Da una parte c’era un partito più vicino alla Francia e alla Savoia d’Oltralpe; dall’altra il blocco piemontese, più attento agli interessi del territorio subalpino. Per un periodo prevalse il primo gruppo, tanto che il 4 novembre 1483, mentre si trovava a Carignano, Carlo arrivò persino a sospendere il Consiglio subalpino. Tuttavia, di fronte alle reazioni degli inviati torinesi, fu costretto a ritirare l’ordine quasi subito.
Inoltre il nuovo duca dovette affrontare due problemi delicati: la successione del vescovo di Ginevra e il ruolo del potente zio Filippo di Bresse. Quest’ultimo cercò di approfittare dell’assenza del giovane sovrano per rafforzare la propria posizione. Tuttavia il consiglio ducale e poi Carlo stesso limitarono progressivamente il suo peso. La vicenda ginevrina fu lunga e intricata, tra candidature del capitolo, riserve pontificie e resistenze sabaude, ma alla fine servì a un obiettivo preciso: mantenere Ginevra dentro l’orbita dei Savoia.
La difesa di Bona di Savoia e i rapporti con Milano
Dopo la morte di Luigi XI, il quadro cambiò. Carlo ebbe maggiore margine d’azione e uno dei suoi primi gesti politici forti fu il tentativo di difendere Bona di Savoia, vedova di Galeazzo Maria Sforza, che era stata di fatto emarginata dal potere a Milano da Ludovico il Moro. Carlo inviò ambasciatori per protestare, cercò di ottenere per Bona un rientro dignitoso o almeno il permesso di rifugiarsi nei domini sabaudi e informò anche Venezia della situazione.
Nel 1485 fallì persino un piano per liberarla. Tuttavia questa vicenda mostra una cosa importante: Carlo non era un giovane duca chiuso nel proprio cortile. Al contrario, cercava già di inserirsi nei giochi di forza dell’Italia settentrionale, soprattutto quando questi toccavano direttamente i rapporti dinastici sabaudi.
Il Monferrato, Bianca Paleologo e la svolta italiana
Un altro passaggio decisivo fu il problema della successione del Monferrato. La famiglia dei Paleologo era ormai in una fase delicata, e i pretendenti erano diversi: il marchese di Saluzzo, alcuni rami interni e naturalmente anche i vicini più forti, cioè Milano e Savoia. Iniziň così una trattativa che portò, l’8 marzo 1485, a un accordo tra plenipotenziari sabaudi e milanesi per una futura spartizione.
In quello stesso quadro maturò il matrimonio con Bianca di Monferrato, figlia del marchese Guglielmo VIII Paleologo. Le nozze vennero celebrate nel 1485 e segnarono un momento importante della politica sabauda in area piemontese. Inoltre consolidarono la svolta italiana di Carlo, sempre meno disposto a restare semplice pedina della Francia.
La guerra con Saluzzo e il soprannome di Guerriero
La pagina per cui Carlo è ricordato più spesso è la guerra contro il Marchesato di Saluzzo. I rapporti erano tesi da tempo, ma la situazione esplose davvero tra il 1486 e il 1487. Iniziň tutto anche sullo sfondo della crisi di Claudio di Racconigi e della vicenda del castello di Sommariva, che mostrò bene quanto il giovane duca volesse riportare il controllo feudale sotto la propria autorità.
Quando Ludovico II di Saluzzo reagì e si mosse militarmente, Carlo rispose con energia. Riconquistò rapidamente Sommariva, Fortepasso, Cavour e altre piazzeforti, poi nel 1487 passò all’offensiva vera e propria. Assediò Saluzzo, costrinse il marchese alla resa e per un periodo arrivò a occupare il marchesato, annettendolo di fatto ai domini sabaudi. Fu questa la stagione che gli valse il soprannome di “Guerriero”.
Tuttavia il successo non fu definitivo. La Francia intervenne, impose mediazioni, tregue e accordi come quello di Chinon, e alla fine Carlo dovette rinunciare a consolidare davvero la conquista. Quindi la guerra gli diede prestigio militare, ma non una soluzione stabile.
Un duca energico stretto tra Francia, Milano e stati piemontesi
La politica di Carlo non fu semplice, perché doveva muoversi in un triangolo molto scomodo. Da un lato c’era la pressione francese; dall’altro il rapporto con Milano, utile ma ambiguo; in mezzo i bisogni finanziari degli stati piemontesi, che non erano affatto disposti ad approvare ogni nuova spesa militare senza discutere.
Questo si vide benissimo nel 1487, quando Carlo pensò di mantenere un esercito stabile, ma gli stati riuniti a Torino rifiutarono di finanziare il progetto. Inoltre, dopo l’accordo di Chinon, il duca si allontanò progressivamente dai consiglieri che lo avevano spinto alla conciliazione e si avvicinò ancora di più a Ludovico il Moro. Era il segno di una politica più italiana, ma anche di un equilibrio fragile.
Le rivendicazioni su Cipro, Gerusalemme e Cilicia
Un capitolo meno noto, ma molto indicativo della sua ambizione dinastica, riguarda i titoli rivendicati nel Mediterraneo orientale. Il 26 febbraio 1485 Carlo acquistò da sua zia Carlotta di Cipro i diritti sul Regno di Cipro, sul Regno di Gerusalemme e sulla Cilicia armena, impegnandosi a versarle una pensione annua di 4300 fiorini. L’accordo fu ratificato da papa Innocenzo VIII.
Tuttavia, alla morte di Caterina Corner nel 1489, Cipro passò a Venezia, e Carlo restò soltanto un pretendente. In pratica, quei titoli aumentarono il prestigio simbolico della casa sabauda, ma non le diedero un potere reale su quei territori.
Gli ultimi mesi, la malattia e la morte a Pinerolo
Negli ultimi mesi di vita Carlo si occupò ancora di questioni complesse, come la disputa sul Basso Vallese e i rapporti con la Francia. Tuttavia la sua salute peggiorò. Si era stabilito a Pinerolo, e lì morì nella notte tra il 13 e il 14 marzo 1490.
La morte fu improvvisa e subito avvolta dai sospetti. Secondo una tradizione, il duca si sentì male dopo un banchetto insieme ad altri convitati. Di conseguenza circolarono voci di veleno e alcuni accusarono Ludovico II di Saluzzo. Però non emerse mai una prova certa. Restò il fatto che Carlo morì giovanissimo, a ventun anni appena compiuti.
La sepoltura e un punto su cui le fonti non coincidono
Sulla sepoltura di Carlo I le fonti riportano tradizioni diverse. Una linea storiografica lo vuole sepolto in San Francesco a Pinerolo, nella tomba dei principi d’Acaia, con successiva traslazione in San Maurizio dopo la distruzione della chiesa. Un’altra tradizione lo dice invece inizialmente deposto presso gli Agostiniani di Carignano e poi traslato in una cappella del Duomo di Vercelli.
La versione più prudente, quindi, è questa: la morte a Pinerolo è certa; sulla sepoltura le fonti non coincidono del tutto. Meglio dirlo chiaro che fare il furbo.
I figli e la successione
Dal matrimonio con Bianca di Monferrato nacquero due figli: Iolanda Ludovica, nata l’11 luglio 1487, e Carlo Giovanni Amedeo, nato a Torino il 23 giugno 1489 secondo una delle fonti principali, anche se altre sintesi riportano il 1488.
Alla morte di Carlo I, il figlio fu riconosciuto duca sotto la reggenza della madre. Tuttavia era un bambino fragile e morì già nel 1496. Così il ramo diretto di Carlo I si spense presto, e la sua esperienza di governo restò una parentesi breve ma pesante.
Carlo I di Savoia: perchè conta ancora oggi per il Piemonte
Carlo I conta ancora per il Piemonte perché rappresenta uno dei primi tentativi forti di rimettere ordine in uno spazio sabaudo ancora diviso, nervoso e attraversato da poteri feudali molto vivi. Inoltre è il duca che riporta il conflitto armato dentro la politica piemontese in modo diretto, non solo diplomatico.
Allo stesso tempo, la sua figura interessa perché lega insieme Carignano, Torino, Pinerolo, Saluzzo e il Monferrato in una sola storia. È una storia corta, tesa e incompleta, ma proprio per questo molto rivelatrice. Carlo I non ebbe il tempo di costruire un lungo regno. Però ebbe quello necessario per lasciare un’impronta netta.
Delucidazioni sul duca Carlo I
Carlo I di Savoia fu duca di Savoia, principe di Piemonte e conte di Aosta, Moriana e Nizza. Nacque a Carignano nel 1468 e morì a Pinerolo nel 1490.
Perché guidò direttamente la guerra contro il Marchesato di Saluzzo e cercò di riaffermare con la forza l’autorità sabauda in Piemonte.
Torino fu uno dei centri chiave del suo governo: qui si riunirono gli stati del Piemonte che finanziarono il suo rientro, e qui si giocò una parte decisiva del rapporto tra il duca e il blocco politico piemontese.
Carlo I di Savoia sposò Bianca di Monferrato?
Sì. Nel 1485 acquistò da Carlotta di Cipro i diritti su Cipro, Gerusalemme e Cilicia armena, ma restò soltanto un pretendente.
Dove fu sepolto Carlo I di Savoia?

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



