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Cappella di San Rocco di Cafasse, piccolo gioiello religioso nel cuore di Monasterolo

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Marzo 29, 2026

La Cappella di San Rocco di Cafasse si trova nell’omonima piazza, al centro della frazione di Monasterolo, in posizione leggermente rialzata rispetto al livello della piazza. Già dall’esterno si distingue per la facciata a capanna, decorata con colori caldi e motivi pittorici che le danno un aspetto riconoscibile. Inoltre, pur essendo un edificio raccolto, custodisce elementi interessanti sia sul piano architettonico sia su quello devozionale

Il profilo schematico dell’edificio

Dove si trova: nella piazza di Monasterolo di Cafasse
Origine: cappella votiva eretta nel 1687
Struttura: aula unica rettangolare, divisa in tre campate
Facciata: decorata nei toni dell’arancio e del giallo
Simbolo centrale: l’Occhio di Dio nel timpano
Interni: sobri, con statua di San Rocco e doppia Via Crucis
Opera principale: pala d’altare della Pentecoste
Restauri: interventi nel 1937, 1948 e 1990-1991
Stato: edificio in buone condizioni

Posizione della Cappella di San Rocco di Cafasse

La cappella sorge nella piazza che porta lo stesso nome, al centro della frazione di Monasterolo di Cafasse. L’edificio è isolato rispetto alle costruzioni circostanti e si trova in posizione rialzata, quindi si raggiunge tramite una piccola scalinata posta sul fronte. La facciata principale è rivolta a sud e questo contribuisce a renderla ben leggibile nello spazio della piazza.

Anche se si tratta di una chiesa di dimensioni contenute, l’impatto visivo è netto. Infatti, la posizione sopraelevata e la decorazione della facciata la fanno emergere con facilità nel tessuto della frazione.

Com’è fatta la cappella: pianta, struttura e coperture

La Cappella di San Rocco di Cafasse ha una pianta rettangolare ad aula unica, articolata in tre campate. L’ambiente interno è coperto da una volta a botte, che diventa unghiata nella seconda e nella terza campata. Inoltre, le volte sono scandite da archi nei quali sono inseriti tiranti passanti, utilizzati per il consolidamento strutturale.

Sia le murature sia la volta sono realizzate in materiali lapidei e risultano intonacate, sia all’interno sia all’esterno. Il tetto, invece, è a doppia falda con struttura in legno e manto in tegole di laterizio del tipo coppi. Nel complesso, la cappella presenta un impianto semplice, ma costruito con una logica precisa e ben riconoscibile.

La facciata principale e i prospetti laterali

La facciata principale presenta un fronte a capanna e si sviluppa attorno al portone d’ingresso in legno a due battenti, collocato sull’asse centrale. Ai lati si aprono due finestre rettangolari, mentre una zoccolatura in lastre di pietra definisce la base dell’edificio.

L’elemento che colpisce di più, però, è il ricco apparato pittorico. Le lesene laterali incorniciano il prospetto, mentre una cornice superiore separa il timpano triangolare. Al centro del timpano è raffigurato l’Occhio di Dio nel fascio luminoso, dettaglio simbolico che dà forza all’insieme. Anche le aperture sono riquadrate da cornici filettate e arricchite superiormente da festoni a motivo floreale. Tutta la decorazione si muove nelle tonalità dell’arancio e del giallo, con un risultato sobrio ma insieme vivace.

I prospetti laterali sono più essenziali. Presentano finitura ad intonaco grezzo e, alla base, una zoccolatura in lastre di pietra. Inoltre, in corrispondenza del presbiterio, si aprono due piccole finestre rettangolari, una per lato.

Gli interni tra devozione, semplicità e memoria

All’interno la cappella appare molto più sobria rispetto alla facciata. Le pareti verticali e le volte sono interamente tinteggiate di bianco e un cornicione modanato corre lungo i lati, fungendo da imposta alle volte. Questo elemento, pur semplice, aiuta a dare ordine allo spazio.

Sulla parete sinistra si trova una nicchia con la statua di San Rocco, che rimane uno dei punti devozionali più chiari dell’edificio. Nella prima campata, vicino all’ingresso, sono invece presenti su entrambi i lati la vecchia Via Crucis e quella più recente, realizzata in chiave moderna dall’associazione Senso del Segno e protetta da lastre di vetro. Anche questo dettaglio è interessante, perché mette insieme memoria religiosa tradizionale e sensibilità artistica contemporanea.

La pavimentazione dell’aula è in piastrelle di pietra di Luserna. Inoltre, l’assemblea è ordinata in panche a battaglione, in coerenza con il volume dell’aula e con il suo orientamento.

Il presbiterio e la pala della Pentecoste

Il presbiterio è rialzato di un gradino rispetto all’aula e si distingue con chiarezza dal resto dello spazio. Ai lati si aprono due portali ad arco in muratura, anch’essi tinteggiati di bianco come il resto dell’interno. L’altare maggiore originario è stato rimosso, ma la parete absidale conserva l’elemento figurativo più importante della cappella.

Qui è infatti collocata la pala d’altare raffigurante la Pentecoste, realizzata dal pittore e scultore Brero. L’opera appartiene alla fase più recente della storia dell’edificio e oggi rappresenta il principale fulcro visivo del presbiterio.

La storia della cappella, raccontata in modo discorsivo

La storia della Cappella di San Rocco di Cafasse inizia nel 1687, anno in cui viene eretta come cappella votiva. A ricordarlo è una targa affissa sulla muratura interna d’ingresso, dove si legge che l’edificio fu costruito “ad onore di San Rocco liberatore delle pesti”. Questo dato non è secondario, perché lega la cappella a una devozione molto concreta, tipica dell’età moderna, quando San Rocco veniva invocato come protettore contro le epidemie.

Nel corso del Novecento l’edificio conosce diverse campagne di intervento. Invece, nel 1937 l’amministrazione comunale fa decorare la facciata, contribuendo in modo decisivo all’aspetto che ancora oggi caratterizza il prospetto principale. Nel 1948 la cappella è poi oggetto di lavori di ristrutturazione che ne consolidano la presenza nel centro della frazione.

La fase più importante arriva però tra il 1990 e il 1991, quando l’edificio viene interamente restaurato. Anche questa informazione compare sulla stessa targa che ricorda la fondazione seicentesca. I lavori vengono realizzati dall’architetto Stella Gurlino e l’inaugurazione si tiene l’8 dicembre 1991. In quello stesso contesto viene presentata anche la pala d’altare della Pentecoste, inaugurata alla presenza del parroco Don Ugo di Donato, del diacono Gianni Baracco e di Padre Giorgio Vasilescu, pastore della comunità greco-ortodossa in Piemonte.

Negli anni Duemila, infine, alla Via Crucis già esistente se ne aggiunge una nuova, realizzata dall’associazione Senso del Segno. Così la cappella continua ad aggiornarsi senza perdere la propria identità originaria.

Tutto quello che c’è da chiarire sulla cappella

Dove si trova la Cappella di San Rocco di Cafasse?

La cappella si trova nell’omonima piazza al centro della frazione di Monasterolo di Cafasse. Inoltre, l’edificio è leggermente rialzato rispetto al piano della piazza e si raggiunge tramite una piccola scalinata frontale.

Quando è stata costruita la Cappella di San Rocco?

La cappella fu eretta nel 1687 come cappella votiva dedicata a San Rocco. Questa data è ricordata anche da una targa collocata sulla muratura interna vicino all’ingresso.

Quali sono gli elementi più riconoscibili della facciata?

La facciata è riconoscibile per il fronte a capanna, per il portone centrale affiancato da due aperture rettangolari e soprattutto per il ricco apparato pittorico nei toni dell’arancio e del giallo. Nel timpano spicca anche l’Occhio di Dio nel fascio luminoso.

Cosa si conserva all’interno della cappella?

All’interno si trovano la statua di San Rocco, la vecchia e la nuova Via Crucis, la pavimentazione in pietra di Luserna e, nel presbiterio, la pala d’altare raffigurante la Pentecoste

Quando è stata restaurata la cappella?

L’edificio ha conosciuto più interventi nel tempo. La facciata fu decorata nel 1937, seguirono lavori di ristrutturazione nel 1948 e infine un restauro conservativo completo tra il 1990 e il 1991, con inaugurazione l’8 dicembre 1991.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende