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Cappella della Madonna Addolorata di San Giorio di Susa: storia, pianta centrale e cupola della cappella di Martinetti

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Da Alessandro Maldera

Marzo 28, 2026

La Cappella della Madonna Addolorata di San Giorio di Susa si trova in frazione Martinetti, nel centro abitato, ed è una di quelle cappelle che cambiano tono appena entri: fuori sembra essenziale, però dentro ti trovi davanti a una pianta centrale semicircolare coperta da cupola. Inoltre, la sua storia è fatta di continuità e spostamenti: una cappella era già attestata nel Seicento, mentre l’edificio attuale nasce nell’Ottocento in un sito diverso.

Focus sulla cappella a cupola

– Cappella nel centro abitato di Martinetti, frazione di San Giorio di Susa
– Sito religioso già attestato nel 1643; edificio attuale costruito nel 1814 in posizione diversa rispetto alla cappella antica
– Interventi di manutenzione e restauro tra 1901 e 1942
– Facciata a capanna con paraste, timpano triangolare e finestra polilobata
– Interno a pianta centrale semicircolare con cupola e cantoria lignea
– Pavimento in lastre di pietra e altare con tabernacolo in pietra

Dove si trova la cappella e perché è una tappa utile

La cappella sorge a Martinetti, frazione di San Giorio di Susa, nel cuore dell’abitato. Quindi è una visita facile da integrare in un giro “a borgate”. Inoltre, proprio perché è dentro il centro abitato, racconta una devozione di comunità, non un culto isolato.

Storia: dal 1643 all’edificio del 1814

La cappella dei Martinetti risulta già esistente nel 1643: in quell’anno fu visitata dall’abate commendatario di San Giusto di Susa, Filiberto Scaglia di Verrua. Tuttavia l’edificio che vedi oggi non è quello seicentesco.

Infatti la cappella attuale fu edificata nel 1814, e non nello stesso punto della precedente: venne costruita in un sito differente rispetto alla cappella antica. Successivamente, tra il 1901 e il 1942, l’edificio fu oggetto a più riprese di interventi di manutenzione e restauro. Quindi, nel tempo, è stata seguita e mantenuta viva, senza “sparire” nel silenzio.

Facciata: capanna, paraste e finestra polilobata

All’esterno la cappella si presenta con una facciata a capanna, racchiusa agli spigoli da due paraste e coronata da un timpano triangolare. In asse con la porta d’ingresso si apre una finestra polilobata, dettaglio che rende il prospetto più riconoscibile rispetto alle facciate totalmente “mute”.

Inoltre la facciata è arricchita da una zoccolatura in pietra, che segna chiaramente la base e protegge la parte bassa del prospetto.

Campanile e copertura in lose

Il campanile è impostato sul muro d’ambito di sinistra: ha pianta quadrata e terminazione cuspidata, quindi un profilo slanciato e pulito. Il tetto è a due falde con testa di padiglione e manto di copertura in lose, coerente con il linguaggio costruttivo della valle.

Interno: pianta centrale semicircolare e cupola

Qui arriva la differenza vera. L’interno non segue il classico schema a navata lunga, ma è impostato su una pianta centrale, di forma semicircolare, coperta da una cupola che si innalza a partire dalla cornice d’imposta. Di conseguenza lo spazio risulta raccolto, ma con una verticalità percepibile, perché la cupola “tira su” lo sguardo.

Presso la controfacciata è sistemata una cantoria lignea, elemento pratico e allo stesso tempo caratterizzante.

Struttura, finiture e stato di conservazione

La cappella è realizzata con muratura portante di tipo misto. Esternamente la facciata è intonacata e tinteggiata, mentre sugli altri lati l’intonaco resta più al naturale. All’interno, invece, le superfici sono intonacate, tinteggiate, decorate e rivestite da perlinato in finto legno sulle pareti.

Lo stato di conservazione è indicato come buono: quindi l’edificio si legge bene e non è “a pezzi”, anche se resta una cappella di borgata e va trattata con il rispetto che merita.

Pavimento e arredi liturgici

La pavimentazione è in lastre di pietra, scelta solida e coerente con un ambiente raccolto. Gli arredi principali includono un altare a pariete seiunctum e un tabernacolo in pietra, con dorature e stucchi: pochi elementi, ma con una resa decorativa chiara e voluta.

Cappella a cupola che rompe lo schema delle borgate

La Cappella della Madonna Addolorata Consolata di San Giorio di Susa si trova in frazione Martinetti, nel centro abitato, ed è legata a un sito devozionale già attestato nel 1643 durante la visita dell’abate commendatario di San Giusto di Susa Filiberto Scaglia di Verrua. L’edificio attuale, però, non coincide con la cappella antica: fu infatti costruito nel 1814 in un luogo differente, e in seguito fu oggetto di interventi di manutenzione e restauro ripetuti tra il 1901 e il 1942. All’esterno presenta una facciata a capanna con paraste, timpano triangolare, finestra polilobata e zoccolatura in pietra, oltre a un campanile quadrato cuspidato impostato sul lato sinistro e copertura in lose. La particolarità sta all’interno: la cappella ha una pianta centrale semicircolare coperta da cupola, con cantoria lignea in controfacciata, pavimento in lastre di pietra e altare con tabernacolo in pietra arricchito da dorature e stucchi, in un complesso indicato in buono stato di conservazione.

Cose da chiarire prima della visita

Dove si trova la Cappella della Madonna Addolorata Consolata di San Giorio di Susa?

Si trova in frazione Martinetti, all’interno del centro abitato.

Da quando è documentata la cappella dei Martinetti?

Il sito risulta già attestato nel 1643, durante una visita pastorale.

Quando è stata costruita la cappella attuale?

L’edificio attuale fu edificato nel 1814, in un sito differente rispetto alla cappella più antica.

Qual è l’elemento architettonico più particolare all’interno?

La pianta centrale semicircolare coperta da cupola, che rende lo spazio diverso dalle cappelle a navata unica.

Ci sono stati restauri nel Novecento?

Sì. La cappella fu oggetto di interventi di manutenzione e restauro tra il 1901 e il 1942.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende