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Chiesa di Sant’Egidio Abate di Rubiana: storia della parrocchiale, struttura a tre navate e affreschi dell’interno

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Da Alessandro Maldera

Marzo 25, 2026

Nel centro abitato di Rubiana, la Chiesa di Sant’Egidio Abate rappresenta uno dei riferimenti religiosi e storici più importanti del paese. L’edificio che si vede oggi è il risultato di più interventi avvenuti nei secoli, con una ricostruzione quasi completa nel 1726 che ha segnato in modo decisivo il suo aspetto attuale. Inoltre, la parrocchiale conserva un interno articolato, decorazioni pittoriche sulle volte e un impianto architettonico che la rende una tappa rilevante per chi vuole capire davvero il nucleo storico di Rubiana.

Cosa colpisce subito della chiesa

– Si trova nel centro abitato di Rubiana ed è la principale chiesa parrocchiale del paese
– L’edificio attuale è legato soprattutto alla riedificazione del 1726
– La facciata è semplice, a salienti, con lesene e tre portoni lignei intagliati
– L’interno ha un impianto a tre navate con abside semicircolare
– Le volte e il catino absidale conservano affreschi, tra cui il medaglione con l’Incoronazione della Vergine
– La chiesa si presenta in ottimo stato di conservazione

Dove si trova la Chiesa di Sant’Egidio Abate di Rubiana

La Chiesa di Sant’Egidio Abate di Rubiana si trova nel centro del paese e svolge da secoli il ruolo di principale edificio parrocchiale della comunità. Proprio per questa posizione centrale, la chiesa non è soltanto un luogo di culto, ma anche un punto di riferimento urbanistico e identitario per l’abitato.

Per chi sta costruendo un itinerario su cosa vedere a Rubiana, questa è una tappa da inserire senza troppi giri di parole. Infatti, più che per effetti scenografici esterni, la chiesa interessa per la sua continuità storica, per l’impianto architettonico e per la qualità dell’interno.

Le origini della parrocchiale e le principali fasi storiche

La storia della chiesa affonda le radici molto indietro nel tempo. La località di Rubiana compare già il 9 luglio 1029 nell’atto di fondazione del monastero di San Giusto di Susa e, proprio per questo, si ritiene probabile che nel territorio esistesse già allora una chiesa.

Tuttavia, la fase decisiva per la parrocchiale arriva molto più tardi. Nel 1603 la comunità di Rubiana ottenne infatti il permesso di costruire una nuova chiesa parrocchiale, segno che l’edificio precedente non rispondeva più in modo adeguato alle esigenze del paese. In seguito, nel 1726, la parrocchiale di Sant’Egidio fu quasi completamente riedificata. È questo il momento che ha inciso maggiormente sulla configurazione generale dell’edificio attuale.

Poi, nel 1868, gli interni furono interessati da una campagna decorativa che contribuì a definire il volto odierno della chiesa, soprattutto per quanto riguarda le superfici voltate e il catino absidale. In tempi più recenti, invece, nel 1999 è stata restaurata la cappella che ospita il fonte battesimale, intervento che conferma l’attenzione conservativa riservata al complesso.

Una facciata sobria, ma ben riconoscibile

All’esterno la chiesa si presenta con una facciata piuttosto semplice, organizzata a salienti e scandita da lesene. Non è una fronte ridondante o teatrale; al contrario, mantiene una misura composta che si accorda bene con il contesto del paese.

A dare carattere all’insieme sono soprattutto i tre portoni lignei, riccamente intagliati e riconducibili a un gusto neoclassico. Sono proprio questi elementi a spezzare la sobrietà della facciata e a darle una presenza più netta. Sul fianco sinistro dell’edificio, inoltre, si trova la torre campanaria, annessa alla sacrestia.

L’impianto interno: tre navate e abside semicircolare

L’interno della Chiesa di Sant’Egidio Abate di Rubiana è organizzato secondo uno schema planimetrico a tre navate. La navata principale, più ampia, si conclude con un’abside semicircolare, elemento che definisce con chiarezza il presbiterio e l’asse liturgico dell’edificio.

Le navate sono separate da pilastri circolari sormontati da archi a sesto ribassato, soluzione che contribuisce a dare continuità e ritmo allo spazio interno. Inoltre, la copertura della navata maggiore è formata da una sequenza di vele con unghie, mentre le navate laterali sono coperte da volte a crociera. L’insieme risulta equilibrato e leggibile, senza particolari forzature decorative.

Dal punto di vista conservativo, la struttura è segnalata in ottimo stato di conservazione, dettaglio non secondario per un edificio che ha attraversato più secoli di trasformazioni.

Le coperture e i materiali dell’edificio

Anche sotto il profilo costruttivo la chiesa presenta caratteristiche abbastanza chiare. Il tetto è a due falde sopra la navata principale e il presbiterio, mentre sulle navate laterali si sviluppa a una falda. Il manto di copertura è in coppi, coerente con una tradizione costruttiva diffusa nel territorio.

L’impianto strutturale è in muratura portante mista. All’esterno, la facciata è intonacata e tinteggiata, mentre sugli altri lati la muratura resta a vista. All’interno, invece, le superfici sono intonacate, tinteggiate e decorate, con un effetto complessivo più ricco rispetto all’immagine esterna.

Pavimenti, presbiterio e spazi laterali

Un altro aspetto interessante riguarda i materiali delle pavimentazioni, che cambiano in base alle zone della chiesa. Nelle navate si trova una pavimentazione in graniglia, mentre il presbiterio è rivestito con quadroni di marmo. Le cappelle laterali, invece, presentano pavimenti a listoni di legno.

Questa differenziazione non è casuale. Al contrario, accompagna la gerarchia degli spazi interni e distingue le aree principali della celebrazione da quelle laterali o devozionali.

Gli affreschi sulle volte e il medaglione dell’Incoronazione della Vergine

Uno degli elementi più notevoli della chiesa è rappresentato dall’apparato decorativo interno. Le volte sono infatti interessate da affreschi, e un rilievo particolare spetta al catino absidale, dove spicca il medaglione con l’Incoronazione della Vergine.

Questa presenza decorativa, legata soprattutto alla campagna del 1868, arricchisce un edificio che all’esterno appare misurato e lineare. Di conseguenza, entrando, la percezione cambia: la chiesa rivela una dimensione più articolata, nella quale pittura e architettura lavorano insieme.

Arredi liturgici e leggibilità dello spazio

Tra gli arredi principali si segnalano un altare marmoreo e un ambone ligneo. Sono elementi che non servono a fare scena, ma a completare con coerenza l’impianto interno della parrocchiale.

Nel complesso, la chiesa di Sant’Egidio Abate funziona proprio perché tiene insieme sobrietà esterna e maggiore ricchezza interna. Fuori non urla, dentro invece racconta meglio la sua storia.

Le date da tenere a mente

1029: Rubiana è citata nell’atto di fondazione del monastero di San Giusto di Susa e probabilmente esiste già una chiesa
1603: la comunità ottiene il permesso di costruire una nuova chiesa parrocchiale
1726: la parrocchiale di Sant’Egidio viene quasi completamente riedificata
1868: campagna decorativa degli interni
1999: restauro della cappella del fonte battesimale

Perché visitare la Chiesa di Sant’Egidio Abate a Rubiana

Dentro un itinerario dedicato a cosa vedere a Rubiana, questa chiesa ha senso non solo come tappa religiosa, ma anche come luogo che permette di leggere la lunga durata della storia locale. Qui, infatti, si incrociano tracce medievali, ricostruzioni d’età moderna, decorazioni ottocentesche e restauri contemporanei.

Inoltre, la posizione nel centro abitato la rende una visita semplice da integrare con le altre emergenze del paese. Non è il monumento più appariscente della valle, ma è una tappa concreta, solida e pienamente coerente con la storia di Rubiana.

Rubiana e la sua chiesa parrocchiale storica

La Chiesa di Sant’Egidio Abate di Rubiana è la principale parrocchiale del paese e si trova nel centro abitato. L’edificio attuale deriva da una lunga evoluzione storica, con una fase decisiva nella riedificazione del 1726, anche se la presenza di una chiesa a Rubiana è ritenuta probabile già in età medievale, dopo la prima citazione del luogo nel 1029. La chiesa presenta una facciata a salienti con tre portoni lignei intagliati, un interno a tre navate concluso da abside semicircolare, affreschi sulle volte e nel catino absidale, dove spicca il medaglione con l’Incoronazione della Vergine. Tra gli interventi più importanti si ricordano la decorazione interna del 1868 e il restauro della cappella del battistero nel 1999.

Informazioni rapide sulla Chiesa di Sant’Egidio Abate

Dove si trova la Chiesa di Sant’Egidio Abate di Rubiana?

La chiesa si trova nel centro abitato di Rubiana ed è la principale parrocchiale del paese.

Quando è stata ricostruita la Chiesa di Sant’Egidio Abate?

L’edificio ha subito più interventi nel tempo, ma la fase più importante è la quasi completa riedificazione del 1726.

Com’è fatta la chiesa all’interno?

L’interno è impostato su tre navate, con quella centrale che termina in un’abside semicircolare. Le navate sono separate da pilastri circolari con archi a sesto ribassato.

Ci sono affreschi nella Chiesa di Sant’Egidio Abate di Rubiana?

Sì. Le volte e soprattutto il catino absidale presentano decorazioni ad affresco, tra cui spicca il medaglione con l’Incoronazione della Vergine.

Quali sono gli elementi più riconoscibili della facciata?

La facciata è semplice e scandita da lesene, ma si distingue per i tre portoni lignei riccamente intagliati di gusto neoclassico.

Ci sono stati restauri recenti?

Sì. Nel 1999 è stata restaurata la cappella che ospita il fonte battesimale.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende