Mole24 Logo Mole24
Mole24 » Territorio » Cappella dell’Addolorata di Novalesa: la chiesetta di Borgetto tra facciata in lose, campanile alla cappuccina e memoria del 1734

Cappella dell’Addolorata di Novalesa: la chiesetta di Borgetto tra facciata in lose, campanile alla cappuccina e memoria del 1734

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Marzo 18, 2026

Nel cuore del piccolo nucleo di Borgetto, a Novalesa, la Cappella dell’Addolorata è una tappa breve ma precisa: la vedi subito per la facciata semplice e per il tetto in lose con forte aggetto. Tuttavia, appena ci entri, capisci che l’edificio è cambiato nel tempo, perché gli spazi interni mostrano aggiunte e livelli diversi. Inoltre, qui c’è un dettaglio che “ferma” la data: il 1734, legato alla costruzione e alla consacrazione. È un luogo raccolto, ma con una storia concreta e leggibile.

Architettura e storia in breve

  • Posizione: Borgetto, località di Novalesa (TO)
  • Facciata: profilo a capanna con lesene, porta in asse e tre finestrelle (due laterali + una superiore)
  • Copertura: due falde con manto in lose e forte aggetto; campanile alla cappuccina
  • Interno: navata unica con volta a botte con unghie e abside con calotta nervata
  • Trasformazioni: due ambienti separati da muro con aperture ovali (ex finestre) e livelli diversi; sacrestia addossata a sud
  • Arredi: nicchia vetrata con statua lignea della Madonna, data 1734 e nome del donatore Antonius Chiapuius
  • Storia: costruzione 1734; restauri 1780–1783, 1961–1966, 1987–1990, 2000–2002 (adeguamento per il Museo di Arte Religiosa Alpina)
  • Pavimento: lastre di pietra

Dove si trova: Borgetto, un nucleo piccolo ma con identità

La cappella si trova nel nucleo di Borgetto, località del comune di Novalesa. È collocata nel cuore dell’abitato, quindi la visita si inserisce bene in una passeggiata tra case, corti e piccoli passaggi. Di conseguenza non serve “organizzare” una spedizione: è una sosta facile, soprattutto se stai esplorando le borgate.

  • Indirizzo: Borgetto, Novalesa
Guida rapida di Novalesa Novalesa non è uno di quei paesi da ridurre all’abbazia e basta. Qui conviene costruire il giro per nuclei, passando dal complesso monastico al centro storico e poi alle cappelle di borgata, così la visita acquista davvero senso. Leggi qui cosa vedere a Novalesa

La facciata: capanna, lesene e tre finestrelle in asse

La facciata è profilata a capanna e chiusa lateralmente da lesene. In asse trovi la porta, affiancata da due finestrelle e sormontata da una terza finestra. È una composizione semplice, però ordinata: ti dà subito l’idea di una cappella di borgata fatta per durare, non per stupire.

Il tetto in lose e il campanile alla cappuccina

La copertura è a due falde, con manto in lose e un forte aggetto. Inoltre, su un piano arretrato, emerge il profilo della copertura della zona absidale: sempre a due falde, ma più elevata. In asse, a coronamento, spicca il campanile “alla cappuccina”, che completa la sagoma con un dettaglio tipico e riconoscibile.

Com’è cambiato l’interno: due ambienti, livelli diversi e sacrestia addossata

All’interno l’edificio appare fortemente modificato nel tempo. L’aula originaria, probabilmente limitata alla zona che oggi è absidale, venne affiancata successivamente da un secondo locale, che corrisponde all’attuale navata. I due ambienti sono separati da un muro portante con piccole aperture ovali dotate di inferriate: in origine erano finestre della vecchia facciata. Inoltre, i due locali presentano livelli diversi, segno evidente delle trasformazioni.

Infine, sul lato sud, è stato addossato un terzo corpo, usato come sacrestia, coperto da un unico spiovente. Quindi la cappella non è un “monolite” settecentesco: è un edificio cresciuto per aggiunte successive, adattandosi ai bisogni del borgo.

Pianta e coperture interne: navata unica e abside nervata

La cappella è leggibile come navata unica, coperta da una volta a botte con unghie, e conclusa da un’abside con calotta nervata impostata su una cornice modanata. Sono elementi che alzano la qualità architettonica, perché non si limitano alla funzione, ma danno ritmo e chiusura allo spazio.

Murature, finiture e conservazione

L’impianto strutturale è in muratura portante mista. La facciata è intonacata e tinteggiata, mentre gli altri lati sono lasciati più “al naturale”; anche all’interno le superfici risultano intonacate e tinteggiate. L’insieme è indicato in ottimo stato di conservazione, e quindi la cappella si presenta come un edificio stabile e curato, non come un rudere “da folklore”.

Statua lignea della Madonna e tracce del 1734

Nella zona presbiteriale c’è una nicchia protetta da vetro che ospita un’antica statua lignea della Madonna. Sotto compare la data “1734”, legata alla consacrazione, insieme al nome del donatore “Antonius Chiapuius”. Questo dettaglio è fondamentale perché, oltre all’emozione visiva, inchioda la cappella a un momento preciso e a una persona reale.

La storia: costruzione nel 1734 e restauri fino al nuovo uso museale

La cappella venne costruita nel 1734 per volontà di Antonio Chiapusso, come testimoniano anche i segni lasciati nell’area presbiteriale. Nel tempo, però, l’edificio ha richiesto manutenzioni importanti: fu restaurato tra 1780 e 1783, poi ancora tra 1961 e 1966 e tra 1987 e 1990.

Infine, tra 2000 e 2002, la cappella venne interamente restaurata e adeguata per ospitare le collezioni del Museo di Arte Religiosa Alpina. Di conseguenza la cappella non è solo un luogo di devozione: è anche un contenitore culturale, inserito in una logica di tutela e valorizzazione del patrimonio alpino.

Cappella dell’Addolorata di Novalesa: sintesi architettonica e storica

La Cappella dell’Addolorata di Novalesa si trova a Borgetto e si distingue per la facciata a capanna con lesene, porta centrale e tre finestrelle in asse. Ha tetto a due falde in lose con forte aggetto e, sul retro, la copertura absidale più alta con campanile “alla cappuccina”. L’interno è stato modificato nel tempo: alla parte originaria si è aggiunta l’attuale navata, separata da un muro con piccole aperture ovali; sul lato sud c’è la sacrestia. La chiesa presenta navata unica con volta a botte con unghie, abside con calotta nervata, pavimento in pietra e murature miste. In presbiterio una nicchia vetrata conserva una statua lignea della Madonna con data 1734 e nome del donatore Antonius Chiapuius; costruita nel 1734 per volontà di Antonio Chiapusso, è stata restaurata più volte fino al 2000–2002, quando è stata adeguata per ospitare collezioni del Museo di Arte Religiosa Alpina.

Dubbi comuni su architettura e storia

Perché l’interno sembra “diviso” in due parti?

Perché nel tempo all’aula originaria è stato aggiunto un secondo locale (l’attuale navata). I due ambienti sono separati da un muro portante con piccole aperture ovali.

Che cosa indica la data 1734?

È legata alla costruzione e alla consacrazione della cappella, e compare anche nella zona presbiteriale insieme al nome del donatore.

Qual è il dettaglio architettonico più riconoscibile dall’esterno?

Il tetto in lose con forte aggetto e il campanile “alla cappuccina”, che corona la copertura della zona absidale.

La cappella è stata restaurata di recente?

Sì: dopo restauri storici, è stata interamente restaurata tra 2000 e 2002, quando è stata adeguata per ospitare collezioni del Museo di Arte Religiosa Alpina.

Cosa vale la visita anche se hai poco tempo?

La facciata a capanna ben proporzionata, la lettura delle trasformazioni interne e la nicchia con la statua lignea della Madonna con i riferimenti al 1734.

Continua a leggere le notizie di Mole24, segui la nostra pagina Facebook e iscriviti al nostro canale WhatsApp
Alessandro Maldera Avatar

Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende