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Cappella della Visitazione di Maria Santissima di Giaveno: cosa vedere a Monterossino tra portico, tribuna e campanile

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Da Alessandro Maldera

Marzo 16, 2026

La Cappella della Visitazione di Maria Santissima (e di Santa Rosa) è una tappa pulita a Giaveno. È piccola, però ha un’impronta precisa: portico, tribuna e un campanile che “stacca” subito. Inoltre l’interno, pur semplice, conserva decorazioni e un altare con pala ben riconoscibile, quindi la visita ha senso anche se hai poco tempo.

Focus sulla chiesetta di Monterossino

  • Dove: Monterossino (Giaveno), sinistra orografica Val Sangone, facciata a sud
  • Impianto: navata unica in 2 campate + abside semicircolare
  • Elementi distintivi: portico a 3 arcate + tribuna con oculo ovale
  • Volte: vela (1ª campata), botte unghiata (2ª), semicupola (abside)
  • Pavimento: seminato con data 1873
  • Pala d’altare: Madonna col Bambino in trono tra San Luigi Gonzaga e Santa Rosa
  • Campanile: base in pietra, cella in mattoni a vista, tetto piramidale in rame

Dove si trova: Monterossino, lato sinistro della Val Sangone

La cappella si incontra alle porte della frazione Monterossino, sulla sinistra orografica della Val Sangone. È prospiciente la strada e risulta piuttosto isolata rispetto alle altre costruzioni; tuttavia sul lato nord-est è addossata una casa canonica, che completa il piccolo complesso.

  • Indirizzo/località: Frazione Monterossino: lungo la strada della frazione

La facciata guarda a sud, quindi prende luce piena nelle ore centrali della giornata.

Storia in breve: quando nasce e come cambia

Qui non ci sono date “certe” sull’atto di fondazione. Tuttavia, osservando caratteristiche architettoniche e confronti tipologici con cappelle vicine, la costruzione viene collocata tra fine Seicento e inizio Settecento.

Poi arriva un dato concreto, scritto letteralmente sotto i piedi: nel 1873 viene realizzato il pavimento in seminato, e la data è riportata al centro della navata.

Inoltre la cartografia del 1865 mostra cappella e campanile, ma non la canonica; perciò la casa canonica viene attribuita a una fase successiva, tra fine Ottocento e inizio Novecento.

Nel secondo Novecento, invece, compaiono due interventi “da lettura pratica”: una targa ricorda un restauro nel 1975, e poco dopo viene indicato un rifacimento del tetto intorno al 1980.

Com’è fatta: navata unica, due campate e abside semicircolare

L’impianto è lineare e facile da capire. La cappella ha una pianta rettangolare a navata unica, divisa in due campate e chiusa da abside semicircolare.

Il presbiterio è collocato nella seconda campata; inoltre, sempre in seconda campata, sul lato destro, si apre la sacrestia. Davanti, infine, trovi un portico che introduce all’aula e che non è solo “riparo”: sopra, infatti, c’è una tribuna.

Volte e struttura: tre coperture diverse nello stesso edificio

Qui la cosa interessante è il cambio di copertura, perché dà ritmo allo spazio:

  • prima campata con volta a vela
  • seconda campata con volta a botte unghiata
  • abside con semicupola a tre spicchi

La struttura è in muratura portante di pietra, intonacata dentro e fuori. Il tetto è a doppia falda, con struttura lignea e manto in lamiera. Inoltre, in corrispondenza della prima arcata, è presente una catena in ferro: un dettaglio tecnico che dice “qui si è pensato anche alla stabilità”.

Facciata porticata: lesene, archi e icona sopra il portone

La facciata è porticata ed è scandita da quattro lesene a tutta altezza, chiusa da cornicione modanato e timpano triangolare. L’accesso al portico avviene tramite tre arcate, mentre nella parte alta si apre un oculo ovale in corrispondenza della tribuna.

Sulla parete d’ingresso all’aula trovi un portone centrale e due finestre laterali; inoltre, sopra il portone, è dipinta l’icona della Madonna col Bambino.
Il colore esterno è chiaro e pulito: intonaco giallo tenue, elementi in rilievo bianchi e una zoccolatura in pietra a taglio irregolare alla base.

Dentro: tribuna, decorazioni e pavimento datato

All’interno le campate sono separate da archi impostati su una trabeazione perimetrale e su lesene parietali. Sopra il portico si apre la tribuna, collegata visivamente all’aula con tre arcate su parapetto in muratura: è uno di quei dettagli che, anche in una cappella piccola, cambia la percezione dello spazio.

Le superfici sono decorate con tonalità verdi, crema e ocra, con cornici e motivi floreali stilizzati. Inoltre le volte riprendono lo schema su sfondo azzurro e, nella prima campata, la volta è dipinta a finta crociera.
La pavimentazione è in seminato e porta la data 1873 al centro della navata: un riferimento semplice, ma molto “da visita”.

Presbiterio e pala d’altare: cosa guardare senza perdere tempo

Il presbiterio è rialzato di un gradino nella seconda campata. Tra seconda campata e abside si trova l’altare storico in marmo, con passaggi laterali segnati da tendaggi rossi.

Sulla parete absidale c’è la pala d’altare: raffigura la Madonna col Bambino in trono tra San Luigi Gonzaga e Santa Rosa. E infatti il calendario liturgico del luogo gira attorno a quella devozione.

Campanile: pietra sotto, mattoni sopra, rame in cima

Il campanile si eleva sul lato sinistro del fronte, in continuità con la facciata. Ha base quadrata in pietra (con un velo di intonaco grezzo), mentre la cella campanaria è in mattoni a vista, aperta su tutti i lati con monofore ad arco. In alto chiude con una copertura piramidale in rame: un dettaglio che lo rende riconoscibile anche da lontano.

Stato di conservazione e quando “si vive” la cappella

La cappella è in discreto stato sia dentro sia fuori. Tuttavia sono presenti fenomeni di umidità parietale, quindi vale la pena notare anche questi segni: raccontano la manutenzione reale di un edificio di frazione.

Viene officiata in occasione della festa di Santa Rosa: se vuoi vederla “in funzione”, quello è il momento più probabile.

Cappella della Visitazione: portico, tribuna e campanile in rame

La Cappella della Visitazione di Maria Santissima di Giaveno (anche legata al culto di Santa Rosa) si trova alle porte di Monterossino, sulla sinistra orografica della Val Sangone, isolata e ben visibile dalla strada con facciata rivolta a sud. L’edificio, attribuito per caratteristiche tra fine Seicento e inizio Settecento, ha un impianto chiaro: navata unica in due campate con abside semicircolare, portico a tre arcate e una tribuna soprastante aperta sull’aula. Le coperture cambiano ritmo — vela nella prima campata, botte unghiata nella seconda e semicupola in abside — mentre il pavimento in seminato porta la data 1873 al centro della navata. Il presbiterio è nella seconda campata e l’altare storico in marmo introduce alla pala con la Madonna col Bambino in trono tra San Luigi Gonzaga e Santa Rosa. A sinistra, infine, il campanile a base in pietra e cella in mattoni chiude con una copertura piramidale in rame, dettaglio che rende la cappella riconoscibile anche da lontano; lo stato è discreto, ma con segni di umidità parietale, e l’officiatura è legata alla festa di Santa Rosa.

Risposte veloci sulla Cappella della Visitazione di Giaveno

Dove si trova la cappella?

Alle porte della frazione Monterossino, sulla sinistra orografica della Val Sangone, prospiciente la strada.

Qual è la cosa più riconoscibile dall’esterno?

Il portico a tre arcate con tribuna sopra e il campanile con copertura piramidale in rame.

Com’è organizzato l’interno?

Navata unica in due campate con abside semicircolare; presbiterio nella seconda campata e sacrestia sul lato destro.

Qual è il dettaglio “datato” che si può verificare sul posto?

La pavimentazione in seminato con la data 1873 al centro della navata.

Quando viene officiata?

In occasione della festa di Santa Rosa, a cui la cappella è legata nel culto locale.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende