Cappella di San Pietro di Mompantero: dove si trova, com’è fatta e cosa racconta

Da Alessandro Maldera
Marzo 15, 2026

La Cappella di San Pietro di Mompantero si trova nell’abitato della frazione Seghino. È una cappella di dimensioni contenute, però curata nei dettagli, sia fuori sia dentro. Inoltre, un restauro recente ne ha consolidato lo stato di conservazione. In questa scheda trovi una descrizione completa dell’edificio sacro.
Coordinate della cappella di Seghino
Attestazione storica: già esistente nel 1785
Restauro: 2009
Impianto: navata unica con abside piatta e volta a botte
Copertura: due falde con lose cementizie
Pavimento: marmi policromi alla veneziana
Dettaglio: abside con perlinatura lignea
Storia: attestata nel 1785 e restaurata nel 2009
La cappella risultava già esistente nel 1785. In quell’anno fu visitata dal primo vescovo di Susa, monsignor Ferraris di Genola, che ne registrò la presenza nel territorio. Questo dato fissa una certezza: l’edificio era già parte della frazione alla fine del Settecento.
Molto più tardi, nel 2009, la cappella è stata restaurata. Di conseguenza, oggi si presenta in ottimo stato di conservazione, e questo si percepisce nella pulizia degli intonaci e nella leggibilità complessiva degli spazi.
Facciata: capanna, portale architravato e oculo
La facciata è profilata a capanna. Agli spigoli compaiono paraste che definiscono il prospetto, mentre l’ingresso è incorniciato da un portalino architravato. Sopra la porta si apre una finestra ad oculo circolare, che alleggerisce la facciata e diventa il segno più riconoscibile.
Le due falde del tetto sporgono oltre il filo del prospetto. Così, proteggono l’ingresso in modo semplice ma efficace. Inoltre, questa sporgenza dà alla cappella un aspetto “di borgata”, molto concreto.
Campanile e copertura: laterale e compatto
Il campanile è posto sul muro d’ambito a sinistra. Ha pianta rettangolare, quindi un profilo diverso dal quadrato più comune in molte cappelle della valle. Anche per questo, l’edificio risulta facilmente distinguibile.
La copertura è a due falde con manto in lose cementizie, soluzione robusta e coerente con un contesto alpino, anche quando non si usa la lose tradizionale in pietra.
Interno: navata unica e abside piatta
All’interno lo schema è essenziale: navata unica coperta da volta a botte, conclusa da abside piatta. Le murature portanti sono in pietrame intonacato e tinteggiato, sia fuori sia dentro, su tutti i lati. Questo contribuisce a un’impressione di ordine e pulizia.
Nella parete absidale è presente una perlinatura lignea, che aggiunge calore visivo e protegge la zona presbiteriale. Inoltre, l’altare è ligneo, in linea con l’impostazione semplice dell’aula.
Pavimento e arredi: il dettaglio “ricco” della cappella
Il pavimento è in piastrelle di marmi policromi alla veneziana. È un dettaglio che cambia il tono dell’ambiente: pur rimanendo una cappella piccola, l’interno acquista un’aria più curata. Di conseguenza, anche una visita breve può risultare interessante, soprattutto se stai osservando materiali e finiture.
Perché vale una tappa a Mompantero”
Se stai costruendo un percorso per Mompantero, questa cappella è una tappa pratica: è in abitato, è leggibile, ed è conservata bene. Inoltre, unisce un’estetica sobria (facciata a capanna) a dettagli riconoscibili come l’oculo e il pavimento alla veneziana. Perciò, funziona come tassello “pulito” dentro una visita di frazione.
Una cappella compatta che racconta la frazione di Seghino
La Cappella di San Pietro di Mompantero, nell’abitato di Seghino, è una presenza discreta ma leggibile. È attestata già nel 1785, quando fu visitata dal primo vescovo di Susa, mons. Ferraris di Genola; inoltre, il restauro del 2009 l’ha riportata a un ottimo stato di conservazione. La facciata a capanna è definita da paraste agli spigoli e da un portalino architravato, sopra il quale si apre un oculo circolare che diventa il segno più riconoscibile del fronte. Le falde sporgono per proteggere l’ingresso e, sul lato sinistro, il campanile a pianta rettangolare completa il profilo. Dentro lo schema è essenziale: navata unica con volta a botte e abside piatta, parete absidale perlinata in legno e pavimento in marmi policromi alla veneziana. Perciò, nel percorso “cosa vedere a Mompantero”, questa cappella funziona come tappa ordinata e concreta: piccola, ma curata nei dettagli.
Chiarimenti utili prima di arrivare a Seghino
Si trova nell’abitato della frazione Seghino, nel comune di Mompantero.
È attestata almeno nel 1785, anno della visita del primo vescovo di Susa.
La cappella è stata restaurata nel 2009.
È a capanna, con paraste agli spigoli, portalino architravato e un oculo circolare sopra l’ingresso.
La navata unica con volta a botte, l’abside piatta con perlinatura lignea e il pavimento in marmi policromi alla veneziana.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



