Cappella di Sant’Ippolito a Champlas Seguin: la chiesetta “dipinta” nel cuore di Cesana Torinese

Da Alessandro Maldera
Marzo 13, 2026

Nel centro abitato di Champlas Seguin, frazione di Cesana Torinese, la Cappella di Sant’Ippolito è una sosta piccola ma precisa. Da fuori sembra semplice; però la facciata racconta molto, tra bugnato in pietra, affreschi e una copertura in lose che ripara l’ingresso. Dentro, invece, tutto è chiaro: navata unica, cantoria e un presbiterio più profondo del previsto.
Sintesi sulla cappella di Champlas Seguin
Dove si trova e perché vale la visita
La cappella è nel cuore di Champlas Seguin, quindi non devi “andarla a stanare” tra i prati. Proprio per questo è perfetta come tappa rapida durante un giro nelle borgate di Cesana. Inoltre l’edificio è in ottimo stato di conservazione, e di conseguenza lo leggi bene anche se hai pochi minuti.
Esterno: facciata a capanna, bugnato e pitture che si notano
La facciata è a capanna e, soprattutto, è incorniciata da spigoli in bugnato di pietra: un dettaglio che dà struttura e carattere senza esagerare. L’ingresso è una porta centinata; sopra, in asse, compare una finestra decorata con un motivo ad affresco. Ai lati della finestra, inoltre, trovi cartelle pittoriche con figure di santi: non è un grande ciclo monumentale, ma basta a rendere la facciata riconoscibile.
Il tetto è a due falde con manto in lose e si protende in avanti, perciò protegge davvero l’accesso. Infine, dal colmo emerge un campanile a vela, piccolo ma “giusto”, in asse con l’impostazione dell’edificio.
Interno: navata unica, cantoria e abside piatta
Entrando, lo schema è immediato: navata unica conclusa da abside piatta. Tuttavia non è uno spazio banale, perché la cappella è organizzata con un presbiterio profondo, coperto da volta a botte. La navata, invece, è coperta da un controsoffitto a due falde, che riprende la logica della copertura esterna e mantiene l’ambiente ordinato.
Sulla controfacciata si trova la cantoria lignea, e questo cambia l’equilibrio dell’aula: non è solo un “fondo” neutro, ma un elemento funzionale e visivo.
Materiali e dettagli costruttivi: cosa raccontano davvero
La struttura è in muratura portante in pietrame, intonacata e tinteggiata all’esterno su tutti i lati. All’interno le superfici sono intonacate e tinteggiate; inoltre la zona absidale risulta decorata, mentre nella parte bassa dell’aula compare una perlinatura, scelta pratica e tipica di ambienti di borgata.
Il pavimento è un dettaglio che vale lo sguardo: tavolato ligneo a “lisca di pesce”. È un segno semplice, però dà ritmo e cura anche a uno spazio piccolo.
Per raggiungere la cantoria c’è una scala in legno, coerente con l’impianto complessivo e con la presenza diffusa di elementi lignei.
Dal Seicento al restauro del Novecento
La Cappella di Sant’Ippolito risulta già esistente nel 1660: in quell’anno viene visitata dal vicario generale della Prevostura di San Lorenzo d’Oulx, Jean Allois. Questo dato la colloca in un contesto già vivo e organizzato, quando le borgate di quota avevano bisogno di riferimenti religiosi vicini e pratici.
Molto più tardi, nel 1963, la cappella viene restaurata. E qui si vede: oggi l’edificio appare curato e leggibile, senza “pezze” evidenti, quindi la visita è piacevole anche per chi guarda i dettagli.
FAQ –
Si trova nel centro abitato della frazione Champlas Seguin, nel comune di Cesana Torinese
La facciata a capanna con spigoli in bugnato di pietra, la porta centinata, la finestra con motivo affrescato e le cartelle pittoriche con santi, oltre al tetto in lose
Una pavimentazione in tavolato ligneo a “lisca di pesce
La cappella è già attestata nel 1660 e risulta restaurata nel 1963

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



