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Cappella di Sant’Antonio Abate di Giaglione: a Villa, citata dal XVI secolo con campanile a vela laterale

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Da Alessandro Maldera

Marzo 11, 2026

La Cappella di Sant’Antonio Abate di Giaglione si trova a Villa, dentro il centro abitato, e ha l’aspetto tipico delle cappelle di paese: facciata a capanna e tetto in lose. Tuttavia, appena ti avvicini, emergono dettagli precisi: la porta incorniciata in pietra, la lunetta sopra l’ingresso e la nicchia con la statua del Santo. Inoltre, il campanile a vela laterale con copertura cuspidata le dà un profilo riconoscibile.

Cartolina tecnica: Sant’Antonio Abate in breve

  • Dove: Villa, Giaglione (centro abitato)
  • Storia: citata dal XVI secolo; visita pastorale del 1783 (mons. Ferraris di Genola)
  • 1783: risulta da poco intonacata e pavimentata
  • Facciata: capanna; porta con cornice in pietra, lunetta e nicchia con statua del Santo
  • Tetto: due falde in lose sporgenti a protezione dell’ingresso
  • Campanile: a vela sul lato sinistro, con copertura cuspidata
  • Impianto: navata unica con volta a botte e abside piatta
  • Pavimento: lastre di pietra
  • Arredi: altare a pariete seiunctum e tabernacolo in legno
  • Stato: discreto

Dove si trova: Villa, dentro il centro abitato

La cappella sorge a Villa presso Giaglione, quindi in un contesto abitato e quotidiano. E proprio per questo si visita “senza cerimonie”: ci arrivi tra case e passaggi, e poi la riconosci subito per la capanna semplice e le lose che avanzano sulla facciata.

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Storia: dal XVI secolo alla visita pastorale del 1783

La cappella è citata a partire dal XVI secolo, segno che era già un punto di riferimento nel territorio.
Più avanti, inoltre, arriva una testimonianza concreta: nel 1783 la cappella fu visitata durante la visita pastorale di monsignore Ferraris di Genola. In quell’occasione risultava essere stata da poco intonacata e pavimentata, dettaglio che racconta un edificio seguito e mantenuto, non lasciato a sé stesso.

Facciata: capanna, pietra e una sequenza di segni sopra la porta

Il prospetto è profilato a semplice capanna. Tuttavia la porta non è anonima: è inquadrata da una cornice in pietra, che le dà ordine e presenza. Sopra, inoltre, si apre una finestra a lunetta e, ancora più in alto, una nicchia che contiene la statua di Sant’Antonio Abate.
Questa sequenza (cornice, lunetta, nicchia) funziona perché guida lo sguardo e rende la facciata immediatamente leggibile.

Copertura in lose: falde sporgenti a protezione dell’ingresso

Il tetto è a due falde e il manto è in lose. Inoltre, le falde si protendono verso la facciata per proteggere l’ingresso: quindi la copertura non è solo “sopra”, ma diventa anche un riparo.

Campanile a vela: laterale, con chiusura cuspidata

Il campanile a vela non è al centro: si innalza sul filo del muro perimetrale a sinistra. E, come dettaglio finale, termina con una copertura cuspidata, che lo rende più slanciato e definito rispetto a una semplice vela “piana”.

Interno e pianta: navata unica con volta a botte e abside piatta

L’edificio si sviluppa secondo uno schema essenziale: navata unica. La navata è voltata a botte e si conclude con abside piatta. Di conseguenza, lo spazio si capisce subito e rimane coerente con le dimensioni contenute della cappella.

Struttura e conservazione: muratura mista, intonaci e stato discreto

La struttura è in muratura portante di tipo misto. Esternamente è intonacata su tutti i lati, mentre la facciata è tinteggiata nei due terzi superiori. All’interno, invece, le superfici sono intonacate e tinteggiate, quindi l’ambiente risulta ordinato nella lettura.
Quanto alla conservazione, lo stato è indicato come discreto: quindi la cappella è fruibile e chiara, anche se non tutto è “perfetto”.

Pavimenti e arredi: pietra a terra, legno sull’altare

La pavimentazione è in lastre di pietra, scelta solida e tipica per un edificio di borgata. Gli arredi principali comprendono un altare a pariete seiunctum e un tabernacolo in legno: pochi elementi, ma funzionali e coerenti con l’impianto.

FAQ – Risposte sulla cappella di Sant’Antonio Abate

Da quando è documentata la cappella?

È citata a partire dal XVI secolo.

Cosa succede nel 1783?

Nel 1783 la cappella viene visitata durante la visita pastorale di mons. Ferraris di Genola e risulta da poco intonacata e pavimentata.

Quali segni rendono riconoscibile la facciata?

La porta ha una cornice in pietra, sopra c’è una finestra a lunetta e poi una nicchia con la statua del Santo.

Dove si trova il campanile e com’è fatto?

È un campanile a vela sul filo del muro a sinistra e termina con una copertura cuspidata.

Com’è l’interno?

È a navata unica con volta a botte e abside piatta, con pavimento in lastre di pietra e arredi in legno tra cui il tabernacolo.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende