Comune di Mompantero: territorio, frazioni e natura nel cuore della Val di Susa

Da Alessandro Maldera
Marzo 08, 2026

Il Comune di Mompantero è un paese della Città Metropolitana di Torino in Valle di Susa con 614 abitanti e un territorio circa 30,10 km². Inoltre vive letteralmente sotto il Rocciamelone, e questa presenza spiega sia il paesaggio sia l’identità. Borgate sparse, cappelle di montagna e sentieri che salgono verso una conca alpina spettacolare. Di conseguenza, Mompantero funziona se lo leggi come un sistema di frazioni e quote, non come un centro unico.
Comune di Mompantero: profilo sintetico
Abitanti: 614
Altitudine: n.d.
Rilievo: ai piedi del Rocciamelone (conca del Rocciamelone, borgate di quota)
Acque: torrente Cenischia
Località: San Giuseppe, Marzano, Trinità, Pietrastretta, Urbiano, Seghino; borgate di quota tra cui Tour, Trucco, Chiamberlando, Cugno, Braida
Comuni limitrofi:Susa, Venaus, Usseglio, Giaglione, Novalesa e Bussoleno Distanze: Susa 3 km, Torino 55km Festa Patronale: celebrazioni della Madonna del Rocciamelone (5 agosto, Santuario di Pietrastretta)
Un comune “largo” di valle: geografia, Cenischia e conca del Rocciamelone
Mompantero è adagiato in Valle di Susa ai piedi del Rocciamelone e, proprio per superficie, risulta tra i comuni più estesi della valle.
Il Comune di Mompantero confina con
L’agglomerato è composto da numerose frazioni. Alcune si allineano lungo la sponda sinistra del torrente Cenischia (San Giuseppe, Marzano, Trinità, Pietrastretta). Mentre Urbiano e Seghino stanno più appoggiati alla montagna lungo la strada carrozzabile che sale con tornanti e rettilinei verso oltre trenta borgate d’alta quota.
Poi ci sono le borgate “di stagione”, che si animano soprattutto d’estate: Tour, Trucco, Chiamberlando, Cugno, Braida e altre case sparse disseminate sul versante. Inoltre in queste borgate trovi un segno ripetuto e chiarissimo: cappelle e piloni votivi tra XV e XVII secolo, che raccontano quanto fosse centrale la vita di borgata quando la montagna era più abitata.
Clima e ritmo di quota: perché qui cambia tutto salendo
Il clima è quello tipico di un comune di valle con molte quote: in basso la vita è più continua, mentre in alto l’occupazione è spesso estiva. Inoltre, salendo verso la conca del Rocciamelone, l’aria si fa più asciutta e le temperature scendono: di conseguenza, per camminare o visitare le borgate, conviene sempre ragionare a strati e tenere conto del vento.
Dalle incisioni pre-romane alla memoria partigiana: una storia a strati
Mompantero conserva tracce antiche molto concrete: lungo la strada carrozzabile che conduce al Rocciamelone sono state rinvenute incisioni rupestri e graffiti tra la quota di 718 metri (zona della chiesa della Madonna dell’Ecova) e i 1.275 metri di Chiamberlando. Queste presenze indicano insediamenti pre-romani, attribuiti a popolazioni antiche probabilmente di ceppo celtico.
Il territorio, però, non si ferma lì. In frazione Urbiano è presente un acquedotto di epoca romana, recentemente restaurato. Inoltre trovi i resti della fortificazione del Pampalù, datata al finire del XIX secolo, e i ruderi della casaforte di Trinità, indicata come simbolo del comune. E poi ci sono gli affreschi sparsi tra XV e XVII secolo, che danno continuità visiva al racconto.
La parte più vicina a noi, invece, è legata alla Resistenza. Il 26 agosto 1944, presso la borgata Grange Sevine, si svolse una battaglia tra la divisione partigiana “Stellina”, guidata dal comandante “Aldo Laghi” Giulio Bolaffi, e i nazifascisti. Per ricordare l’episodio è stato collocato un cippo commemorativo a quota 1.960 m. Inoltre, dal 1988, sui sentieri partigiani si svolge la gara internazionale di corsa in montagna “Memorial Partigiani Stellina”.
Per tenere insieme memoria e documenti, presso la sede comunale è visitabile anche il Museo della Resistenza, costruito con materiali e testimonianze legate al sacrificio partigiano e al dovere di non dimenticare.
Cosa vedere a Mompantero: natura vera, cappelle affrescate e Rocciamelone
Mompantero offre un patrimonio naturalistico che funziona proprio perché non è “troppo pettinato”. Sul territorio sono presenti due S.I.C.: le oasi xero-termiche e le praterie del Rocciamelone. Inoltre l’ambiente viene descritto come non eccessivamente turisticizzato: quindi, se cerchi una montagna più autentica, qui la trovi.
La meta simbolo è l’ascesa al Rocciamelone, la cima più elevata della Valle di Susa con 3.538 metri. In più la vetta è un luogo di pellegrinaggio: sulla cima è presente la statua della Madonna delle Nevi, portata dagli alpini nel 1899. Il pellegrinaggio, però, è più antico: già nel 1358 Bonifacio Rotario d’Asti, per adempiere a un voto, portò in vetta un trittico bronzeo raffigurante la Vergine con il Bambino, oggi conservato presso il museo diocesano di Susa.
Ai piedi della mulattiera che sale alla vetta, in frazione Pietrastretta, si trova il Santuario della Madonna del Rocciamelone, edificato oltre 50 anni fa. Inoltre è qui che, ogni 5 agosto, si svolgono le celebrazioni della Madonna, patrona del comune.
Tra i percorsi citati che attraversano il territorio ci sono anche il tracciato della GTA, il Sentiero dei Monaci, il Sentiero 2000 e il Sentiero dei Partigiani, dove si corre il Memorial Stellina.
Tra le cappelle di montagna, infine, una menzione netta va alla cappella della Braida, ricordata per affreschi interni di qualità notevole.
Tradizioni e cultura: Urbiano e il Ballo dell’Orso
La tradizione simbolo di Mompantero è la Festa dell’Orso (o Ballo dell’Orso / Fora l’Ours), che si tiene il primo week-end di febbraio a Urbiano. Una festa allegorica con l’orso al centro. Le origini non sono certe e, quindi, convivono più letture: la leggenda del “barbaro” peloso reso mansueto con vino rosso e un ballo, la chiave cristiana legata a Santa Brigida e alla Candelora, e un richiamo più antico a Brigit. C’è anche il proverbio meteo: se l’orso “secca la paglia” col bel tempo, l’inverno dura ancora 40 giorni. Il sabato sera si fa la “caccia all’orso” e il giro enogastronomico Mingia e Beiva. Invece la domenica, dopo i riti in cappella (benedizione e pane), l’orso viene portato in piazza e fatto ballare. Figura centrale è il cacciatore, tanto che nel 2011 nasce il Comitato dei Cacciatori dell’Orso per custodire e tramandare la tradizione.
Economia e vita di borgata: stagionalità e spopolamento
Come molti comuni di montagna, Mompantero ha vissuto uno spopolamento progressivo: viene indicato un dimezzamento degli abitanti negli ultimi cento anni. Inoltre molte borgate alte si popolano soprattutto d’estate, quando la montagna torna “viva” e le case sparse riprendono ritmo.
Come arrivare e muoversi: tra fondovalle e strade di montagna
Mompantero non ha una stazione ferroviaria. Quindi la scelta più pratica è scendere a Susa, perché da lì l’accesso a Mompantero è più diretto. Tuttavia Mompantero non è un paese compatto: è un mosaico di frazioni e borgate, quindi dopo il treno serve organizzare l’ultimo tratto. La soluzione più lineare è usare i bus in coincidenza da Susa stazione. Di conseguenza conviene controllare prima giorni di servizio e orari, perché le corse possono essere poche o cambiare in base al giorno.
Automobile
Se vuoi fare più tappe nello stesso giorno, l’auto resta la scelta più comoda. L’accesso tipico passa dall’A32 con uscita Susa Est arrivando da Torino, oppure Susa Ovest arrivando dal versante Fréjus; poi ti riallacci alla viabilità di valle e risali verso Mompantero. Da lì puoi salire anche verso Urbiano, Seghino e le borgate di quota lungo la strada a tornanti. In estate è tutto più scorrevole; in inverno, invece, serve attenzione perché tratti in ombra e curve possono diventare insidiosi con neve e ghiaccio.
Trasporto pubblico
Il trasporto pubblico è utile, ma va usato con realismo: funziona bene come supporto, non come sistema perfetto tra tutte le borgate. La logica migliore è sempre la stessa: arrivo a Susa e poi bus mirato verso Urbiano/Mompantero, mettendo in conto un po’ di cammino per chiudere il giro. Tra le linee disponibili c’è la 287, che collega Susa – Stazione Ferroviaria con fermate verso Urbiano e varie località di Mompantero (ad esempio zona Santuario, Trinità, San Giuseppe).
Se l’obiettivo è vedere molte borgate in poche ore, solo bus e orari ti mettono un limite.
Mobilità dolce
A piedi Mompantero “paga” di più: tra cappelle, piloni e tracce storiche, camminare diventa parte della visita. Un punto di partenza comodo è l’area del Santuario, da cui puoi imboccare sentieri che toccano borgate come Seghino e risalgono il versante. Però meglio essere furbi: se hai poco tempo, scegli percorsi brevi e chiari, perché qui i dislivelli sembrano piccoli sulla mappa ma ti rubano minuti veri.
Mompantero in pratica: risposta ai dubbi comuni
In Valle di Susa, ai piedi del Rocciamelone, nella Città Metropolitana di Torino.
Il Rocciamelone, alto 3.538 m, meta di escursioni e pellegrinaggi.
Il Ballo dell’Orso (Fora l’Ours), che si svolge a Urbiano il primo week-end di febbraio.
Ogni 5 agosto al Santuario della Madonna del Rocciamelone in frazione Pietrastretta.
La battaglia del 26 agosto 1944 alle Grange Sevine e il Memorial Partigiani Stellina dal 1988, oltre al Museo della Resistenza presso il municipio.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



