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Storia di Villar Pellice: documenti medievali, identità valdese e resilienza di una comunità alpina

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Da Alessandro Maldera

Marzo 07, 2026

La storia di Villar Pellice si legge su due piani: da un lato i documenti medievali e le risorse della valle, dall’altro la lunga vicenda valdese, fatta di sinodi, persecuzioni e ricostruzioni. Inoltre, il Novecento porta la Resistenza e, molto più tardi, un trauma recente come l’alluvione del 2008. Perciò Villar Pellice non è “solo un paese di montagna”: è una comunità che ha dovuto reinventarsi più volte, senza perdere identità.

Villar Pellice: cronologia essenziale

  • 1228: prima menzione di Villar Pellice in un documento legato alla fondazione del Priorato di San Cristoforo
  • 1337: citazione in un atto sullo sfruttamento delle miniere di ferro
  • fino al XVIII secolo: appartenenza ai Rorengo di Luserna (il paese è ricordato anche come Villar Luserna o Villar Bobbio)
  • 1560: campagna militare contro i valdesi guidata dal conte Giorgio Costa della Trinità
  • 1561: distruzione del tempio e devastazioni nel paese
  • aprile 1564: Sinodo a Villar Pellice e adozione delle ordinanze di Calvino (1541)
  • 1636: dopo la peste, presenza di 300 “case eretiche” per circa 1500 persone
  • 1655: durante le Pasque Piemontesi Villar è risparmiata; il villaggio viene usato come base strategica da mercenari irlandesi
  • 1686: nuova repressione; rogo del tempio, requisizioni e vendite delle proprietà
  • 1706: inaugurazione del tempio ricostruito con contributo del marchese Belcastel
  • 1848: ottenimento delle libertà civili e politiche per le chiese valdesi
  • 5 agosto 1944: rastrellamenti in area valligiana durante la Resistenza
  • 29 maggio 2008: colata detritica a Garin (Rio Cassarot): 4 morti e gravi danni al borgo

Le prime citazioni e i nomi antichi del paese

Villar Pellice compare per la prima volta in un documento del 1228, legato alla fondazione del Priorato di San Cristoforo. Poi, nel 1337, viene citato in un atto relativo allo sfruttamento delle miniere di ferro: un segnale chiaro che il territorio non era isolato, ma già inserito in economie di valle.

In passato il comune era noto anche come Villar Luserna o Villar Bobbio. Inoltre, apparteneva ai signori Rorengo di Luserna fino al XVIII secolo, e questo spiega la lunga continuità feudale che attraversa la valle.

Villar Pellice e l’identità valdese: un nodo centrale nelle Valli

Se c’è un filo dominante, è il legame con la storia valdese. La comunità entra pienamente nella stagione della Riforma e delle guerre di religione, e da lì in poi la vicenda locale diventa parte di una storia europea.

Un punto di svolta è il 1560–1564:

  • nel 1560 la campagna militare contro i valdesi, guidata dal conte Giorgio Costa della Trinità, colpisce duramente Villar Pellice
  • nel 1561 il tempio viene distrutto e il paese è messo a ferro e fuoco dalle truppe sabaude
  • poi, dopo la pace di Cavour, il tempio viene ricostruito
  • infine, nell’aprile 1564, Villar ospita un Sinodo cruciale: qui si decide di adottare le ordinanze ecclesiastiche di Calvino emanate nel 1541

Quindi Villar Pellice diventa uno dei luoghi simbolo della costruzione dell’identità valdese nel Piemonte alpino.

Dal Seicento alle persecuzioni: peste, Pasque Piemontesi e rogo del tempio (1686)

Nel 1636, dopo l’epidemia di peste che aveva colpito anche le Valli, a Villar risultavano trecento “case eretiche” per circa millecinquecento persone. È un dato che fa capire quanto fosse radicata la presenza valdese.

Nel 1655, durante le Pasque Piemontesi, Villar Pellice viene risparmiata dalla repressione diretta. Tuttavia, il tempio e il villaggio sono usati da truppe mercenarie di origine irlandese come base strategica per attaccare altri centri della Val Pellice.

Dopo un breve periodo più tranquillo, nel quale vengono fatti urgenti lavori di restauro al tempio sotto la direzione del pastore Enrico Arnaud, arriva un nuovo colpo:

  • nel 1686 il locale di culto viene dato alle fiamme
  • la popolazione subisce violenze e stragi
  • le proprietà vengono requisite e poi vendute

La ripartenza dopo il Rimpatrio e il tempio inaugurato nel 1706

Negli anni successivi al Glorioso Rimpatrio, la chiesa valdese locale torna lentamente a crescere. Un simbolo concreto è il 1706, quando viene inaugurato solennemente il tempio completamente ricostruito.

La ricostruzione è sostenuta anche dal contributo del marchese Belcastel, governatore generale della Val Pellice. In altre parole, Villar Pellice torna in piedi, ma lo fa pagando un prezzo storico altissimo.

Una chiesa “diffusa” tra capoluogo e borgate

La Chiesa valdese di Villar Pellice fa parte delle comunità nate in Piemonte dopo l’adesione alla Riforma protestante. E, anche se la crescita è lenta, nel tempo la comunità si struttura.

All’inizio il culto utilizza la vecchia chiesa cattolica. Poi, man mano, si affiancano piccoli edifici collocati nelle diverse borgate, segno di un territorio non concentrato ma “a rete”.

Infine, dopo guerre di religione e la “ghettizzazione” nelle Valli valdesi, arrivano le libertà civili e politiche del 1848, che cambiano definitivamente lo scenario.

L’economia di valle: campi, pascoli e boschi

Accanto alla religione, c’è il lavoro. Villar Pellice, infatti, costruisce la propria storia su:

  • agricoltura
  • allevamento
  • sfruttamento dei boschi (soprattutto castagno, larice e abete)

Inoltre, le numerose borgate — come Comba, Boudeina e Bessé — mostrano una tipica architettura alpina in pietra e legno. Quindi il paesaggio non è scenografia: è un documento materiale della vita comunitaria.

Il Novecento: Resistenza e rastrellamenti del 5 agosto 1944

Nel XX secolo Villar Pellice, come altre zone della valle, è coinvolta nella Resistenza. In particolare, il territorio subisce rastrellamenti, tra cui quello del 5 agosto 1944.

È un passaggio che si innesta bene nella storia locale: una comunità abituata a difendere spazi, identità e libertà, anche quando il costo è alto.

2008: l’alluvione di Garin e la ferita contemporanea

La storia recente ha una data precisa: 29 maggio 2008. Quel giorno la borgata Garin viene colpita da una terribile colata di fango e detriti di 40.000 m³, staccatasi dal bacino del Rio Cassarot.

Le conseguenze sono pesanti:

  • due abitazioni distrutte
  • molte altre danneggiate
  • strade invase e auto ribaltate
  • quattro morti e tre feriti

È un evento che ricorda una verità semplice: in montagna, la natura può essere splendida, ma non è mai innocua.

Il cuore valdese di Villar Pellice: tempio, sinodi e scelte

Quando compare per la prima volta Villar Pellice nei documenti?

Nel 1228, in un documento legato alla fondazione del Priorato di San Cristoforo

Perché il 1564 è una data importante per Villar Pellice?

Perché nell’aprile 1564 il tempio ospitò un Sinodo in cui si decise di adottare le ordinanze ecclesiastiche di Calvino (1541)

Cosa accadde nel 1686 alla comunità valdese locale?

Nel 1686 il tempio venne bruciato, la popolazione colpita duramente e le proprietà requisite e poi vendute

Quando fu ricostruito e inaugurato il tempio valdese di Villar Pellice?

Nel 1706, anche grazie al contributo del marchese Belcastel, governatore generale della Val Pellice

Cosa successe a Garin nel 2008?

Il 29 maggio 2008 una colata di fango e detriti di 40.000 m³ dal bacino del Rio Cassarot distrusse e danneggiò case e strade, causando 4 morti e 3 feriti

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende