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Chiesa di San Pietro di Avigliana: la pieve sul colle con affreschi medievali e campanile romanico-gotico

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Da Alessandro Maldera

Marzo 03, 2026

La chiesa di San Pietro sta sulla cima dell’altura che domina il borgo omonimo, a sud del centro storico di Avigliana. Ci arrivi salendo una scalinata a doppia rampa e, intorno, trovi prato, siepi e cipressi. Inoltre l’impianto medievale è ancora leggibile: due navate asimmetriche, cappelle a crociera e un ciclo di affreschi che attraversa secoli, dall’XI al XV.

Cosa guardare subito (anche in 5 minuti)

• il fronte a capanna con cornici in cotto e pinnacoli
• le due absidi semicircolari, cuore della fase più antica
• le cappelle laterali con volte a crociera
• gli affreschi medievali e la veduta quattrocentesca legata al castello
• l’area dell’antico cimitero sul lato est

Dove si trova e come si raggiunge

La chiesa è collocata in alto, sul punto più evidente del rilievo. Per questo la visita inizia già prima di entrare: la gradinata ti porta sul sagrato e ti mette subito “in quota”. L’edificio ha orientamento ovest–est e, a levante, confina con l’antica area cimiteriale di pertinenza. Oggi la chiesa è regolarmente aperta tutte le domeniche e, inoltre, diventa punto di partenza della processione del Beato Cherubino Testa il 14 dicembre.

Una chiesa medievale che si è lasciata leggere

L’edificio risulta compiuto tra la fine del X e l’inizio dell’XI secolo, quando faceva parte di un priorato dipendente dal Vescovo di Torino. In seguito, agli inizi del XII secolo, le navate vengono ampliate verso ponente: quindi la chiesa, sotto la giurisdizione della prevostura di Oulx, viene elevata a parrocchiale.

Dal 1205, con la cessione alla prevostura del Moncenisio, San Pietro diventa una dipendenza di rilievo grazie alle acquisizioni patrimoniali locali. Tuttavia nel 1324 la funzione di parrocchiale passa alla chiesa di San Giovanni e, di conseguenza, San Pietro assume il ruolo di chiesa cimiteriale, anche per via della posizione decentrata.

Nel XIV secolo arrivano interventi decisivi: decorazioni in cotto della facciata, pinnacoli, fascia di archetti e innalzamento del campanile. Inoltre vengono costruite, in fasi diverse, le cappelle addossate al lato nord e nell’angolo sud-ovest. Più tardi ci sono lavori “di servizio” e di tutela: nel 1842 viene realizzata la scalinata esterna per collegare direttamente chiesa e abitato; poi, tra 1868 e 1869, la sommità del campanile viene ricostruita dopo un fulmine.

Facciata: portale arcuato, cornici in cotto e tre pinnacoli

La facciata è in muratura rinzaffata, a sviluppo verticale e monofastigiata. In fondo alla gradinata, con parapetti laterali in muratura a vista, si apre il portone d’ingresso arcuato: è in legno a due battenti. Sopra compaiono una piccola apertura ovale e, inoltre, una feritoia a forma di croce. L’angolo sinistro è contraffortato: quindi il fronte mostra anche una logica strutturale, non solo estetica.

Il coronamento a doppio spiovente è segnato da una cornice in cotto con fasce a denti di lupo e archetti pensili ogivali. In alto, infine, spiccano tre pinnacoli in cotto su piedistalli “a coda di rondine”: un dettaglio che rimane in testa anche dopo una visita rapida.

Pianta e spazio interno: due navate asimmetriche e tre cappelle

La pianta è longitudinale e asimmetrica: due navate terminano in absidi semicircolari. L’ingresso frontale ha una bussola lignea e, inoltre, esistono due ingressi laterali; quello sinistro si trova alla base del campanile. Sul lato sinistro della navata maggiore si aprono due cappelle quadrate, mentre la terza, della stessa dimensione, è collocata nell’angolo sud-ovest.

Struttura e coperture: capriate lignee, crociere costolonate e catini absidali

La struttura è in muratura intonacata. Le navate sono coperte da un soffitto a capriate lignee; le cappelle, invece, hanno volte a crociera costolonate. Le absidi sono chiuse da catini: così la copertura interna cambia ritmo, ma resta coerente.

La navatella destra e le cappelle sono separate dalla navata maggiore da arcate asimmetriche aperte nella muratura. Inoltre si notano finestre rettangolari nelle cappelle e due monofore arcuate nell’abside maggiore. Nel cleristorio, però, sono presenti aperture tamponate su entrambi i lati: segno di modifiche e adattamenti nel tempo.

All’esterno la copertura è a doppia falda: manto in coppi sulle navate e manto in lose sulle absidi. Quindi anche dal profilo del tetto capisci dove “finisce” lo spazio e dove iniziano le parti più antiche.

Prospetti laterali e pavimento: contrafforti, archetti e pietra di Luserna

I prospetti laterali sono in muratura rinzaffata, scanditi da contrafforti in muratura a vista e dalle diverse profondità delle cappelle. Sotto gronda, inoltre, corre una cornice di archetti pensili: è un filo continuo che “lega” i lati e tiene insieme il volume.

La pavimentazione è in lastre di pietra di Luserna a taglio irregolare. È un dettaglio concreto, perché ti ricorda subito la Val di Susa e i materiali del territorio.

Il campanile: base romanica e cuspide gotica

Il campanile, a base quadrata, si innesta a sinistra della navata maggiore, tra le due cappelle laterali. Del complesso romanico restano i primi quattro ordini in muratura rinzaffata, scanditi su ogni lato da cornici marcapiano di archetti pensili e dalle bifore sommitali. Il coronamento gotico, invece, presenta una cuspide ottagonale slanciata con quattro pinnacoli angolari intonacati. Dopo il fulmine, tra 1868 e 1869, la sommità viene ricostruita: quindi ciò che vedi oggi unisce fasi medievali e ripristini ottocenteschi.

Gli affreschi: uno scrigno dall’XI al XV secolo

Il punto forte è l’apparato pittorico: è stratificato e realizzato ad affresco in più fasi dall’XI al XV secolo. Nell’abside maggiore, entro una decorazione aniconica arcaica (X secolo), compaiono un Cristo in trono lacunoso e una teoria di Apostoli ridipinti tra 1348 e 1362 dal Maestro di Tommaso d’Acaia. Inoltre la committenza del ciclo è legata proprio al prelato Tommaso d’Acaia.

Nell’absidiola destra, l’Annunciazione e la Maiestas Domini sono del primo XIV secolo. A fine Trecento, sempre nell’absidiola destra, risulta attivo anche il pittore alessandrino Giacomo Pitterio: quindi la chiesa registra più mani e più scuole.

Nelle cappelle, negli sguanci e sugli archivolti si conservano raffigurazioni di epoche diverse: Santi, Vergine, una Pietà datata 1469, San Giacomo che entra nella città turrita di Gerusalemme, le Storie della Maddalena e una preziosa veduta del castello di Avigliana in buono stato di conservazione. Resta anche una frammentaria pesca miracolosa: non completa, ma utile per capire l’ampiezza del programma figurativo.

Presbiterio e arredi: pietra della Val di Susa e allestimento del dopoguerra

Il presbiterio storico si trova nella campata che precede l’abside, rialzato di due gradini. È stato allestito alla fine dei restauri del 1952. La mensa d’altare, a parallelepipedo, è in pietra grigia della Val di Susa e si trova isolata al centro: scelta sobria e leggibile. Il tabernacolo a colonna è collocato nell’absidiola destra, adibita a cappella dell’adorazione. Inoltre il crocifisso è appeso alla capriata soprastante, in asse con la mensa.

Tra gli arredi sono presenti banchi disposti longitudinalmente, panche, sgabelli, inginocchiatoi, un confessionale, il crocifisso e una serie di candelieri. Sono elementi semplici, però coerenti con un interno che punta più sulla pittura che sull’apparato decorativo “pesante”.

Restauri e stato di conservazione

Nel dopoguerra ( 1951–1952 ) vengono rifatti pavimento e tetto, sia la copertura esterna sia le capriate lignee. Inoltre viene costruito il nuovo altare e parte la prima campagna di restauro degli affreschi. Tra 2009 e 2011, poi, si esegue un restauro conservativo di affreschi, altare e tabernacolo, con nuovi faretti, sostituzione di vetri e infissi e recupero dell’area cimiteriale. Di conseguenza la chiesa è oggi in ottimo stato di conservazione, anche grazie alla manutenzione ordinaria.

FAQ pratiche: accesso, affreschi e cimitero antico

Dove si trova la chiesa di San Pietro di Avigliana?

È sulla cima dell’altura che domina il borgo di San Pietro, a sud del centro storico. Inoltre è raggiungibile tramite una scalinata esterna che collega direttamente chiesa e abitato.

Com’è fatta la facciata?

Ha un fronte a capanna con portale arcuato, una piccola apertura ovale e una feritoia a croce. In alto, inoltre, trovi una cornice in cotto e tre pinnacoli.

Che tipo di pianta ha l’interno?

È una pianta longitudinale asimmetrica a due navate concluse da absidi semicircolari. Inoltre ci sono tre cappelle quadrate: due a sinistra e una nell’angolo sud-ovest.

Quali affreschi sono i più importanti?

Il ciclo è stratificato (XI–XV secolo). Nell’abside maggiore compaiono Cristo in trono e Apostoli ridipinti tra 1348 e 1362; inoltre si conservano Maiestas Domini, una Pietà del 1469 e la veduta quattrocentesca del castello di Avigliana.

Quando è aperta e che tradizione locale la riguarda?

È regolarmente aperta tutte le domeniche. Inoltre è il punto di partenza della processione del Beato Cherubino Testa il 14 dicembre.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende