Una cappella di strada ad Avigliana: Sant’Antonio da Padova tra ex voto, memoria e restauri recenti

Da Alessandro Maldera
Febbraio 26, 2026

La Cappella di Sant’Antonio da Padova di Avigliana è una di quelle tappe che si capiscono al volo. È piccola, però racconta molto. Si trova lungo la provinciale tra Drubiaglio e Grangia e, proprio per questo, è una cappella “di passaggio” nel senso migliore. Inoltre è stata restaurata di recente, quindi oggi si presenta in ottimo stato.
Identità della cappella
Periodo: fine Settecento, ultimazione 1805
Dedicazione: Sant’Antonio da Padova e Madonna della Consolata
Com’è: aula rettangolare (circa 15 mq), volta a vela, facciata a capanna con campanile a vela
Dettaglio che spicca: parete destra con numerosi ex voto
Restauri: 2015 (restauro generale + tetto), 2018 (sagrato in ciottoli)
Quando si celebra: messa annuale il 16 giugno
Dove si trova e com’è inserita lungo la strada
La cappella è collocata lungo la provinciale che collega le frazioni di Drubiaglio e Grangia, in località Cascina Grossa. Davanti c’è una zona di rispetto con ciottoli e una siepe che la separa dall’asfalto, perciò l’impatto è ordinato e pulito. La parete di fondo, invece, appoggia completamente all’edificio civile retrostante: un dettaglio che spiega subito la natura “pratica” del luogo.
Quando nasce e a chi è dedicata
La costruzione risale alla fine del Settecento e risulta completata nel 1805. È dedicata a Sant’Antonio da Padova, ma anche alla Madonna della Consolata: una doppia intitolazione tipica della devozione locale, dove le figure “vicine” alla gente si sommano, non si escludono. Di conseguenza, più che un monumento, è una cappella di comunità.
La facciata: scritta, data e piccolo campanile a vela
La facciata è a capanna e guarda a est. Al centro si apre il portone, sopra cui compare la scritta “D.O.M Sant’Antonio da Padova”. Ai lati, inoltre, trovi due sedute in muratura e due aperture rettangolari con grata: elementi semplici, ma molto coerenti con una cappella di strada.
Sopra la cornice marcapiano, un piccolo timpano riporta la data 1805, cioè l’anno di consacrazione. Sporgono anche le travi del tetto, con rifiniture e grondaie in rame: un dettaglio che, pur essendo tecnico, “fa” la faccia dell’edificio.
Interno: essenziale, ma non vuoto
Dentro l’aula è rettangolare e molto contenuta: circa 15 mq. La copertura è una volta a vela, senza grandi elementi architettonici, quindi l’effetto è immediato e raccolto. Le tinte — rosa e ocra chiaro — si alternano sulle pareti e simulano raccordi e cornici, perciò l’insieme risulta curato anche senza ricchezza di materiali.
Sopra la mensola marcapiano, inoltre, è stata recuperata una decorazione muraria a secco con girali vegetali intrecciati e fiori: un tocco leggero che cambia l’atmosfera.
Ex voto e arredi: la parte “umana” della cappella
Il dettaglio più parlante è la raccolta di ex voto appesa alla parete destra. Non è decorazione: è memoria. E infatti ti fa capire che questa cappella è stata usata, non solo guardata.
Gli arredi sono pochi, però funzionali: quattro banchi, un inginocchiatoio, stampe devozionali incorniciate, candelabri e un tabernacolo in metallo. La zona presbiteriale non è marcata da balaustre o gradini: tuttavia due sporgenze del muro di fondo indicano l’antico altare, su cui è collocato il piccolo tabernacolo.
Struttura e copertura: com’è fatta davvero
La struttura è in muratura intonacata, mentre il tetto è a doppia falda con orditura lignea e manto in coppi. Il pavimento è in piastrelle di graniglia (di sostituzione) con decorazioni geometriche: quindi, anche qui, semplicità sì, ma con una certa cura.
Sul lato sinistro della facciata c’è un piccolo campanile a vela in mattoni, intonacato nella parte inferiore. La campana è unica e il meccanismo è manuale: niente automatismi, insomma, e proprio per questo è un segno “antico” ancora leggibile.
Restauri recenti e celebrazione annuale
Qui arriva la parte pratica: nel 2015 la cappella è stata sottoposta a un restauro generale con integrazioni, reintonacature interne ed esterne e rifacimento del tetto. Nel 2018, invece, è stato rifatto il sagrato in ciottoli. Perciò oggi la conservazione è davvero buona.
La messa viene celebrata una volta l’anno, il 16 giugno: una ricorrenza che conferma l’uso comunitario del luogo, anche se non è una chiesa “di calendario” continuo.
FAQ – Informazioni per la visita
Lungo la provinciale tra le frazioni di Drubiaglio e Grangia, in località Cascina Grossa, con piccolo sagrato in ciottoli e siepe a separarla dalla strada
Nasce tra fine Settecento e inizio Ottocento; la facciata riporta la data 1805, legata alla consacrazione/ultimazione
È dedicata anche alla Madonna della Consolata, elemento citato nelle descrizioni storiche della cappella
Soprattutto la raccolta di ex voto sulla parete destra; inoltre si notano le decorazioni recuperate con motivi floreali e girali vegetali
Sì, però in modo occasionale: viene celebrata la messa una volta l’anno, il 16 giugno, e la cappella è in buono stato grazie ai restauri del 2015 e 2018

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



