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Cappella di San Giovanni Vincenzo di Caprie a Celle: portico, oculo e abside nella grotta

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Da Alessandro Maldera

Febbraio 23, 2026

La Cappella di San Giovanni Vincenzo di Caprie si trova nella frazione Celle, proprio di fronte alla chiesa parrocchiale. Fin qui, sembra una cappella “normale”. Però appena entri capisci la differenza: la navata è addossata a una caverna naturale, che oggi funziona come area absidale e che, secondo la tradizione, sarebbe stata un eremo nel X secolo. Inoltre, tra facciata importante e portico a tre arcate, è una tappa che resta impressa anche con pochi minuti a disposizione.

– È a Celle di Caprie, davanti alla parrocchiale
– Facciata a capanna con timpano triangolare, oculo e due nicchie con statue
– Portico in facciata con tre arcate su colonnine e chiusura laterale dei muri d’ambito
– Dentro: navata unica addossata alla grotta, che fa da abside, con cantoria in controfacciata

Dove si trova: nel cuore di Celle, davanti alla parrocchiale

La cappella è collocata nella frazione Celle e sta frontalmente rispetto alla chiesa parrocchiale. Perciò è facilissima da inserire in un giro a piedi: arrivi, guardi la facciata, attraversi lo spazio davanti alla parrocchia e sei già lì. Inoltre questa posizione “a confronto” con l’edificio principale del borgo la rende subito riconoscibile.

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La facciata: capanna, timpano triangolare e una scansione molto netta

All’esterno la facciata ha un impianto importante, profilato a capanna e concluso da timpano triangolare. È scandita da quattro lesene che organizzano le campiture: al centro trovi una finestra ad oculo, mentre ai lati compaiono due nicchie con statue di santi. Quindi l’insieme è simmetrico, ma non banale, perché ogni elemento ha un ruolo chiaro nella composizione.

Il portico: tre arcate che “preparano” l’ingresso

Davanti alla facciata c’è un porticato che crea uno spazio di passaggio e di soglia. Le aperture sono tre arcate sorrette da colonnine, mentre i lati sono chiusi dai muri d’ambito: di conseguenza l’ingresso risulta protetto e ben incorniciato. Anche la copertura del portico segue una logica propria, perché è a falda singola con manto in lose.

Dentro: navata unica e abside nella roccia

L’interno è a navata unica e l’aula è voltata a vela, però il vero punto distintivo è un altro: la navata è addossata alla caverna naturale, che costituisce l’area absidale. In pratica, quindi, la cappella “finisce” dentro la roccia, e questo cambia subito la percezione dello spazio.

Dal punto di vista strutturale la navata è in muratura portante in pietrame, mentre nell’area absidale trovi la roccia al naturale. Anche le finiture lo mostrano bene: esterno intonacato e tinteggiato; dentro, navata intonacata e tinteggiata, ma abside lasciata alla pietra viva. Inoltre lo stato di conservazione è segnalato come buono.

Cantoria e dettagli funzionali: logica “semplice”, ma leggibile

In controfacciata è sistemata una cantoria su un supporto colonnato. Per arrivarci, inoltre, c’è una scala in pietra: un dettaglio pratico che racconta l’uso reale dell’edificio, non solo la sua forma.

A terra trovi una pavimentazione in lastre di pietra, coerente con l’idea di un luogo legato alla roccia. Gli arredi seguono la stessa linea: altare e altare a pariete seiunctum sono in pietra, e davanti al presbiterio compare una pergula presbiteriale in metallo.

Coperture in lose: continuità con il paesaggio di Celle

La cappella ha un tetto a due falde con copertura in lose. Anche il portico, come detto, è coperto in lose, seppur con falda unica. Quindi l’edificio rimane coerente con la tradizione costruttiva locale e si “mimetizza” bene nel contesto.

Storia: citazioni, ricostruzioni e restauri

La cappella è citata per la prima volta nella visita pastorale del 1782. In quel contesto viene ricordata anche la sua posizione, costruita in adiacenza alla grotta che, secondo la tradizione popolare, sarebbe stata usata nel X secolo come eremo da San Giovanni Vincenzo. Non è una prova “archeologica”, però è un racconto locale radicato e significativo.

Tra 1805 e 1807 si procede alla costruzione dell’attuale cappella, abbattendo parte della roccia posta a sud della grotta. Quindi l’edificio che vedi oggi nasce da una scelta concreta: modellare lo spazio intorno alla cavità naturale.

Nel 1840 il parroco di Celle fa ricostruire il tetto ed eseguire riparazioni alle pareti. Più tardi, nel 1934, la cappella viene restaurata dall’impresa Felice Maffiotto di Borgone Susa. In altre parole, il luogo ha avuto manutenzione e interventi reali, non solo “memoria”.

FAQ – Dubbi comuni sulla cappella davanti alla parrocchiale

Dove si trova la Cappella di San Giovanni Vincenzo di Caprie?

È nella frazione Celle di Caprie, di fronte alla chiesa parrocchiale

Perché è diversa dalle altre cappelle del territorio?

Perché la navata è addossata a una grotta naturale che oggi funziona come area absidale, lasciata in roccia al naturale

Com’è fatta la facciata?

È a capanna con timpano triangolare, scandita da quattro lesene, con un oculo centrale e due nicchie con statue di santi

Che cosa caratterizza l’ingresso?

Un portico con tre arcate sorrette da colonnine, chiuso lateralmente dai muri d’ambito e coperto a falda singola in lose

Quali sono le date storiche principali?

Prima citazione nel 1782, costruzione dell’attuale cappella tra 1805 e 1807, interventi nel 1840 e restauro nel 1934 a cura dell’impresa Felice Maffiotto di Borgone Susa

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende