Croce Chabrière di Bardonecchia: salita panoramica sulla cresta della Melmise

Da Alessandro Maldera
Febbraio 22, 2026

La Croce Chabrière è uno dei punti panoramici più conosciuti sopra Bardonecchia: una croce di vetta, essenziale e diretta, piazzata nel posto giusto per dominare la conca come un anfiteatro.
Non è un santuario e non è un “monumento da cartolina”; tuttavia è un riferimento vero per escursionisti e trail runner. E infatti la sua forza sta tutta in tre cose: salita secca, panorama enorme e tracce di storia alpina lungo il percorso.
Scheda rapida dell’escursione
- Partenza: Bardonecchia (zona alta, a seconda dell’accesso scelto)
- Arrivo: Croce Chabrière
- Sviluppo in salita: circa 3 km (versione diretta/vertical)
- Dislivello positivo: circa 842 m
- Quota: indicativa 2180–2200 m (valori variabili a seconda delle fonti)
- Acqua: disponibile solo in zona partenza
- Rientro: stessa via oppure mulattiera verso Grange Chaffaux
Dove si trova la Croce Chabrière e cosa guarda
La croce si trova nel territorio comunale di Bardonecchia, sul versante che affaccia verso la conca e la zona di Rochemolles.
Il punto è censito anche in cartografia online con coordinate 45.1018741, 6.7127286. Inoltre la quota viene riportata con piccole differenze tra fonti (indicativamente 2180–2200 m), cosa abbastanza normale quando cambiano i riferimenti e le mappe.
Perché è una meta così amata
Qui il “perché” è semplice: si sale in relativamente poco, però si ottiene una vista che sembra da gita lunga.
Inoltre la Croce Chabrière si presta bene a due stili diversi:
- escursione classica (passo regolare, pausa in vetta, rientro tranquillo)
- salita sportiva (versione “vertical” con ritmo da trail)
Quindi è una meta trasversale: ci arrivano i camminatori della domenica allenati, ma anche chi corre e vuole dislivello subito.
Un percorso di oggi su tracce “vecchie” di montagna
L’itinerario più citato parte dalla parte alta di Bardonecchia e segue la cresta della Melmise fino al punto della croce. Nella versione più “diretta” si parla di circa 3 km di sola salita con oltre 800 m di dislivello positivo (842 m riportati in una scheda).
Lungo la salita, inoltre, si notano spesso tornanti regolari, vecchi tracciati e segni di viabilità storica: non serve “romanzarla”, ma la mano dell’uomo in questo versante si legge eccome.
In alcune descrizioni escursionistiche si collega il contesto a lavori di sistemazione militare della conca tra 1938 e 1939; tuttavia non è sempre documentato “al millimetro” sulla sola croce. In ogni caso il punto interessante resta questo: il sentiero moderno cammina sopra un territorio che, per decenni, è stato anche logistica e controllo di quota.
Croce di vetta: simbolo semplice, effetto enorme
La Croce Chabrière non è famosa per opere d’arte o apparati decorativi. E proprio per questo funziona: è una croce “di montagna”, punto e basta.
Allo stesso tempo diventa un segnale mentale: arrivi, ti fermi, respiri, e capisci dove sei. Poi alzi gli occhi e la conca di Bardonecchia si mette in posa da sola.
Cosa aspettarsi davvero: pendenza, meteo e buon senso
Qui conviene essere netti: è un itinerario breve, ma ripido. Quindi serve fiato, acqua e un minimo di gestione dello sforzo (soprattutto se parti “a freddo”).
Inoltre, essendo una quota alpina, il meteo cambia in fretta: vento, nuvole e calo termico possono arrivare anche quando sotto è quasi primavera. Perciò scarpe serie, strato caldo e controllo previsioni non sono consigli “da mamme”, sono tempo risparmiato.
Varianti e rientro: stesso percorso o mulattiera verso valle
La discesa può essere fatta sul tracciato di salita, che è la scelta più lineare. In alternativa, viene segnalata una mulattiera che scende in direzione delle Grange Chaffaux: così, se vuoi, trasformi la salita “secca” in un giro più vario.
Di conseguenza la Croce Chabrière può essere anche un tassello dentro itinerari più lunghi verso creste e collegamenti della zona Melmise, senza restare per forza sul formato “su e giù”.
FAQ – Croce Chabrière di Bardonecchia: le domande importanti
No: è una croce di vetta, quindi un simbolo alpino essenziale. Tuttavia mantiene una dimensione “di rispetto” tipica delle cime, senza essere un complesso monumentale
È relativamente breve, però è ripida: nella versione diretta si parla di circa 3 km di salita con 842 m D+, quindi va presa sul serio, soprattutto se fa caldo o se parti forte
Di solito no: viene segnalata acqua solo in zona partenza, quindi conviene partire già riforniti
Puoi rientrare dalla stessa via; in alternativa, viene indicata una mulattiera di discesa verso le Grange Chaffaux, utile se vuoi un giro più vario
Le quote riportate oscillano leggermente tra fonti, intorno a 2180–2200 m. In ogni caso sei già in ambiente d’alta montagna, quindi meteo e vento possono cambiare in fretta

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



