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Tur d’Amun di Bardonecchia: il parco archeologico dell’antico castello signorile sopra il Borgo Vecchio

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Febbraio 20, 2026

Tur d’Amun è il punto in cui Bardonecchia smette di essere solo “montagna e sport” e diventa storia nuda, pietra su pietra. Il sito conserva i resti dell’antico castello signorile, costruito in quota per controllare la conca e i passaggi alpini. Oggi, invece, si visita come parco archeologico, con strutture riportate in luce e un percorso semplice da seguire. E sì: non è un castello “da cartolina”, però racconta molto di più.

Tur d’Amun: date chiave da ricordare

  • Seconda metà XII secolo: nascita probabile del castello (prima militare, poi residenziale)
  • XIV–XV secolo: centro del potere dei De Bardonisca
  • Guerre di religione: incendio guidato dal capitano La Cazette e ristrutturazioni
  • Primi anni del Seicento: passaggio ai De Jouffrey
  • 1670: vendita alla comunità e fine del potere feudale locale
  • Dal ’700: decadenza e crolli, nel 1866 resta in piedi la torre centrale
  • Dal 1999: recupero, restauro e strutture riportate in luce

Cos’è Tur d’Amun e dove si trova

Tur d’Amun è un parco archeologico che custodisce le rovine del castello storico di Bardonecchia. Si trova a monte del Borgo Vecchio, quindi sopra il nucleo più antico del paese. Proprio per questo la sua posizione è dominante: allora serviva al controllo, mentre oggi regala una lettura chiara della Bardonecchia medievale.

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Le origini: un castello del XII secolo nato per difendere

Le ricostruzioni locali indicano una nascita probabile nella seconda metà del XII secolo. Inizialmente la funzione era militare; poi, con il tempo, il complesso diventò anche residenza dei signori del luogo.
Inoltre, grazie alla quota, il castello controllava il transito sui valichi alpini di Scala, Frejus e La Rho. E, nello stesso panorama, si contrapponeva al castello di Bramafam, che stava sul lato opposto della conca.

Il cuore del potere nel XIV–XV secolo: i De Bardonisca

Tra XIV e XV secolo il castello fu un centro decisivo della signoria dei De Bardonisca. Non era una torre isolata: era un complesso organizzato e “abitabile”, con funzioni pratiche e rappresentative.

Com’era fatto il castello

Il sistema ruotava attorno a tre torrioni quadrati. Intorno c’erano sale, camere, cucina, stalle e altri edifici di servizio.
L’intero complesso era chiuso da una cinta muraria lunga circa 160 metri di perimetro.
Il pezzo forte, però, era la torre centrale: alta circa 21 metri, divisa in 4 piani, affiancata da una loggia, una sala di rappresentanza e una camera con camino.

L’incendio nelle guerre di religione e le modifiche strutturali

A un certo punto arriva l’episodio brutale: durante le guerre di religione, truppe ugonotte si rifugiarono nel castello. I cattolici, guidati dal capitano La Cazette, appiccarono il fuoco per stanarle.
Il danno fu serio. Perciò la ristrutturazione cambiò il castello in altezza e in profondità, con l’aggiunta di un ampio vano interrato coperto. Quindi non parliamo solo di “riparazioni”: la struttura venne proprio trasformata.

Dal Seicento alla fine del feudalesimo: De Jouffrey e comunità

Nei primi anni del Seicento il castello e la Signoria passarono alla famiglia De Jouffrey, che introdusse cambiamenti funzionali ed estetici.
Poi, nel 1670, i De Jouffrey vendettero i diritti signorili e gli edifici alla comunità di Bardonecchia. E qui la cosa è netta: il paese si affrancò dal potere feudale.

Decadenza e crolli: dal ’700 al Novecento

Dal Settecento il castello entrò in decadenza e collassò poco alla volta. Già nel 1866 risultava in piedi solo la torre centrale.
Negli anni Venti del Novecento la torre arrivava ancora fino all’altezza della merlatura; tuttavia una serie di crolli progressivi la ridusse a un rudere.

Recupero e restauro dal 1999: cosa si vede oggi

Dal 1999 sono partiti interventi di recupero e restauro. L’asportazione dei depositi di crollo ha riportato in luce una parte importante delle strutture.
Oggi, infatti, nel parco si riconoscono elementi precisi, non “due sassi a caso”.

FAQ – Visitare Tur d’Amun: storia, resti e accesso

Tur d’Amun cos’è: un castello o un parco archeologico?

È un parco archeologico che conserva i resti dell’antico castello signorile di Bardonecchia, oggi non più integro ma leggibile nelle sue strutture principali

Quando nasce il castello di Tur d’Amun?

La nascita è indicata come probabile nella seconda metà del XII secolo, prima con funzione militare e poi anche residenziale

Perché la posizione era così strategica?

Perché dominava la conca e controllava il transito sui valichi Scala, Frejus e La Rho; inoltre si contrapponeva al castello di Bramafam sull’altro lato della conca

Cosa succede durante le guerre di religione?

Il castello fu incendiato dai cattolici guidati dal capitano La Cazette per stanare truppe ugonotte; poi la ricostruzione modificò la struttura e aggiunse un grande vano interrato coperto

Cosa resta visibile oggi?

Si vedono il torrione (con i primi due piani recuperati), parti della torre orientale, tratti di cinta muraria, torri circolari a sud e alcuni vani di servizio, con percorso a pannelli autoguidati

Il sito è sempre aperto? E la torre?

Il parco è indicato come sempre accessibile, mentre la torre si visita su prenotazione

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende