Chiesa di San Giovanni Evangelista di Bruzolo: dal campanile medievale alla parrocchiale del Settecento

Da Alessandro Maldera
Febbraio 17, 2026

La Chiesa di San Giovanni Evangelista di Bruzolo si riconosce subito perché sta in posizione elevata e panoramica rispetto al centro del paese. Inoltre, pur essendo un edificio ricostruito nel Settecento, conserva un segno “antico” che pesa: il campanile romanico, unico resto della parrocchiale precedente. Dentro, poi, trovi tre navate e un apparato decorativo continuo, con una sorpresa nel cappellone laterale: un ciclo seicentesco della Passione
I punti forti della Chiesa
– Il portale ligneo settecentesco, dettaglio “di carattere” sulla facciata
– Il ciclo seicentesco della Passione nel cappellone accessibile dalla navata destra
Una chiesa alta sul paese: perché qui la vista conta
Qui l’impatto non è solo architettonico: infatti la chiesa domina Bruzolo dall’alto e, di conseguenza, sembra fare da punto fermo per tutto l’abitato. Inoltre la tradizione locale colloca l’edificio sul sedime di una chiesa più antica, probabilmente romanica, e questo spiega perché alcuni elementi “stacchino” rispetto al resto.
La facciata: navata principale in evidenza e ritmo a due registri
La facciata è costruita per farsi leggere senza fatica. Il corpo della navata centrale avanza rispetto alle laterali e, così, viene enfatizzato da una composizione ordinata in due registri. Inoltre le superfici sono scandite da lesene di ordine tuscanico, raddoppiate alle estremità per chiudere visivamente la facciata e darle più “peso”.
Un dettaglio che vale la sosta, poi, è il portale ligneo settecentesco: non è un’aggiunta qualunque, ma uno di quegli elementi che rendono riconoscibile un edificio anche a distanza ravvicinata.
Il campanile romanico: l’unico superstite della chiesa medievale
Se vuoi il collegamento diretto con il passato, è qui. Il campanile romanico è l’unico resto dell’antica parrocchiale: infatti la chiesa medievale, ormai in pessimo stato, venne demolita nel 1724 e della struttura originaria si salvò solo la torre. Quindi, quando lo guardi, stai letteralmente vedendo ciò che “è rimasto in piedi” mentre tutto il resto cambiava.
Interni a tre navate: cantoria, bussola e decorazioni continue
L’interno segue uno schema ampio e regolare: tre navate che terminano con un’abside rettilinea. Inoltre l’accesso alla navata centrale è filtrato da una bussola lignea, e subito dopo si nota un grande arco ribassato che sostiene la balconata della cantoria: un dispositivo semplice, però molto leggibile.
L’impressione generale, poi, è di continuità decorativa: l’aula è infatti ricoperta da motivi pittorici fitomorfi e geometrici, che accompagnano lo sguardo lungo tutto lo sviluppo della chiesa.
Il cappellone laterale: il racconto seicentesco della Passione
Dalla navata destra si accede a un cappellone laterale dove si conserva un elemento di forte interesse: un ciclo pittorico del Seicento dedicato alle scene della Passione. È un’aggiunta che cambia il tono della visita, perché aggiunge narrazione e iconografia a un impianto architettonico già ordinato.
Struttura, volte e coperture: come “regge” lo spazio
Dal punto di vista costruttivo l’edificio è in muratura mista, intonacata e tinteggiata. All’interno lo stato è indicato come ottimo, mentre all’esterno si segnala un parziale dilavamento: quindi, se fuori può sembrare più “stanco”, dentro la lettura resta pulita.
L’apparato interno sfrutta una tessitura di pilastri con lesene addossate che arrivano a una cornice continua; su quella cornice, poi, si impostano le volte a crociera, presenti anche in area presbiteriale. Quanto alle coperture, il disegno è articolato ma coerente:
- navata centrale e presbiterio: tetto a due falde con testa a padiglione
- navata laterale destra: copertura a falda unica con testa a padiglione
- navata laterale sinistra: copertura a due falde
Il manto, inoltre, è in lose, scelta tipica e funzionale per il contesto alpino
Pavimenti: pietra nelle navate e bicromia in presbiterio
Sotto i piedi non trovi “effetti speciali”, ma materiali coerenti. Nelle navate la pavimentazione è in lastre di pietra, mentre nel presbiterio compaiono lastre bicrome: un cambio semplice che, però, aiuta a percepire lo stacco tra aula e zona liturgica.
Cronologia essenziale: dal 1172 al presbiterio rinnovato
La presenza di una chiesa a Bruzolo è attestata già l’11 dicembre 1172, segno che qui il ruolo religioso era strutturato da secoli. Tuttavia l’antica parrocchiale romanica arrivò a un punto di non ritorno e, nel 1724, venne abbattuta per le condizioni di degrado, preservando soltanto il campanile. Subito dopo, tra 1725 e 1727, si costruì l’edificio attuale.
Nel 1856 la chiesa fu ampliata e, nello stesso anno, si completò anche la decorazione interna: quindi l’aspetto che vedi oggi nasce dall’incontro tra impianto settecentesco e “rifinitura” ottocentesca. Infine nel 2005 si intervenne sul presbiterio e si sostituì gran parte della pavimentazione, aggiornando una zona centrale della liturgia e della fruizione.
FAQ – Domande chiare sulla Chiesa di San Giovanni Evangelista
È in posizione elevata e panoramica rispetto al centro abitato, quindi si nota anche arrivando in paese
Il campanile romanico, unico resto della parrocchiale precedente demolita nel 1724
L’impianto è a tre navate e termina con un’abside rettilinea; inoltre sono presenti bussola lignea e cantoria
Un ciclo pittorico seicentesco dedicato alle scene della Passione, accessibile dalla navata destra
Prima citazione nel 1172, demolizione della romanica nel 1724, ricostruzione tra 1725–1727, ampliamento e decorazioni nel 1856, interventi su presbiterio e pavimenti nel 2005

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



