Palazzo Comunale di Villafranca Piemonte e ala comunale: la tettoia tardogotica del mercato e la memoria storica in sala consiliare

Da Alessandro Maldera
Febbraio 09, 2026

Nel centro storico di Villafranca Piemonte, il Palazzo Comunale non si racconta solo “da facciata”. Infatti, accanto alla funzione istituzionale, qui spicca l’ala comunale, un raro esempio di edilizia tardo gotica legata al mercato. Inoltre, una tradizione locale tira in ballo perfino la gogna del “pellerino”, dettaglio che dà carattere al luogo. E, come se non bastasse, nella sala consiliare si conserva un dipinto che ricostruisce la Villafranca di un tempo.
Ala comunale: struttura, uso e curiosità del “pellerino”
Cos’è l’ala comunale e perché conta davvero
L’ala di Villafranca Piemonte è una struttura storica nata come spazio coperto per il commercio. È importante perché rappresenta uno degli ultimi esempi di alee lignee che richiamano, per tipologia, l’antica ala di Saluzzo. Quella saluzzese era stata eretta nel 1501, era nota come “del Pellerina” e, tuttavia, venne demolita nel 1957: perciò la sopravvivenza villafranchese pesa ancora di più.
Il “pellerino” e la storia (scomoda) della gogna
Secondo la tradizione locale, il termine “pellerino” – usato anche in alternativa alla parola “ala” – sarebbe legato alla possibile presenza del pelerinum, cioè della gogna/berlina. In pratica, qui (dentro la tettoia o a ridosso) si sarebbe potuto esporre chi veniva colto in frodi nel commercio. È un dettaglio ruvido, però rende chiara una cosa: mercato e controllo pubblico, allora, camminavano insieme.
Struttura e materiali: cosa guardare sotto il tetto
La somiglianza con l’ala “Pellerina” di Saluzzo è descritta come evidente. Infatti, la pianta è rettangolare, organizzata in due navate su tre file di pilastri a sezione ottagonale (diametro circa 60 cm). Inoltre, i pilastri sono uniti perimetralmente da un cordolo in muratura intonacata, che “chiude” la geometria e rende più leggibile l’impianto.
Poi c’è la copertura, che è il cuore tecnico dell’insieme: una trave lignea impostata sui pilastri di spina sostiene i puntoni, rinforzati da saette. Sopra, quindi, arriva il manto di copertura in coppi, mentre sotto trovi una pavimentazione in acciottolato: solida, pratica, coerente con un uso quotidiano.
A cosa serviva: dal grano a “tutta la merce”
All’inizio l’ala comunale funzionava come mercato coperto soprattutto per le granaglie. Successivamente, però, l’uso si allarga e diventa uno spazio per ogni tipologia merceologica. È un’evoluzione logica: quando hai un riparo stabile, il mercato si espande, e con lui cambia anche il ritmo della piazza.
Il dipinto della Villafranca “di una volta”
Nel Palazzo Comunale di Villafranca Piemonte, nella sala consiliare, è segnalata la presenza di un dipinto dedicato alla toponomastica della Villafranca di un tempo. L’opera è attribuita in modo probabile al pittore Teonesto Deabate. Quindi la visita si gioca su due piani: fuori la storia materiale del commercio, dentro la memoria “disegnata” della città.
FAQ – Delucidazioni su Palazzo Comunale e ala del mercato
È una tettoia/ala comunale: nasce come spazio coperto per il mercato, non come edificio difensivo
Perché la struttura di Villafranca è considerata uno degli ultimi esempi di alee lignee simili alla “Pellerina” di Saluzzo, costruita nel 1501 e demolita nel 1957
Si collega al pelerinum, cioè alla gogna/berlina dove sarebbero stati esposti i colpevoli di frode nel commercio, forse dentro o vicino all’ala
La pianta rettangolare a due navate, i pilastri ottagonali, la struttura lignea con puntoni e saette, e il tetto in coppi con pavimento in acciottolato
Nella sala consiliare è segnalato un dipinto sulla toponomastica della Villafranca di un tempo, attribuito in modo probabile a Teonesto Deabate

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



