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Cappella di Sant’Anna alla Bicocca: la piccola chiesa di campagna di Scalenghe

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Febbraio 07, 2026

La Cappella Sant’Anna di Scalenghe è una sosta breve, però “pulita” da leggere: è isolata, sta sul ciglio della strada e non ha fronzoli inutili. Eppure, appena ti avvicini, noti il sagrato ciottolato, la facciata a capanna e un interno più curato di quanto sembri. Inoltre l’abside più stretta e il piccolo campanile triangolare la rendono riconoscibile al primo colpo.

Colpo d’occhio su Sant’Anna a Bicocca

  • Dove: località Bicocca, in posizione isolata sul bordo strada
  • Segno esterno: facciata a capanna con lesene e portale con edicola
  • Spazio: aula rettangolare con abside semicircolare più stretta
  • Da notare: volta a vela in aula e campaniletto triangolare sul lato destro del fronte

Dove si trova e perché è una tappa “fuori rotta”

La cappella è in località Bicocca, e sta in posizione isolata, praticamente sul ciglio di una strada che la sfiora lateralmente. Di conseguenza non la incontri “per caso” come una chiesa di centro storico: ci arrivi apposta, fai la sosta, e riparti. Inoltre davanti c’è uno stretto sagrato ciottolato che la separa dal campo, quindi l’ingresso ha subito un suo micro-spazio, piccolo ma chiaro.

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L’esterno: facciata a capanna e dettagli “essenziali”

La facciata è a capanna, in muratura intonacata, e si sviluppa in un solo ordine con lesene. In alto, infatti, è chiusa da un timpano che completa la sagoma in modo lineare.

Al centro si apre un portoncino ligneo, incorniciato da un portale con edicola: è il punto che “disegna” davvero il prospetto. Ai lati, invece, compaiono due finestre, mentre sopra l’ingresso trovi una piccola tettoia e, più in alto, un’ulteriore finestra: così l’insieme rimane semplice, però ben scandito.

Pianta e proporzioni: navata rettangolare e abside più stretta

L’impianto è immediato. La cappella ha un’aula rettangolare, conclusa da un’abside semicircolare di larghezza inferiore rispetto alla navata. Quindi la parte finale “stringe” e guida lo sguardo verso la zona liturgica, senza bisogno di grandi effetti.

Volte e struttura: come è coperta dentro

La struttura è in muratura. L’aula è coperta da una volta a vela, e questo rende lo spazio compatto ma non schiacciato. L’abside, invece, è più articolata: c’è una volta a botte unghiata su cui si innesta un catino costolonato. In pratica, la chiusura absidale combina una copertura a botte con l’idea di una semicalotta scandita da costolature, creando una conclusione più “disegnata” rispetto al resto.

Tetto e campanile: coppi e piccolo segno triangolare

Sopra, la copertura è un tetto a doppia falda con manto in coppi. E poi c’è il dettaglio più simpatico (e riconoscibile): un piccolo campanile triangolare in muratura intonacata, impostato sul lato destro della facciata. È minimale, però funziona come “firma” del prospetto.

Fianchi e pavimento: finiture semplici, senza scene

I prospetti laterali sono in muratura intonacata, senza particolari “colpi di teatro”. A terra, invece, la pavimentazione è in piastrelle di gres: scelta pratica, e infatti torna anche nella storia degli interventi del Novecento.

Presbiterio: cosa è cambiato con l’allestimento postconciliare

Qui la cosa importante è questa: il presbiterio storico occupava l’area dell’abside, però oggi non esiste più nella forma originaria perché è stato sostituito dall’allestimento liturgico attuale. Inoltre l’altare maggiore in marmo, che un tempo era a ridosso della parete di fondo, è stato spostato per la collocazione postconciliare. Quindi la cappella racconta anche, in piccolo, il cambio di impostazione liturgica del secondo Novecento.

Decorazioni interne: monocromie e rivestimento fino a mezza altezza

Le superfici sono decorate con campiture monocrome, quindi il tono resta sobrio. In più le pareti presentano un rivestimento plastico fino a mezza altezza: un segno tipico di interventi “funzionali”, pensati per proteggere e uniformare, più che per stupire.

Cronologia essenziale: costruzione e restauri

  • 1760–1770: costruzione della cappella
  • 1928: restauro generale con posa del pavimento in gres, rivestimento plastico interno e risistemazione del presbiterio
  • 1970–1980: intervento di riplasmazione del presbiterio
  • 1985–1986: restauro e tinteggiatura degli intonaci esterni

Prima di vederla: chiarimenti veloci su Sant’Anna

La Cappella Sant’Anna di Scalenghe dov’è esattamente?

È a Scalenghe in località Bicocca, in posizione isolata, sul bordo di una strada che la lambisce lateralmente

Quali sono i segni esterni più riconoscibili?

La facciata a capanna intonacata, il portale con edicola e il piccolo campanile triangolare sul lato destro del fronte

Com’è fatta dentro, in due parole?

Aula rettangolare coperta da volta a vela e abside semicircolare più stretta, con copertura più articolata verso la chiusura

Il presbiterio è ancora quello storico?

No: il presbiterio storico non è più presente nella forma originaria ed è stato sostituito dall’allestimento liturgico attuale; inoltre l’altare maggiore in marmo è stato spostato dalla parete di fondo per la sistemazione postconciliare

Che interventi importanti ci sono stati nel Novecento?

Nel 1928 un restauro generale (tra cui pavimento in gres e rivestimento interno), poi una riplasmazione del presbiterio tra 1970 e 1980, e infine il restauro/tinteggiatura esterna nel 1985–1986

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende