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Storia di Cercenasco: origini, feudi, guerra del 1693 e luoghi simbolo del paese

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Da Alessandro Maldera

Febbraio 06, 2026

Cercenasco ha una storia che non vive di “leggende”: vive di documenti, investiture e passaggi di mano. Inoltre il paese porta addosso le tracce della grande politica europea, perché nel 1693 il castello venne raso al suolo durante una campagna militare durissima. Eppure, di conseguenza, la memoria locale non è solo guerra: è anche usi civici, chiese, affreschi e una comunità che, nel tempo, si riorganizza.

Scheda sulla storia di Cercenasco

1001: diploma di Ottone III a Olderico Manfredi (con Virle e Vigone)
1026: conferma di Corrado il Salico
1027: podere a Cavour dal vescovo Landolfo (corte di Gorretta)
1225–1228: feudo ai Bernezzo, investitura di Leonetto
1689: feudo ai Malabayla di Canale
Ottobre 1693: castello distrutto durante la campagna di Catinat

Il nome Circinascum: cosa significa e da dove può venire

Il toponimo Circinascum è una forma aggettivale in -asco, un suffisso collegato a un’origine ligure. Deriva da circinus (“circolo”) e, probabilmente, indicava un recinto. È un dettaglio piccolo, però utile: suggerisce un luogo definito, “chiuso”, riconoscibile già nel nome.

Dal X secolo ai primi atti ufficiali: marchesi di Susa, imperatori e abbazie

Nel X secolo Cercenasco rientra nei possedimenti dei marchesi di Susa. Poi arrivano le conferme “pesanti”: un diploma di Ottone III (1001) conferma Cercenasco, insieme a Virle e Vigone, a Olderico Manfredi. E nel 1026 fa lo stesso Corrado il Salico.

Nel 1027, inoltre, l’abbazia di Cavour riceve dal vescovo di Torino Landolfo un podere nel territorio di Cercenasco, con la piccola corte di Gorretta. È un passaggio importante perché aggancia il paese alle grandi reti ecclesiastiche e patrimoniali del tempo.

Savoia, investiture e nuove famiglie: da Castagnole ai Piossasco

Nel 1045 il territorio passa ai conti di Savoia, che lo investono prima ai signori di Castagnole e poi ai Piossasco. Quindi, già in questa fase, Cercenasco entra in una logica feudale “dinamica”: non resta fermo, ma cambia gestione in base a equilibri e alleanze.

Il feudo ai Bernezzo: castello e cappella di Sant’Anna

Nel 1225 il feudo passa ai signori di Bernezzo. È Leonetto a ricevere l’investitura da Tommaso I di Savoia nel 1228. E sono poi gli eredi a far costruire due elementi che restano centrali nella memoria storica: il castello e la cappella di Sant’Anna.

Il 1482 e la dote che sposta gli equilibri

Nel 1482 Lucia di Bernezzo porta in dote parte del feudo al marito Tommaso, figlio illegittimo di Ludovico I, marchese di Saluzzo. È un classico meccanismo medievale: matrimoni e doti funzionano come “contratti territoriali”. Di conseguenza il feudo si frammenta e cambia traiettoria.

1689: il feudo ai Malabayla, poi la ferita del 1693

Dopo ulteriori passaggi, il feudo arriva alla famiglia Malabayla di Canale nel 1689. Tuttavia la svolta più drammatica è dietro l’angolo: nell’ottobre 1693 il castello di Cercenasco viene distrutto durante la campagna della Guerra della Grande Alleanza.

Il contesto è netto: le truppe francesi, guidate dal generale Catinat, si confrontano con quelle sabaude comandate da Vittorio Amedeo II di Savoia. Aggirate le forze sabaude impegnate nell’assedio di Pinerolo, i francesi passano dal colle delle Finestre, scendono verso la Val di Susa e danno battaglia in località Marsaglia da una posizione di vantaggio. L’esercito austro-piemontese viene sbaragliato e, di conseguenza, Catinat controlla l’area e avvia devastazioni per indebolire il duca di Savoia.

In una lettera a Luigi XIV, Catinat rivendica l’incendio e la demolizione del castello con le mine: un passaggio riassumibile così, con le sue stesse parole (estratto breve): “bruciammo Scalenghe e Cercenasco… le abbattemmo con le mine”.

Usi civici e affrancamento: 1724, 1795 e 1797

La storia locale non è fatta solo di famiglie nobili: è fatta anche di diritti concreti, quotidiani. Già nei bandi campestri del 1724 si citano gli usi civici, cioè la possibilità per la comunità di fare legna, pascolare e raccogliere ghiande.

Poi, nel 1795, la comunità chiede l’affrancamento. Di conseguenza nel 1797 Carlo Emanuele IV conferma l’abolizione dei vincoli feudali. I fondi convertiti dai Savoia in demanio o proprietà privata, tuttavia, mantengono l’onere legato agli usi civici: la transizione non è un colpo di spugna, è un cambio di regole con strascichi.

Nel 1839, inoltre, in località Stonea vigeva il diritto di pascolo libero e risultano anche maceratoi di canapa: un dettaglio che riporta la storia con i piedi nella terra.

Tracce antiche e identità rurale: tra transito e campagna

Secondo la tradizione ricostruita, in epoca romana l’area sarebbe stata un punto di transito lungo le vie che collegavano la Pianura Padana alle valli alpine. Nel medioevo, invece, le tracce documentarie sono solide già dal X secolo e, nel tempo, il territorio conserva una forte identità rurale legata a campi e risorgive. Perciò, anche quando cambiano i signori, il paesaggio umano resta agricolo e organizzato.

Luoghi che raccontano il paese: Sant’Anna, San Firmino, SS. Pietro e Paolo

Qui la storia diventa visitabile. E quindi, se stai scrivendo “cosa vedere”, questi punti funzionano perché uniscono date, arte e memoria.

Cappella di Sant’Anna e gli affreschi del “maestro di Cercenasco”

La cappella di Sant’Anna, nel centro del paese, risale originariamente al XV secolo. È nota soprattutto per un ciclo di affreschi di alta qualità (tra fine Quattrocento e inizio Cinquecento), attribuiti al cosiddetto “maestro di Cercenasco”. È una tappa che, di conseguenza, cambia la percezione del paese: non è solo pianura, è anche arte.

Santuario di San Firmino: il patrono a un chilometro dall’abitato

Il santuario di San Firmino è immerso nella campagna, a circa 1 km dal centro. È dedicato al patrono e la costruzione attuale è del XVI secolo, però poggia su documenti ancora più antichi. Quindi non è un edificio “isolato”: è un luogo che custodisce memoria collettiva.

Parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo: il Settecento “razionale”

La chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo viene costruita tra 1753 e 1759 su progetto dell’ingegner Buniva, per sostituire una struttura precedente ormai degradata. Viene consacrata nel 1762. È un passaggio tipico: quando l’edificio non regge più, si ricostruisce con criteri più moderni e ordinati.

1858: la prima scuola elementare e la storia “sociale”

Nel 1858 il comune istituisce la sua prima scuola elementare. Non sembra un evento epocale, però lo è: da lì in poi cambia la vita sociale e cambia anche la memoria del paese. Inoltre quell’edificio, con archivi fotografici che coprono oltre un secolo di vita scolastica, diventa un tassello concreto della storia collettiva.

FAQ – Storia di Cercenasco: risposte rapide

Cosa significa Circinascum e da dove viene il nome?

È una forma in -asco (suffisso di origine ligure) derivata da circinus (“circolo”) e probabilmente indicava un recinto

Quali sono le prime conferme documentarie importanti?

Nel 1001 un diploma di Ottone III conferma il possesso ad Olderico Manfredi; nel 1026 arriva la conferma di Corrado il Salico

Quando entra in gioco l’abbazia di Cavour?

Nel 1027 il vescovo torinese Landolfo dona all’abbazia un podere nel territorio di Cercenasco con la piccola corte di Gorretta

Perché il 1693 è una data decisiva?

Nell’ottobre 1693 il castello viene distrutto durante la campagna della Guerra della Grande Alleanza, dopo la battaglia di Marsaglia e le devastazioni guidate da Catinat

Cosa sono gli usi civici citati per Cercenasco?

Sono diritti comunitari ricordati già nel 1724: fare legna, pascolo e raccolta di ghiande; nel 1797 viene confermata l’abolizione dei vincoli feudali, ma restano oneri legati a questi usi

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende