Mole24 Logo Mole24
Mole24 » Territorio » Chiesa di Santa Maria Assunta di San Secondo di Pinerolo: la parrocchia di Miradolo

Chiesa di Santa Maria Assunta di San Secondo di Pinerolo: la parrocchia di Miradolo

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Febbraio 06, 2026

La Chiesa di Santa Maria Assunta si trova a Miradolo, frazione rurale di San Secondo di Pinerolo. È parte di un antico complesso religioso “a corte” e, proprio per questo, si legge bene anche dall’esterno. Inoltre l’orientamento est–ovest (con fronte verso est) aiuta a capire subito la logica dell’impianto. E dentro, tra cupola e affreschi, emerge un percorso visivo sorprendentemente ricco.

I dettagli che raccontano Santa Maria Assunta a Miradolo

– Facciata in mattoni a vista con frontone e cornici aggettanti
– Interno con cupola, volte affrescate e campi cromatici verde/rosa antico
– Presbiterio con altare in marmi policromi (rifatto nel 1944) e vetrata di Cristo Re
– Dettaglio raro: scultura lignea del battistero datata 1669
– All’esterno: meridiana con motto latino sulla parete sud

Dove si trova la chiesa e com’è impostato il complesso

La parrocchiale di Miradolo si colloca in un contesto agricolo, ma conserva un impianto storico compatto. L’edificio, infatti, appartiene a un complesso organizzato a corte e si orienta lungo l’asse est–ovest, con il prospetto principale rivolto a est. Di conseguenza la visita “parte” naturalmente dalla facciata e prosegue verso la zona della cupola e del presbiterio.

Visitare San Secondo di Pinerolo: ordine di visita realistico Una base concreta per organizzarti: cosa fermare, come collegare le tappe e come evitare avanti e indietro inutili tra centro e dintorni. Cosa vedere a San Secondo di Pinerolo

La facciata: mattoni a vista, lesene e frontone triangolare

All’esterno domina il laterizio a vista, impostato su due registri. La facciata è scandita da due coppie di lesene su piedistalli; sopra, i capitelli sono semplici e conducono alla trabeazione. Poi arriva una cornice sporgente in mattoni sagomati, sostenuta da lastre di pietra e protetta da coppi: un dettaglio che, oltre a decorare, “chiude” il fronte.

Nel registro superiore si apre una finestra rettangolare con angoli raccordati (a quarto di cerchio) e un vetro recente, volutamente sobrio. In basso, invece, l’ingresso è segnato da un portone ligneo a due battenti, bordato da una cornice intonacata giallo paglierino; sopra compare il riquadro con la scritta di dedicazione. Infine il frontone triangolare culmina con la croce metallica.

I prospetti laterali e la meridiana con motto latino

I fronti secondari sono finiti con un intonaco rustico a calce, che lascia affiorare mattoni e pietre della muratura. Sul lato nord si notano aggetti e rientranze legati ai volumi dei bracci laterali, del campanile e della sacrestia: quindi l’edificio si “muove” anche dietro la facciata.

Le aperture sono distribuite in modo funzionale: due finestre illuminano i fianchi e altre due servono il presbiterio. Sul fianco sud, inoltre, compare una meridiana con una frase che è già una piccola lezione di tempo: “Sicut umbra dies nostri” (i nostri giorni sono come ombra).

L’interno: cupola su pennacchi, volte affrescate e cromie ben riconoscibili

Entrando, lo spazio cambia ritmo. Sopra l’ingresso trovi una volta a botte; subito dopo, però, l’aula si apre con la cupola impostata su pennacchi. Il presbiterio, invece, è coperto da una volta a botte con unghie per le finestre: qui risulta aperta solo quella a sud, dettaglio che incide sulla luce.

I bracci laterali, più corti, sono voltati a botte, e tutti i soffitti sono affrescati con specchiature, simboli e figure sacre. Le pareti sono scandite da lesene che partono da una zoccolatura continua dipinta a marmo verde marezzato; in alto i capitelli restano lineari, con una modanatura a kyma ionico. Poi corre una trabeazione con fregio floreale dipinto e, ancora sopra, una cornice con motivo a kyma. I campi verdi sono contornati da una fascia rosa antico: semplice, però efficace.

Presbiterio e altare: cantoria del 1839 e altare in marmi policromi del 1944

Sul fondo dell’aula si trova la bussola lignea, sormontata dalla cantoria realizzata nel 1839 per iniziativa della Compagnia del SS. Sacramento. Dietro l’altare maggiore, sopra il coro, compare il quadro di Maria inserito nel dossale; e sopra ancora “filtra” una vetrata raffigurante Cristo Re, che aggiunge un secondo livello di lettura.

L’altare attuale è un punto forte. È in marmo di Carrara e valorizza sei colonnine in Portasanta, con specchiature in giallo Siena, verde Issoria e breccia policroma. Il paliotto è arricchito da un pannello di onice del Marocco con sigla in bronzo. Al centro campeggia il tabernacolo in reppen del Carso, con lesene di rosso porfirio e porticina in bronzo fuso, cesellato e dorato. La mensa poggia su colonnine in marmo e il piano è coperto da un mantile bianco ricamato.

Completano l’arredo liturgico ambone, seggio, due statue lignee, confessionale e banchi. E, in più, il battistero in marmo conserva una scultura lignea importante, datata 1669.

Le cappelle laterali: San Giuseppe e Madonna del Rosario con i Misteri

Nella cappella di destra si trova l’altare di San Giuseppe, sormontato da una tela già registrata in inventari anteriori al 1700: è un ovale con San Giuseppe e il Bambino. Dalla parte opposta c’è l’altare della Madonna del Rosario, con una tela rettangolare: la Madonna consegna il Rosario a San Domenico, mentre il Bambino lo porge a Santa Chiara. Attorno, in scene ben organizzate, compaiono i 15 Misteri del Rosario: quindi qui la devozione diventa anche racconto per immagini.

Pavimenti: bargioline in diagonale e presbiterio in marmo beige

La pavimentazione dell’aula e del presbiterio utilizza bargioline quadrate posate in diagonale. L’ambiente laterale destro, invece, è rialzato con una predella lignea di un gradino. Il presbiterio, sopraelevato di un gradino, è rivestito in marmo beige striato: così lo stacco si vede e si “sente” anche camminando.

Struttura, coperture e campanile: croce greca, catene metalliche e tetto in coppi

Dal punto di vista strutturale, la chiesa ha una pianta a croce greca e termina con un’abside piatta. La sezione è dominata dal volume della navata con cupola, sotto un tetto a capanna; ai lati, invece, i bracci più bassi hanno spioventi propri. Le murature sono in laterizi con pietre, legate da malta di calce. Sono presenti più catene metalliche di rinforzo, collocate in corrispondenza degli arconi delle volte: quindi la statica è “controllata” con interventi visibili.

Le coperture sono in coppi su orditure lignee. Il campanile è a pianta quadrata, rastremato, e organizzato su quattro livelli inchiavardati, separati da fasce in mattoni. In basso compaiono una piccola monofora, poi un ovale e un’apertura rettangolare, tutti dentro sfondati rettangolari. In alto si aprono le monofore delle campane; infine una cornice massiccia e una copertura a padiglione in coppi chiudono la torre.

Storia della chiesa di Miradolo: dalle origini medievali alla ricostruzione del Settecento

La tradizione documentaria parla di una chiesa a Miradolo già nel 1064, citata in un atto di donazione della contessa Adelaide all’abbazia di Santa Maria, e ricordata anche nel 1122. Dietro l’abside, inoltre, restano avanzi murari e un pilastro con cornice che rimandano a un edificio precedente.

L’antica chiesa, in età moderna, era a navata unica e senza volta (capriate a vista e copertura in lavagne), con quattro altari: quindi doveva essere più grande di quanto ci si aspetti. Tuttavia tra visite, ordini di manutenzione e devastazioni militari, il complesso entra più volte in crisi.

Timeline essenziale

  • 1568–1591: visite e prescrizioni (solaio, intelaiature alle finestre, battistero da sistemare, intonaci da rifare)
  • 1592: attacco attribuito al capitano Lesdiguières; le distruzioni vengono ricordate ancora un secolo dopo
  • 1655: saccheggi e incendio durante le repressioni e le reazioni in valle; danni valutati e comunità colpita duramente
  • 1659–1661: nuove visite e ordini su arredi, fonte, candelieri e inferriate alle finestre
  • 1663–1667: ulteriori danni e finanziamenti per riparazioni; persistono anche furti e mancanze
  • 1669–1671: condizioni ancora precarie; si impone di devolvere redditi confraternali ai restauri
  • 1676–1679: contributi e lavori lenti; si ordinano decoro e disciplina (niente materiali profani in chiesa); battistero ricordato come già “fatto” nel 1679
  • 1686 e 1692: nuove rovine in contesti bellici e saccheggi
  • 1732: inchiesta tecnica: la chiesa è giudicata irreparabile, quindi si propone demolizione e ricostruzione
  • 1732–1733: progetto e ridimensionamenti; poi La Marche prende in mano istruzione, calcoli e disegni
  • 1738–1740: costruzione della nuova chiesa (muri, tetto, rimozione impalcature) e nuove risorse regie; forma attuale consolidata
  • 1749: in visita pastorale compare la parrocchiale intitolata a Maria Assunta
  • 1911: decorazione pittorica degli interni (Felli e Gennaro)
  • 1944: nuovo altare in piena guerra, con lavorazioni difficili; rimozione del vecchio altare e consacrazione con reliquie dei Ss. Lucio e Clemente
  • 1946: rifacimento del tetto (tranne sopra presbiterio e sacrestia)
  • Anni recenti: copertura in coppi ristrutturata quasi totalmente; pavimenti rifatti (quarzite e serpentino) e una croce sul pavimento segnala l’accesso murato della cripta

FAQ – Delucidazioni sulla Chiesa di Miradolo

Dove si trova la Chiesa di Santa Maria Assunta di San Secondo di Pinerolo?

È nella frazione rurale Miradolo, nel comune di San Secondo di Pinerolo, all’interno di un complesso religioso storico organizzato “a corte”

Che cosa riconosco subito all’esterno?

La facciata in mattoni a vista con lesene su due registri, il frontone triangolare con croce metallica e, sul fianco sud, la meridiana con motto latino

Qual è la frase della meridiana e cosa significa?

Riporta “Sicut umbra dies nostri”: il senso è che i nostri giorni sono come ombra, quindi un richiamo alla fragilità del tempo

Perché l’altare è così importante?

Perché l’altare attuale, in marmi policromi, fu ordinato e installato nel 1944: include materiali riconoscibili (Carrara, Portasanta, onice) e un tabernacolo con porticina in bronzo fusa, cesellata e dorata

C’è un dettaglio storico legato al battistero?

Sì: il battistero in marmo è arricchito da una scultura lignea del 1669, un elemento raro da cercare con calma

Continua a leggere le notizie di Mole24, segui la nostra pagina Facebook e iscriviti al nostro canale WhatsApp
Alessandro Maldera Avatar

Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende