Chiesa di San Lorenzo a Pragelato (Traverses): pronao, campanile con orologi e affreschi tra XVII e XVIII secolo

Da Alessandro Maldera
Febbraio 05, 2026

La chiesa di San Lorenzo di Pragelato, in frazione Traverses, è una parrocchiale di montagna che fuori appare severa, però dentro cambia passo. Infatti, oltre alle lose, ai prospetti in calce e alle finestre strombate, conserva un impianto decorativo ricco di trompe l’oeil, simboli sacri e pale storiche. Inoltre il complesso è leggibile nei dettagli: dal pronao all’altare del Rosario, fino al campanile con quadranti d’orologio.
San Lorenzo a Pragelato: la lettura veloce dell’edificio
– Doppio segnale: campaniletto a vela + campanile a pianta quadrata con quattro orologi
– Dentro: ciclo di affreschi a trompe l’oeil con angeli, cartigli e “gloria in excels”
– Opere: tela del Rosario con i Quindici Misteri (metà XVII sec.) e pala di San Lorenzo attribuita a Du Four (XVIII sec.)
Dove si trova: Traverses e la chiesa parrocchiale di San Lorenzo
La parrocchiale si trova in frazione Traverses, nel comune di Pragelato. Qui l’ingresso è protetto da un pronao semplice, con lesene d’angolo e una cornice lineare. Inoltre la chiesa si presenta come un edificio “compatto”, coerente con l’architettura religiosa del Pragelatese.
Esterni: pronao, intonaci a calce e coperture in lose
La facciata e i prospetti sono finiti con rinzaffo al rustico a base calce, spesso eroso: quindi, in più punti, affiora la tessitura muraria in pietra. L’ingresso ha un portone ligneo a due battenti con specchiature, e sopra l’arco compare un grande sfondato centinato. A lato, inoltre, una targa ricorda il rifacimento del tetto del 1976.
Sui fianchi si aprono archi a tutto sesto: però solo quello esposto a mezzogiorno è realmente aperto e presenta una catena metallica all’imposta. La piccola costruzione del pronao termina con una copertura a padiglione in lose, mentre il tetto principale è a capanna con sporto ridotto.
Finestre e segni di cantiere: oculo tamponato e crepe in facciata
In passato sulla facciata era presente un oculo sopra il pronao, oggi tamponato. Inoltre, nella parte alta del fronte, si notano crepe verticali evidenti e lunghe, un elemento che cambia la lettura dell’insieme.
Sul lato nord le finestre risultano tamponate, mentre a sud se ne aprono tre, strombate e bordate da cornici rosse. Le due superiori, più ampie, sono spallate e hanno vetrate quadrettate: quindi la luce entra soprattutto da quel versante.
Campaniletto a vela e campanile: due “segnali” diversi
All’angolo sud-ovest svetta un campaniletto a vela, con cornici in pietra e monofora, chiuso da un profilo a gradini coperto da lose e una croce metallica centrale.
Il campanile principale, invece, è a pianta quadrata e sta all’angolo sud-est. Ha una struttura autonoma con muri a scarpa nella parte basamentale. In basso, sul lato sud, si apre una bifora, seguita più in alto da una piccola apertura rettangolare e da un’antica lapide di dedicazione. Poi compaiono i quattro quadranti tondi dell’orologio, protetti da un lieve sporto arcuato. L’ultimo livello ha monofore con davanzali in pietra e termina con un cupolotto rivestito da lastre metalliche, sormontato da croce in ferro.
Dentro: volte, abside e un ciclo decorativo molto presente
L’aula è coperta sopra la cantoria da una corta volta a botte; seguono due volte a vela, e una terza volta a vela sormonta il presbiterio. L’abside è invece delimitata da una volta emisferica segnata da una crepa: qui, però, l’apparato pittorico è la vera chiave.
Gli arconi dell’abside sono dipinti a trompe l’oeil e confluiscono nella lunetta con la colomba dello Spirito Santo. Le specchiature alternano marmorini rosa marezzati, rosette e figure di angeli; inoltre la figura centrale regge una fascia con la scritta “gloria in excels”. Anche le altre volte sono affrescate con figure e simboli sacri, cartigli, festoni e composizioni vegetali: quindi l’interno risulta più “barocco” di quanto l’esterno faccia immaginare.
Un dettaglio araldico e la scansione delle pareti
Tra gli ornamenti compare anche lo stemma dei Delfini di Vienne. Le pareti sono scandite da pilastri su piedistalli grigi e specchiature con foglie dipinte a trompe l’oeil, inframmezzate da rosette. In basso corre una zoccolatura recente in piccole lastre di pietra grigia. Inoltre, vicino all’ingresso, una nicchia presenta tinteggiatura degradata, probabilmente per umidità di risalita.
Cantoria lignea e tela del Rosario con i Quindici Misteri
La parete di fondo ospita la cantoria in legno, collegata da una scaletta a destra dell’ingresso. Sopra si trova una tela con Madonna del Rosario, San Domenico e Santa Caterina, incorniciata dai Quindici Misteri, datata alla metà del XVII secolo. È un elemento che, da solo, spiega una parte della ricchezza iconografica dell’edificio.
Altari e opere: dal Rosario alla pala di San Lorenzo
Sul lato destro c’è un altare dedicato alla Madonna del Rosario, con quadro sovrastante e altare in marmo bianco marezzato. Al centro delle mensole si trova il tabernacolo, sormontato da un crocifisso dorato, con due candelabri argentati ai lati.
In abside campeggia la pala che rappresenta San Lorenzo ai piedi del crocifisso, attribuita al Du Four e datata al XVIII secolo; allo stesso autore sono attribuiti anche i gigli di Francia. Inoltre, sopra l’altare maggiore, è segnalata un’icona del Dufour. Sul lato sinistro, infine, è ricordata una tela con San Giacomo Maggiore firmata N.M.L., 1763.
Pianta, struttura e pavimenti: come “funziona” la chiesa
La chiesa ha un unico corpo a pianta rettangolare, con ampie nicchie lungo i fianchi, e termina con abside semicircolare. La sezione è regolare a capanna; le murature sono in pietra a spacco naturale con malta di calce. È presente una catena metallica di rinforzo in corrispondenza dell’arcone del presbiterio.
La copertura è in lose, sorretta da travature lignee. A pavimento, nel corridoio centrale, si trovano grandi lastre di quarzite grigia; ai lati e nelle nicchie c’è un tavolato di larice. Il presbiterio è rialzato di un gradino ed è separato da una balaustra in legno dipinta a marmorino; inoltre il pavimento riprende quello delle zone laterali dell’aula.
Una chiesa nel “modello pragelatese” delle fondazioni post-1686
La parrocchiale di San Lorenzo rientra nel modello delle chiese del Pragelatese realizzate su un disegno ricorrente: navata longitudinale, facciate più alte rispetto al tetto, portichetto di protezione e spesso un oculo in facciata (qui oggi tamponato). Inoltre la tradizione locale preferì in origine soluzioni lignee e coperture in lose, con conseguenti problemi di infiltrazioni e necessità di manutenzioni nel tempo.
Cronologia essenziale: costruzione, riparazioni e cambi parrocchiali
- 1686: avvio della rete di fondazioni cattoliche voluta da Luigi XIV dopo la cacciata dei protestanti, con finanziamenti dedicati
- 1688: l’edificio attuale è indicato come del 1688
- 1699: documentate riparazioni e stime dei danni dopo eventi bellici
- 1708: passaggio della valle allo Stato sabaudo e prosecuzione dei finanziamenti
- 1774: spese per campane (Traverses)
- 1784: sostituzione del sostegno delle campane
- 1830: riparazioni per danni da vento e gelo, soprattutto al presbiterio
- 1845: rinforzo del cantone sud-est e collegamenti con chiavi, su relazione tecnica
- 1852: modifiche alle finestre e provvista di campana piccola
- 1854: concorso per ricostruzione del protiro e altre riparazioni
- 1887–1888: varie riparazioni
- 1986: confluisce a San Lorenzo il territorio della soppressa parrocchia di San Giacomo in Laval
FAQ – Guida lampo sulla parrocchia
Si trova in frazione Traverses, nel comune di Pragelato (Val Chisone)
Il pronao d’ingresso, i prospetti in calce con erosioni che lasciano vedere la pietra, il campanile con quadranti d’orologio e il campaniletto a vela all’angolo sud-ovest
Una corta volta a botte sopra la cantoria, poi volte a vela nella navata e sul presbiterio, con abside a volta emisferica decorata
La tela del Rosario con San Domenico e Santa Caterina incorniciata dai Quindici Misteri (metà XVII secolo) e la pala di San Lorenzo ai piedi del crocifisso attribuita a Du Four (XVIII secolo)
È a pianta quadrata, con basamento a scarpa e un livello con quattro quadranti tondi; sopra, monofore delle campane e cupolotto rivestito in lastre metalliche

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



