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Chiesa di San Giacomo il Maggiore di Pragelato: la vicaria di Laval tra Val Troncea e architettura alpina

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Da Alessandro Maldera

Febbraio 04, 2026

La Chiesa di San Giacomo il Maggiore si trova a Laval, frazione di Pragelato, tra pendii erbosi e l’avvio della Val Troncea. È una chiesa “di valle” e si capisce subito. Però, appena entri, noti dettagli veri: luce forte in zona absidale, cantoria lignea e un altare tridentino trasformato. Inoltre, la sua storia passa da valanghe, danni di guerra e ricostruzioni.

Lettura veloce dell’edificio

– Dove: Pragelato, frazione Laval (inizio Val Troncea)
– Quota in facciata: 1704 m
– Esterno: protiro con arco + tetto a padiglione in lose
– Campanile: pianta quadrata, basamento a scarpa, monofore e croce in ferro
– Interno: cantoria lignea a trompe l’oeil + due finestre strombate in abside
– Altare: tridentino in marmo bianco marezzato con inserti policromi e memoria del 1854

Laval e la posizione della chiesa

La chiesa è collocata nella borgata Laval, poco oltre l’inizio della Val Troncea. L’edificio è libero quasi su tutti i lati. Tuttavia, una parte del fronte sud è addossata al fabbricato a due piani della vicaria, e questo “spiega” anche alcune scelte costruttive.

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Come riconoscerla dall’esterno

I prospetti sud e ovest sono finiti a rinzaffo liscio e tinteggiati color crema. Però l’intonaco risulta scrostato in ampie porzioni. Gli altri fronti, invece, sono a rinzaffo a base calce e lasciano intravedere la tessitura muraria in pietra.

Sono visibili anche le chiavi delle catene metalliche di rinforzo. Quindi, già fuori, capisci che la struttura è stata “tenuta” e consolidata nel tempo.

Il protiro e la facciata con la quota “1704 m”

L’ingresso è protetto da un protiro con apertura ad arco sul davanti. Sul fianco sud, inoltre, c’è una piccola apertura squadrata. L’arco è chiuso da un portone ligneo a due battenti.

Sopra il portone compare la scritta con il nome della chiesa, la località e la quota altimetrica 1704 m. Alla base corre una zoccolatura: da un lato in lastre di pietra grigia, dall’altro in intonaco tinteggiato di grigio. Al centro della facciata si apre poi una finestra strombate e spalleggiata, protetta da grata.

Il protiro è coperto da un tetto a padiglione in lose. Il prospetto termina con lo sporto del tetto a capanna e, al colmo, una semplice croce in ferro.

Il campanile: basamento a scarpa e monofore

Il campanile è a destra dell’ingresso, in posizione d’angolo. Ha pianta quadrata e un basamento a scarpa ben leggibile verso sud. La parte alta svetta oltre la copertura.

Sotto le monofore della campana corre una cornice lineare aggettante. Alcune monofore (verso nord ed est) sono chiuse con persiane in legno. In sommità, invece, c’è una soletta in cemento armato rivestita con guaina bituminosa, con sopra una croce in ferro.

Dentro: volte a botte, velario e decorazioni essenziali

L’aula è coperta da volte a botte. Nelle volte si inseriscono le unghie per le lunette. Però solo una lunetta è finestrata. I soffitti sono intonacati e tinteggiati color crema, anche se in più punti risultano degradati.

Le pareti mostrano lesene d’angolo grigie. In alto hanno sottili cornici bianche sagomate. In basso corre un velario “basso” in perline di legno. Sopra, i campi crema sono sobri. Tuttavia, compaiono piccoli riquadri affrescati antichi con croci trilobate.

All’imposta delle volte corre una cornice continua in stucco bianca, aggettante e sagomata. È un dettaglio semplice, ma “ordina” tutto l’interno.

La cantoria lignea e la luce dell’abside

Sulla parete di fondo trovi la cantoria lignea. Il parapetto è ornato da specchiature dipinte. Qui il gioco è chiaro: trompe l’oeil con simboli sacri alternati a motivi decorativi più elaborati.

Nella parete absidale si aprono due finestre strombate. Di conseguenza, nell’area del presbiterio entra molta luce. Quella inferiore, però, è parzialmente chiusa nella parte bassa dal rivestimento in perline con salienti laterali.

Altare tridentino trasformato e memoria del 1854

L’antico altare tridentino è composto da lastre di marmo bianco marezzato con inserti policromi. Nel tempo è stato trasformato: la parte superiore, con il tabernacolo, è stata appesa alla parete absidale.

La mensa, invece, è più avanzata. Poggiando su una predella in legno, presenta un antependio in marmo grigio marezzato con il monogramma dorato della Vergine Maria. Inoltre, una scritta incisa ricorda il Cinquantenario dell’Immacolata Concezione, collegato al 1854.

Completano l’arredo liturgico: seggio, ambone protetto da parapetto ligneo a specchiature, un moderno grande crocifisso con basamento in pietre grezze, confessionale, fonte battesimale in pietra e panche lungo le pareti.

Pianta, struttura e pavimenti

La chiesa ha un unico corpo a pianta rettangolare. Si restringe nella zona del presbiterio e termina con abside piatta. La sezione è regolare a capanna. Le murature sono in pietra a spacco naturale unite con malta di calce.

Sono presenti tre catene metalliche: una contiene le spinte dell’arcone del presbiterio, mentre le altre due sono in corrispondenza della cantoria. Le coperture sono in lose e poggiano su travature lignee.

Quanto ai pavimenti: l’aula ha un tavolato di larice posato “a correre”. Il presbiterio è in lastre di pietra grigia di varie dimensioni. Però è quasi interamente coperto da assito in larice posato trasversalmente. È rialzato di un gradino e separato dal resto dell’aula da una balaustra in legno.

Un modello “pragelatese” ripetuto e adattato

Molte chiese del Pragelatese nascono da un disegno ricorrente. In genere c’è una navata rettangolare longitudinale e facciate più alte rispetto al tetto. Inoltre, i lati possono convergere leggermente verso l’alto, con un portichetto rustico a protezione dell’ingresso.

Spesso compare un oculo in facciata. E, di frequente, il campanile è addossato e sormontato da una guglia con risalti minori agli angoli, legati a una cultura ancora segnata da tradizioni gotiche transalpine. Una caratteristica importante, però, è l’uso del soffitto ligneo al posto delle volte in pietra, scelta che in passato ha creato problemi per infiltrazioni e manutenzioni.

Cronologia essenziale: valanghe, incendi e ricostruzioni

La storia locale si intreccia con quella della valle.

  • 1686: dopo la cacciata dei protestanti dalla valle di Pragelato, Luigi XIV promuove una rete di fondazioni cattoliche (chiese e case parrocchiali) con fondi dedicati
  • 1699: documentati danni e riparazioni straordinarie dopo eventi bellici, con rilievi tecnici e stime dei danni
  • 1708: la Val Chisone passa allo Stato sabaudo; tuttavia la politica dei finanziamenti religiosi prosegue
  • 1711: una grande massa di neve trascina nei prati un enorme blocco di pietra con l’anno inciso (memoria locale)
  • 1749: si incontra la parrocchiale di Laval nelle visite pastorali
  • 1755: la chiesa viene distrutta da una valanga; una memoria locale ricorda anche quattro vittime nella notte del 18 marzo 1755
  • 1756: ricostruzione nel sito attuale
  • 1757: l’architetto Gariglietti segue la costruzione con il capomastro Giuseppe Porello, con relazioni su avanzamento e arredi
  • 1817: interventi di riparazione nell’ambito delle opere del regio patronato
  • 1845: segnalati problemi strutturali del campanile che grava sul fronte; previste opere di rinforzo (barbacane, chiavi di ferro) e lavori su tetto e infissi
  • 1862: manutenzioni su volta e riparazioni
  • 1944: incendio durante la Seconda guerra mondiale ad opera di truppe nazifasciste
  • 1948–1949: ristrutturazione dopo l’incendio
  • 1986: soppressione della parrocchia di Laval; la chiesa resta dedicata a San Giacomo il Maggiore, celebrato il 25 luglio

FAQ – San Giacomo il Maggiore quello che conviene sapere

Dove si trova la Chiesa di San Giacomo il Maggiore?

A Laval, frazione di Pragelato, poco oltre l’inizio della Val Troncea

Cosa si nota subito sulla facciata?

Il protiro ad arco con tetto in lose e la scritta con nome, località e quota 1704 m, oltre alla finestra con grata e alla croce in ferro al colmo

Com’è fatto il campanile?

È a pianta quadrata, con basamento a scarpa; in alto ha monofore (alcune con persiane) e termina con soletta rivestita e croce in ferro

Quali elementi interni sono più caratteristici?

Le volte a botte con lunette, il velario in perline, i piccoli riquadri con croci trilobate e la cantoria lignea con dipinti a trompe l’oeil

Che particolarità ha l’altare?

L’altare tridentino in marmo marezzato è stato trasformato: tabernacolo a parete e mensa avanzata con monogramma mariano e memoria del Cinquantenario dell’Immacolata legato al 1854

Quali sono le date storiche più importanti per Laval?

Distruzione da valanga nel 1755, ricostruzione nel 1756, incendio nel 1944 e ristrutturazione nel 1948–1949, oltre alla soppressione della parrocchia nel 1986

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende