Una cappella d’alpeggio sopra Prali: la Vergine dei Monti tra Valle Aurina, roccia e silenzio

Da Alessandro Maldera
Gennaio 28, 2026

La Cappella della Vergine dei Monti di Prali è una tappa piccola, però intensa: sta in alto, al termine della stretta Valle Aurina, vicino a vecchie masserie d’alpeggio. Inoltre occupa un punto scenografico, su uno sperone roccioso che cade su due lati. Oggi la vedi come una cappella semplice; tuttavia nasce da una ricostruzione negli anni ’60, dopo la distruzione di un edificio più grande per una slavina.
La cappella sullo sperone
– Posizione: su uno sperone roccioso (strapiombo su due lati)
– Storia: cappella attuale anni ’60, dopo la distruzione di un edificio più grande per una slavina
– Dettagli: ingresso con cornice in laterizio, finestra sud con ghiera in mattoni e tre partiture
– Dentro: pareti a calce “rustiche”, perline e travi scure a vista, quadro della Madonna con colomba
Dove si trova: culmine della Valle Aurina, sopra Prali
La cappella è collocata in quota, al culmine della Valle Aurina sopra Prali, nei pressi di antiche masserie legate all’alpeggio. Perciò il contesto è quello tipico delle alte vallate: prati, rocce e silenzio. E proprio per questo la cappella funziona come “punto fermo” nel paesaggio, più che come monumento urbano.
La storia: ricostruzione anni ’60 dopo una slavina
L’attuale edificio risale agli anni Sessanta. Infatti venne costruito sul terreno dove sorgeva una cappella più antica e molto più grande, poi distrutta da una slavina in quel periodo. Quindi la struttura che vedi oggi è il risultato di una rinascita “pratica”, pensata per resistere e continuare la funzione devozionale in un luogo esposto.
Esterno: ingresso centrale, laterizio e dettagli “di montagna”
Da fuori la cappella è immediata da leggere. L’ingresso è centrale, con una porta in legno incorniciata in laterizio. Alla base, inoltre, compaiono piccole aiuole che addolciscono il basamento con fiori di montagna: un dettaglio semplice, ma molto “da alpeggio”.
Sul prospetto sud si apre una finestra con ghiera in mattoni, a profilo ad arco a sesto ribassato, divisa verticalmente in tre porzioni. In altre parole, anche con pochi elementi, l’edificio mantiene una sua dignità compositiva.
Interno: intonaco rustico, perline di abete e travi scure a vista
Dentro cambia il ritmo: lo spazio è essenziale, ma non povero. Le pareti sono finite con rinzaffo a calce e una rifinitura al rustico; sotto corre una zoccolatura continua in perline di abete, che sulla parete di fondo presenta due salienti. Sopra, invece, domina la copertura a due falde con perlinatura e massicce travi longitudinali scure. Quindi l’interno è un dialogo tra bianco “ruvido” e legno.
Presbiterio e altare: quadro mariano e arredi ridotti all’essenziale
Il presbiterio è diretto, senza sovrastrutture. Al centro della parete absidale trovi il quadro della Madonna con la colomba dello Spirito Santo. Sotto c’è un crocifisso modesto in legno scuro; inoltre, a sinistra, compare un crocifisso più grande in legno chiaro.
L’arredo liturgico è volutamente minimo: una mensa ricavata da legno di conifera, una sedia che funge da seggio e una panca. E proprio questa scelta rende l’ambiente coerente con l’idea di cappella d’alta valle.
Pavimento e struttura: larice a spina di pesce, pietra e copertura metallica
La pavimentazione è in assito di larice rossiccio, posato a spina di pesce: un dettaglio che si nota subito e dà calore allo spazio. La copertura, invece, è in lamiera zincata ondulata, sostenuta da travame in legno.
Dal punto di vista costruttivo l’edificio ha pianta rettangolare a corpo unico, sezione regolare a capanna e murature in pietra a spacco naturale con malta di calce. In tempi più recenti, però, le fughe esterne risultano ristillate in modo grossolano con malta a base cemento. Inoltre in facciata e sul retro sono visibili gli ancoraggi antivento della copertura: segni concreti di un luogo dove il meteo comanda.
FAQ – Cappella della Vergine dei Monti: risposte rapide
Si trova al culmine della stretta Valle Aurina, sopra Prali, vicino a masserie d’alpeggio, in un contesto di prati e rocce
Perché fu ricostruita negli anni Sessanta sul sito di una cappella più antica e più grande, distrutta da una slavina in quel periodo
L’ingresso con porta in legno e cornice in laterizio, e la finestra sud con ghiera in mattoni e profilo ad arco, oltre alla posizione su uno sperone roccioso
È essenziale: pareti a calce rustiche, zoccolatura in perline di abete, copertura a due falde con travi scure a vista e presbiterio con quadro mariano
Il quadro della Madonna con la colomba dello Spirito Santo, due crocifissi (uno più modesto scuro e uno più grande chiaro) e arredi semplici in legno

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



