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Museo del Costume e delle Tradizioni delle Genti Alpine di Pragelato: visita nella casa museo di Borgata Rivet

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Da Alessandro Maldera

Gennaio 27, 2026

Il Museo del Costume e delle Tradizioni delle Genti Alpine di Pragelato è una tappa perfetta se vuoi capire la Val Chisone “da dentro”. Si visita in una casa storica restaurata a Borgata Rivet, dove gli ambienti ricostruiscono la vita quotidiana di montagna. Inoltre, il cuore del percorso sono i costumi pragelatesi, con accessori e gioielli che raccontano identità e appartenenza. E, di conseguenza, non è solo un museo: è un frammento di paese messo in scena con intelligenza.

La casa alpina “a stanze”: stalla, cucina, croutin e fienile

Dove: Pragelato, frazione Rivet (Val Chisone, Torino)
Aperture: allestimento 1997, apertura al pubblico 1998 a La Ruà, riapertura 2002 a Rivet
Cosa vedi: ambienti di casa alpina (stalla, cucina, camera, fienile, cantina, croutin)
Focus: costumi pragelatesi e loro evoluzione (XIX secolo: cotone, pizzi, ricami)
Dettaglio “wow”: accessori e gioielli in oro, soprattutto croci
Extra: biblioteca e spunto per itinerari verso forni, fontane e meridiane delle frazioni

Dove si trova e perché vale la sosta

Il museo si trova a Pragelato, in frazione Rivet. Dopo un primo allestimento provvisorio nel 1997 (in occasione dei mondiali di sci alpino), aprì al pubblico nell’agosto 1998 nel borgo vecchio di La Ruà. Poi, nel dicembre 2002, riaprì nella sede attuale: un edificio acquistato e restaurato dal Comune, pensato apposta per ospitare il percorso.

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Una casa che diventa racconto: le sale e gli ambienti

La visita si sviluppa in ambienti che imitano la scansione reale di una casa alpina. Quindi non trovi una “vetrina unica”, ma stanze diverse, ciascuna con un ruolo preciso. In particolare, il museo ricostruisce:

  • stalla
  • cucina
  • camera da letto
  • fienile
  • cantina
  • il caratteristico croutin

In questo modo respiri scene di vita quotidiana: casa e lavoro, fatica e socialità. Inoltre, lungo il percorso compaiono biancheria domestica, abiti da lavoro e capi legati ai giorni di festa.

I costumi pragelatesi: identità, stratificazioni e dettagli

La collezione di costumi è uno dei punti forti. Gli abiti e i costumi pragelatesi, infatti, hanno assunto le forme attuali grazie alla sovrapposizione di due matrici culturali: la cultura savoiarda francofona e la precedente cultura escartonese (francofona–provenzale–alpina).

L’evoluzione più evidente arriva nel XIX secolo: entrano stoffe più leggere in cotone e aumentano elementi decorativi come nastri, pizzi e ricami. E, allo stesso tempo, si arricchisce il corredo di accessori e gioielli in oro: spille, orecchini e soprattutto croci.

Oggetti, arredi e memoria del lavoro in montagna

Accanto ai costumi, il museo conserva oggetti d’uso quotidiano e strumenti di lavoro. Ci sono arredamenti e attrezzature che raccontano come si viveva a Pragelato “prima”, con una narrazione concreta, senza effetti speciali. Inoltre, è segnalata anche una biblioteca, pensata per grandi e piccoli, che rafforza l’idea del museo come luogo di comunità e non solo di esposizione.

Un museo che diventa punto di partenza per itinerari culturali

Il museo è indicato anche come punto di partenza per percorsi verso le frazioni, dove cercare i segni della vita alpina: forni del pane, antiche fontane e meridiane. Quindi la visita può diventare un “gancio” per esplorare Pragelato con occhi più attenti.

FAQ – Il percorso nella casa museo di Rivet

Il museo è adatto anche se ho poco tempo?

Sì: è un percorso compatto, quindi puoi fare una visita rapida e comunque portarti a casa l’essenziale

Cosa rende speciali i costumi pragelatesi?

La stratificazione tra cultura savoiarda francofona e cultura escartonese, oltre alla grande ricchezza di accessori e gioielli, in particolare le croci

Che tipo di ambienti ricostruisce il museo?

Stanze “vere” di una casa alpina: stalla, cucina, camera, fienile, cantina e croutin, con oggetti e arredi legati alla vita quotidiana

Da quando esiste il museo nella forma attuale?

La sede attuale di Borgata Rivet è stata inaugurata nel dicembre 2002, dopo l’apertura al pubblico nel 1998 a La Ruà

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende