Chiesa di San Lorenzo di Prali: la parrocchiale di Rodoretto tra tradizione alpina e restauri

Da Alessandro Maldera
Gennaio 27, 2026

La Chiesa di San Lorenzo di Prali si trova a Rodoretto, nel nucleo storico della borgata. Fuori appare semplice, però è ricca di dettagli “di valle”: intonaci a calce, facciata scandita da lesene e campanile con copertura in lose. Dentro, invece, la lettura cambia grazie alla volta a botte, alle decorazioni a specchiature e agli arredi in legno. Inoltre la sua storia attraversa secoli di passaggi religiosi e ricostruzioni.
Segni distintivi della chiesa: esterno e interno
– Segni esterni: facciata a lesene, portone ligneo scolpito, vetrata con San Lorenzo
– Dentro: volta a botte, specchiature decorative e cantoria lignea sopra l’ingresso
– Da cercare: tabernacolo su scultura lignea della Resurrezione + fonte battesimale in pietra
– Cronologia: chiesa attestata dal 1518, nuova costruzione dal 1720, consacrazione 1767, grandi lavori 1844
Dove si trova la Chiesa di San Lorenzo di Prali
La parrocchiale è nel concentrico della borgata di Rodoretto (Prali). L’edificio è libero sul fronte della facciata e per un tratto del lato sinistro. Sul retro, a sinistra, si colloca il campanile, riconoscibile per le monofore in sommità e per la chiusura in lose.
Esterni: facciata, portone e vetrata dedicata a San Lorenzo
I muri esterni sono intonacati con arriccio di calce e tinteggiati color crema; alla base corre una zoccolatura grigia in intonaco. La facciata è ordinata da lesene d’angolo e da una coppia centrale che sostiene una trabeazione semplice. Sopra, quindi, si imposta un timpano a salienti.
L’ingresso è rialzato di cinque gradini e chiuso da un portone ligneo a due battenti. Inoltre il portone è decorato con specchiature scolpite a motivi geometrici. Sopra l’accesso compare la scritta di dedicazione e, poco più su, una finestra con vetri colorati che raffigura San Lorenzo.
Pianta, struttura e coperture: come “funziona” la chiesa
L’edificio ha una pianta rettangolare, ma con restringimenti nella zona dell’ingresso e dell’abside. La sezione è regolare a capanna. Le murature sono presumibilmente in pietra legata con malta di calce; tuttavia la struttura è stata rinforzata con due catene in legno e una catena metallica al centro, a protezione delle spinte e delle deformazioni.
Le coperture sono in lose e poggiano su travature in legno. Di conseguenza, l’immagine complessiva resta coerente con l’architettura alpina della borgata.
Interno: volta a botte, finestre e decorazioni a specchiature
L’aula è coperta da una volta a botte impostata sopra una cornice aggettante in stucco. La volta è intersecata da unghie che, sul lato sud, aprono lo spazio a due finestre. Così la luce entra in modo controllato e “laterale”, tipico delle chiese di borgata.
Le pareti interne sono intonacate con arriccio e decorate con specchiature incorniciate da stilizzazioni floreali essenziali. In basso, inoltre, il velario è in perlinatura di larice; il profilo risulta leggermente rialzato sulla parete absidale, quindi accompagna l’occhio verso il presbiterio.
Cantoria, quadri e statue: cosa guardare durante la visita
Sopra l’ingresso si trova la cantoria in legno, collegata da una scaletta lignea sulla destra. Sul fondo campeggia un quadro con San Lorenzo; ai lati, invece, mensole sostengono statue lignee, tra cui due figure riconoscibili della Madonna e del Cristo.
Al centro della parete absidale è collocato il tabernacolo, poggiato su una scultura lignea di qualità che raffigura la Resurrezione. Davanti, nel presbiterio, c’è una mensa in legno semplice. Completano l’arredo liturgico ambone, seggio in legno, fonte battesimale in pietra e banchi lignei.
Pavimentazione: parquet e gerarchie dello spazio
Il pavimento è in parquet. Nel corridoio centrale e nel presbiterio (rialzato di un gradino) la posa è ortogonale, mentre ai lati è diagonale. Quindi la pavimentazione non è solo “materiale”: serve anche a leggere le gerarchie tra navata e zona liturgica.
Cronologia essenziale: dalla chiesa antica alla parrocchia
La storia documentata è lunga e, in parte, complessa.
- 1518: a Rodoretto esiste già una chiesa intitolata a San Lorenzo, nella regione detta Chai, dove oggi si trova il cimitero con ingresso comune ai due culti (separato internamente)
- 1569: la chiesa viene invasa dai Valdesi
- 1593: i Valdesi la usano per il proprio culto
- 1627: i cappuccini la occupano nuovamente
- 1688: viene eretta a parrocchia, ma non è chiaro se la chiesa parrocchiale fosse quella dei Chai o quella di Borgata Villa
- 1720: viene costruita la nuova chiesa
- 1726: La Marche fornisce progetto e calcoli per casa e cappella; il progetto è sottoscritto anche da Vanelli, Antonio Casella, Giovanni Battista Casasopra e Carlo Francesco Lombard
- 1767: consacrazione da mons. d’Orliè, primo vescovo di Pinerolo
- 1844: interventi importanti attribuiti a don Stefano Faure (volta, innalzamento del campanile di quattro metri, nuovi banchi)
- 1894: sostituzione della campana, con nuova campana
FAQ – Cosa sapere prima di entrare: San Lorenzo a Rodoretto
Si trova a Rodoretto, nel concentrico storico della borgata, nel comune di Prali
Il portone ligneo con specchiature geometriche, la scritta di dedicazione e la finestra con vetri colorati raffigurante San Lorenzo, oltre al campanile con copertura in lose
L’aula ha una volta a botte con unghie; sul lato sud due finestre portano luce, mentre in alto una cornice in stucco imposta la volta
Il tabernacolo poggia su una scultura lignea con la scena della Resurrezione, mentre la mensa è in legno, semplice ed essenziale
Chiesa attestata nel 1518, nuova costruzione nel 1720, progetto nel 1726, consacrazione nel 1767, interventi rilevanti nel 1844 e campana sostituita nel 1894

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



