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Chiesa di San Luigi IX di Pinerolo: la parrocchia campestre del Biscorno tra storia, restauri e arte sacra

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Da Alessandro Maldera

Gennaio 26, 2026

La Chiesa di San Luigi IX di Pinerolo non sta nel cuore cittadino: si trova in aperta campagna, lungo la strada che collega Pinerolo alla frazione Baudenasca (indirizzo indicato: via Bessone 20). Proprio per questo, però, si legge bene: è un edificio semplice fuori, mentre dentro mostra decorazioni, quadri e un presbiterio curato. Inoltre la sua storia attraversa secoli, dal Biscorno quattrocentesco agli interventi del Novecento.

Punti fermi su cosa racconta la chiesa

Facciata in mattoni a vista con dettagli in pietra di Luserna e immagine di San Luigi IX
Lapidi ai caduti sul lato nord e rinzaffo rustico che lascia vedere la muratura
Interno con trompe-l’oeil, cantoria lignea e Via Crucis (Baretta)
Presbiterio con altare tridentino in marmi policromi, IHS e santi nelle nicchie
Campaniletto con monofore e tetto a padiglione in coppi (restauro 2015)

Dove si trova e com’è “messa” nel paesaggio

La chiesa parrocchiale intitolata a San Luigi IX sorge fuori dal centro, in una zona agricola che fa da cerniera tra Pinerolo e Baudenasca. È orientata sull’asse est–ovest e, quindi, ha un impianto leggibile anche a colpo d’occhio.
Inoltre l’edificio è libero su tre lati: solo il fianco nord risulta in parte “occupato” dal volume della casa parrocchiale, addossata sul lato est.

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Facciata in mattoni a vista e dettagli in pietra di Luserna

La facciata che vedi oggi è frutto di un intervento di ristrutturazione recente e si presenta con mattoni a vista, senza effetti scenografici inutili. Ai lati, però, compaiono lesene essenziali che terminano in alto con mezzi capitelli (collarino e abaco) in pietra di Luserna.
Sopra, quindi, le lesene arrivano a “chiudere” contro un nuovo sporto a due salienti in cemento armato. Infine, in sommità, spicca la croce in ferro appoggiata su una boccia metallica.

Alla base corre una zoccolatura in lastre di pietra di Luserna a superficie scabra. Al centro si apre la porta lignea a due battenti, con specchiature e motivi geometrici scolpiti; inoltre la cornice sporgente in pietra di Luserna sottolinea l’ingresso.
Ai lati, più in basso, trovi due finestre piccole e rettangolari con vetri colorati e grate. Sopra l’ingresso, invece, una mensola in pietra precede uno sfondato rettangolare che ospita il dipinto di San Luigi, re di Francia; più su ancora si apre una finestra rettangolare con angoli raccordati e vetri cattedrale.

Fianchi, lapidi e casa parrocchiale “verde”

I fronti laterali sono rifiniti con un rinzaffo rustico a base calce. Sul lato nord, inoltre, l’intonaco lascia intravedere in alcuni punti le pietre della muratura; in alto si aprono due finestre e, sotto, sono affisse due lapidi dedicate ai caduti nelle guerre.
Sul fronte sud, invece, le finestre sono tre e l’intonaco risulta meglio conservato; di conseguenza la parte bassa appare rifatta. La casa parrocchiale, poi, è spesso coperta dall’edera, che non arriva fino al lato ovest.

Le origini: Biscorno, Bersatore e le prime attestazioni

Le notizie più antiche collocano una cappella in località Biscorno già nel 1428, indicata in catasto come esistente e legata al patronato dei Bersatore; inoltre, poco distante, viene ricordata la cascina dei Bersatore, poi soprannominata “Colombretto”.
Più avanti, secondo una relazione, si parla di un fabbricato risalente al 1600, con strutture ritenute solide e in buone condizioni.

In parallelo circola una lettura “storica” legata alla dedicazione: il riferimento a San Luigi IX re di Francia viene collegato a una fase di occupazione francese (1631–1713), sotto il comando del cardinale Richelieu, e alla presenza di truppe accampate nella zona del Torrione. Tuttavia, accanto a questa interpretazione, esistono anche note documentarie: ad esempio, in una visita del 1668 la chiesa è citata “con riferimento al re di Francia”.

Tra Seicento e Settecento: ricostruzione, Comune e tre altari

Nel 1676 si segnala che, in capo alla regione di Biscorno, “si sta fabbricando una chiesa nuova che deve servire di parrocchia campestre”: quindi si starebbe rifabbricando la vecchia cappella dei Bersatore.
Negli anni successivi la cappella passa al Comune di Pinerolo come chiesa campestre; inoltre un documento comunale del 30 novembre 1682 registra un sussidio a favore di Boniface Gallet, direttore della chiesa campestre sotto il nome di San Luigi, per completamento e messa in sicurezza.

Poi, nel 1712, risultano elargiti 800 coppi per il tetto. Nel 1763, invece, la chiesa risulta proprietà del Comune e dispone di tre altari:

  • altare maggiore dedicato a San Luigi
  • secondo altare alla Vergine della Neve (spettante al conte Lanfranchi)
  • terzo altare del Crocifisso (di patronato dei signori Armand)

Nel 1767, inoltre, è citata una relazione di visita e calcolo del signor Colombini per le riparazioni necessarie.

Ottocento e Novecento: scuola, campana e grandi interventi

Nel 1839 il cav. Clemente di Castiglione concede terreno per ampliare la costruzione legata alla scuola e all’abitazione del cappellano; dopo i lavori, inoltre, la scuola si sposta nella casa parrocchiale, utilizzando una stanza al piano terra annessa alla sacrestia.

Quanto al campanile, viene ricordato un campanile sopraelevato sul tetto della casa (circa 3 metri) e una campana di bronzo in Fa naturale, fusa nel 1892 e dedicata alla Madonna.

Nel Novecento arrivano passaggi decisivi:

  • 1945: interventi di ristrutturazione
  • 1946: decorazione completa a cura della ditta Perini di Pinerolo e affresco in facciata con San Luigi IX eseguito dal pittore Guglielmo Chiambretto (in seguito ricordato anche come “ora mosaico”); inoltre l’intervento viene offerto da mons. Matteo Giraudo e viene applicato un palchetto in larice rosso d’alta Val Chisone sopra le vecchie mattonelle, per rendere l’ambiente meno freddo e più decoroso
  • 8 dicembre 1946: inaugurazione solenne con monsignore Binaschi, vescovo di Pinerolo
  • 9 marzo 1947: installazione di una scala a chiocciola in ferro per la tribuna, acquistata d’occasione e “compensata” con farina destinata agli orfani
  • 1965: sostituzione del vecchio altare ligneo con un nuovo altare in marmo e relativa balaustra, offerti dai parrocchiani
  • 1970: nuova facciata anteriore in mattoni faccia a vista e greche, offerta dal cav. Arturo Prever
  • 1978: evento sismico con fessure (anche tra volta e facciata), indicate come non riparate ancora nel 2008
  • 1985: spostamento dell’altare e nuovo pavimento ligneo nella zona rialzata, con ulteriori assiti in legno nella zona dei fedeli

L’interno: volte a botte, trompe-l’oeil e cantoria

Dentro l’aula è coperta da due volte a botte con unghie per le finestre; inoltre anche il presbiterio è impostato su una volta analoga, con unghie di diverso tipo. Le superfici sono decorate con specchiature bordate da fasce grigio chiaro e ocra, mentre simboli sacri e stilizzazioni floreali sono dipinti a trompe-l’oeil.
Le pareti, quindi, sono scandite da paraste che proseguono idealmente gli arconi delle volte: i campi rosa e le decorazioni floreali tornano più volte e tengono insieme l’insieme.

In alto corre una trabeazione netta: architrave bianco, fregio color senape con motivi floreali dipinti e, infine, cornice bianca in stucco sagomata con motivo a ovuli. Vicino al presbiterio, inoltre, sono appesi due quadri importanti con cornici lignee intagliate (quello di destra raffigura la Madonna).
Sul fondo, poi, trovi la bussola lignea e la cantoria in legno dipinto: è collegata, a destra dell’ingresso, alla scala a chiocciola metallica.

Presbiterio: altare tridentino, dossale dipinto e santi “di fianco”

In presbiterio la parete absidale è “tagliata” da due porte ai lati dell’altare tridentino. L’altare è di buona fattura e realizzato con lastre di marmo policrome; inoltre l’antependio presenta l’acronimo IHS. Il tabernacolo ha l’antina dorata con bassorilievo ed è affiancato da candelabri dorati.

Dietro si impone un grande dossale dipinto a trompe-l’oeil dedicato a San Luigi, con lesene in finto marmorino rosa marezzato e cimasa superiore. La pala d’altare raffigura il Santo ai piedi della Madonna con il Bambino.
Sopra le porte, poi, due nicchie ospitano i dipinti di San Carlo Borromeo (sinistra) e San Giovanni Battista (destra).

Accanto al complesso storico, inoltre, c’è la mensa attuale: è sostenuta da una struttura in ferro battuto e coperta da un mantile bianco ricamato. Completano l’arredo ambone, seggio, fonte battesimale metallico semplice, crocifisso ligneo e banchi.

Pavimenti, struttura e coperture

La pavimentazione dell’aula è in parquet. Il presbiterio, invece, è rialzato di due gradini in marmo e rivestito con parquet in essenze diverse, posato a disegno a rombi: quindi lo “stacco” si percepisce anche camminando.

L’impianto è un unico corpo rettangolare che si restringe verso il presbiterio e termina con abside piatta. La sezione è un volume unico sotto tetto a capanna; le murature sono in pietre miste a laterizi con malta di calce e, inoltre, sono presenti due catene di rinforzo in corrispondenza degli arconi delle volte. Le coperture sono in coppi su travature lignee.

Il campaniletto e la campana dedicata alla Madonna

Il campaniletto è a pianta quadrata, intonacato e tinteggiato bianco avorio. Agli angoli, inoltre, compaiono lesene e piccole cornici in laterizio; tra queste si aprono le monofore. Una cornice aggettante chiude la torre e, sopra, sale il tetto a padiglione in coppi con croce metallica.
E poi c’è la campana: in bronzo, fusa nel 1892 (Fa naturale) e dedicata alla Madonna, legata a un campanile “sopraelevato” sul tetto della casa.

FAQ – Dubbi pratici prima di entrare nell’edificio sacro

Dove si trova la Chiesa di San Luigi IX di Pinerolo?

È in aperta campagna lungo la strada tra Pinerolo e la frazione Baudenasca; l’indirizzo indicato è via Bessone 20

Quali sono le date storiche più importanti?

Tra le principali: 1428 (cappella in località Biscorno), 1676 (fabbrica della chiesa “nuova” per parrocchia campestre), 1763 (tre altari e proprietà comunale), 1946–1947 (decorazioni, inaugurazione e scala a chiocciola), 1978 (fessurazioni post-sisma), 2015 (restauro del campaniletto)

Cosa riconosci subito sulla facciata?

Il rivestimento in mattoni a vista, i dettagli in pietra di Luserna e l’immagine di San Luigi IX nello sfondato sopra l’ingresso

Cosa non va saltato all’interno?

Le decorazioni a trompe-l’oeil, la Via Crucis e la cantoria lignea collegata alla scala a chiocciola metallica

Com’è fatto il presbiterio?

Ha un altare tridentino in marmi policromi (con IHS), un grande dossale dipinto e le immagini di San Carlo Borromeo e San Giovanni Battista nelle nicchie sopra le porte

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende