Chiesa di San Grato Vescovo di Piscina: storia, facciata sinuosa e altare maggiore

Da Alessandro Maldera
Gennaio 24, 2026

La Chiesa di San Grato Vescovo è una delle letture più chiare del centro di Piscina: è in paese, vicino alla via principale, e si capisce subito “che peso” ha. Nasce nel 1609, però cambia più volte nel tempo. Inoltre porta addosso danni, ampliamenti e restauri recenti. Di conseguenza oggi è una tappa perfetta del cluster cosa vedere a Piscina, perché unisce architettura e dettagli interni veri, non solo “facciata”.
San Grato, l’essenziale: 1609, Buniva, restauri recenti
Dove si trova la Chiesa di San Grato Vescovo
La chiesa è in centro paese ed è lambita, sul fianco sinistro, dalla strada che attraversa Piscina da nord a sud. Davanti si apre un piccolo sagrato, con uno spiazzo che aiuta a leggere la facciata con calma. Inoltre la posizione centrale la rende una sosta semplice anche se stai facendo un giro rapido.
Una chiesa costruita “a strati”: le date che contano
Qui non hai un edificio nato in un colpo solo. Al contrario, la storia è fatta di fasi chiare:
- 1609: fondazione della chiesa, vicino al sito di una cappella più antica dedicata allo stesso santo
- 1695: danneggiamenti bellici agli interni
- 1766–1767: ampliamento voluto dalla comunità, su progetto dell’architetto Gerolamo Buniva
- 1808: terremoto con danni alla volta, riparata però solo nel 1821
- 2003–2018: intervento integrale di restauro e manutenzione (tetto, esterni, facciata e interni), articolato in più lotti
Quindi, quando guardi l’insieme, stai osservando un edificio che “si è aggiustato” più volte per restare in piedi e funzionare.
La facciata: muratura a vista e profilo sinuoso
La facciata è in muratura a vista e ha un profilo che si riconosce al primo sguardo: parte centrale convessa e lati concavi. Si sviluppa in due ordini sovrapposti, scanditi da lesene e trabeazione. Sopra, inoltre, ci sono un parapetto e un timpano triangolare centrale.
Gli ingressi e le aperture
Al piano terra trovi:
- un portone ligneo centrale incorniciato da un portale con coronamento ovoidale
- due portoncini laterali, ciascuno con edicola e aperture ellittiche sovrapposte
- tra gli accessi, nicchie vuote incorniciate da lesene binate
Al piano superiore, invece, si apre:
- un finestrone ellittico centrale
- due finestre laterali lobate, con altre nicchie a costruire un gioco di pieni e vuoti
Pianta e struttura: navata unica, cappelle e abside
La pianta è longitudinale e molto leggibile: una sola navata con sei cappelle laterali (tre per lato, a tutta altezza). In fondo, poi, il corpo absidale è allungato e chiude con una terminazione semicircolare.
Dal punto di vista costruttivo la struttura è in muratura. L’aula è coperta da volte a botte; le cappelle laterali, invece, hanno cupole a sesto ribassato. L’abside cambia registro: qui trovi una cupola a costoloni incrociati su pennacchi e, inoltre, un catino costolonato.
Campanile, coperture e prospetti laterali
Il manto di copertura è a doppia falda e in coppi. Il campanile si innesta sul fianco destro dell’abside: è a pianta quadrata, in muratura a vista, con monofore e bifore a tutto sesto.
I prospetti laterali sono in tessitura muraria a vista (sagramata), con lunette nella parte alta. Quindi anche ai lati la chiesa mantiene un carattere “materico”, non intonacato e neutro.
Dentro: presbiterio rialzato e altare in marmi policromi
All’interno le pareti sono organizzate con paraste su ordine unico: sopra corre una trabeazione che “regge” visivamente la volta. Inoltre le superfici sono riccamente dipinte con motivi ornamentali ripetitivi, figurativi e finti marmi, quindi l’effetto è decorativo ma coerente.
Il presbiterio storico
Il presbiterio occupa l’abside in posizione rialzata ed è separato dall’aula da una balaustra lapidea. Al centro spicca l’altare maggiore: un grande insieme in marmi policromi, coronato da un tempietto e affiancato dai portali d’accesso al coro. Sulla parete di fondo, inoltre, si staglia una pala ellittica incorniciata da marmi policromi e coronata da un baldacchino.
Arredi
Sono presenti arredi lignei policromi e dorati: coro, cantoria e pulpito. Quindi, anche senza “caccia al dettaglio”, qualcosa ti resta addosso.
Restauri 2003–2018: perché cambiano la lettura della chiesa
Dal 2003 al 2018 la chiesa è stata interessata da un intervento integrale, suddiviso in più lotti, su tetto, esterni, facciata e interni. Non è un dettaglio secondario: infatti, quando un edificio è così stratificato, la manutenzione recente è spesso ciò che ne garantisce la continuità. E, di conseguenza, oggi la visita è più “pulita” e leggibile.
FAQ – San Grato: cosa sapere prima di entrare
È in centro paese, vicino alla via che attraversa Piscina da nord a sud, con un piccolo sagrato davanti alla facciata
È fondata nel 1609, subisce danni nel 1695, viene ampliata nel 1766–1767 (Gerolamo Buniva), è danneggiata dal terremoto del 1808 (riparazione 1821) e viene restaurata a lotti tra 2003 e 2018
È in muratura a vista, con profilo sinuoso (centro convesso e lati concavi), due ordini con lesene e un finestrone ellittico al primo piano
C’è una navata unica con sei cappelle laterali (tre per lato) e un’abside allungata a terminazione semicircolare
L’altare maggiore in marmi policromi, coronato da un tempietto, con pala ellittica d’altare incorniciata e coronata da baldacchino

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



